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Tirannosauri in salotto


“Opere su carta”. Quindici disegni a tecnica mista di Francesco Balsamo
giovedì 23 giugno 2005, di Maria Gabriella Canfarelli - 2303 letture

“Opere su carta”. Quindici disegni a tecnica mista di Francesco Balsamo

Tirannosauri in salotto: ecco un interno borghese, il suo bell’ordine compatto, minuziosamente descritto, il lampadario di cristallo - quasi un contrappunto leggiadro, con la sua fioritura di steli - e in primo piano sbalza, a pungere lo sguardo e sollecitare domande su domande, la rete d’ossa degli estinti, la cassa toracica capiente (una, più gabbie incrociate) di carnivori antidiluviani, ferale incombente presenza del profilo aguzzo dei denti.

Nello spazio di un foglio di carta dove grasse matite colorate e inchiostro si stendono a dare raffigurazione del dettaglio, movenze antiche impresse nell’immaginario collettivo, in una sorta di teatro il cui sipario è tendaggio o linea di cornice, i quindici disegni a tecnica mista di Francesco Balsamo forse ci inquietano, certo ci conducono in un mondo incantato, sogno o delirio o favola ancestrale, spazio contratto e denso attraverso il quale leggere le nostre allucinazioni, esorcizzare paure inconfessate. Ecco dunque una “Promenade” sul lago, gli esotici “Tucani” a rompere il rigore (anche qui) asettico d’un salotto; lo spazio teatrale di “Commediola” e “Matinée”, ovvero ancora scheletri quali protagonisti d’una commedia, appunto, durevole da molti millenni. Come non riconoscere, oltre l’inquietudine che ci stringe le viscere, la “vis” ironica che ci fa sorridere e riflettere?

E c’è da dire che, nella cupezza dei toni cromatici, prevalenti il grigio, l’ocra e il verde scuro, ogni singola opera estrinseca la poetica di un dettato di forme e contenuti che attinge al reale e all’attuale: ché, non dimentichiamolo, il catanese Francesco Balsamo è anche poeta, vincitore per l’inedito del premio “Eugenio Montale” 2001 con la silloge “Appendere l’ombra a un chiodo”, e del premio “Sandro Penna” per l’inedito nel 2002, raccolta poi pubblicata con il titolo” Discorso dell’albero alle sue foglie” con Stamperia dell’Arancio. Già in copertina a questo libro uno dei disegni esposti, “Natura con pettine”, un pettine d’osso, con i suoi denti regolari quasi a mimare mandibola umana, in una cesta di pesci. Inaugurata l’11 giugno all’Accademia Abadir e conclusasi il 18 dello stesso mese, la mostra antologica “Opere su carta” sarà ospitata a Roma nel mese di ottobre, con l’aggiunta di altri quindici disegni. Ma già in questa anticipazione si apprezza il ricco simbolismo con il quale l’artista aggettiva il suo splendido e misterico mondo creativo. Indescrivibile la sensazione fisica, corporea di fronte a ciascuna “carta”: come cadere in una dimensione di sogno più vero del vero, quasi a potere toccare, vedere, annusare piante, animali, paesaggi o interni da attraversare lasciando sulla polvere, del salotto come del teatro, il segno dell’umano.

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