“Opere su carta”. Quindici disegni a tecnica mista di Francesco Balsamo
“Opere su carta”. Quindici disegni a tecnica mista di Francesco Balsamo
Tirannosauri in salotto: ecco un interno borghese, il suo bell’ordine compatto, minuziosamente descritto, il lampadario di cristallo - quasi un contrappunto leggiadro,
con la sua fioritura di steli - e in primo piano sbalza, a pungere lo sguardo e sollecitare domande su domande, la rete d’ossa degli estinti, la cassa toracica capiente (una, più
gabbie incrociate) di carnivori antidiluviani, ferale incombente presenza del profilo
aguzzo dei denti.
Nello spazio di un foglio di carta dove grasse matite colorate e inchiostro si stendono
a dare raffigurazione del dettaglio, movenze antiche impresse nell’immaginario collettivo, in una sorta di teatro il cui sipario è tendaggio o linea di cornice, i quindici disegni a
tecnica mista di Francesco Balsamo forse ci inquietano, certo ci conducono in un mondo incantato, sogno o delirio o favola ancestrale, spazio contratto e denso attraverso
il quale leggere le nostre allucinazioni, esorcizzare paure inconfessate. Ecco dunque
una “Promenade” sul lago, gli esotici “Tucani” a rompere il rigore (anche qui) asettico
d’un salotto; lo spazio teatrale di “Commediola” e “Matinée”, ovvero ancora scheletri
quali protagonisti d’una commedia, appunto, durevole da molti millenni. Come non riconoscere, oltre l’inquietudine che ci stringe le viscere, la “vis” ironica che ci fa
sorridere e riflettere?
E c’è da dire che, nella cupezza dei toni cromatici, prevalenti il grigio, l’ocra e il verde scuro, ogni singola opera estrinseca la poetica di un dettato di forme e contenuti che attinge al reale e all’attuale: ché, non dimentichiamolo, il catanese Francesco Balsamo è anche poeta, vincitore per l’inedito del premio “Eugenio Montale” 2001 con la silloge “Appendere l’ombra a un chiodo”, e del premio “Sandro Penna” per l’inedito nel 2002, raccolta poi pubblicata con il titolo” Discorso dell’albero alle sue foglie” con Stamperia dell’Arancio. Già in copertina a questo libro uno dei disegni esposti, “Natura con pettine”, un pettine d’osso, con i suoi denti regolari quasi a mimare mandibola umana, in una cesta di pesci.
Inaugurata l’11 giugno all’Accademia Abadir e conclusasi il 18 dello stesso mese, la
mostra antologica “Opere su carta” sarà ospitata a Roma nel mese di ottobre, con l’aggiunta di altri quindici disegni. Ma già in questa anticipazione si apprezza il ricco simbolismo
con il quale l’artista aggettiva il suo splendido e misterico mondo creativo.
Indescrivibile la sensazione fisica, corporea di fronte a ciascuna “carta”: come cadere
in una dimensione di sogno più vero del vero, quasi a potere toccare, vedere, annusare piante, animali, paesaggi o interni da attraversare lasciando sulla polvere, del salotto
come del teatro, il segno dell’umano.