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Tirana e Prishtina: l’arresto di Mladic, un segnale positivo


Da Albania News - 27 Maggio 2011

Per gentile concessione di AlbaniaNews


venerdì 27 maggio 2011, di Emanuele G. - 311 letture

È terminata con l’arresto la latitanza, durata quasi 16 anni, di Ratko Mladic, conosciuto anche come il ’Boia di Srebrenica’. Mladic è stato catturato ieri nel nordest della Serbia dalle forze di sicurezza di Belgrado.

Il Ministero degli Esteri albanese ha dichiarato che l’arresto del famigerato ex generale Ratko Mladic, dimostra che prima o poi, i criminali saranno assicurati alla giustizia.

"Questo è un segnale positivo portare i criminali di guerra alla giustizia, ma anche per alleviare il dolore delle famiglie di migliaia che hanno perso i loro cari in sanguinose guerre della ex-Iugoslavia", dice la dichiarazione del Ministero degli Esteri.

"Esprimiamo la nostra convinzione che questo atto sarà seguito da arresti di altri criminali ricercati, con conseguente miglioramento delle relazioni tra i paesi della regione e i processi di integrazione europea", viene sottolineato nel documento.

Anche il Primo Ministro albanese Sali Berisha ha salutato l’arresto dell’ex generale serbo Ratko Mladic, considerandolo come una delle figure più sanguinose e più oscuri della storia dell’Europa e dei Balcani.

Berisha ha espresso in un comunicato stampa che Mladic è direttamente responsabile per il genocidio serbo in Bosnia e in particolare a Srebrenica.

"L’arresto, anche se in ritardo, è un trionfo della giustizia internazionale e sollievo per le anime di migliaia di vittime innocenti e alle loro famiglie", ha dichiarato Berisha.

Il neo eletto Presidente del Kosovo, Atifete Jahjaga, ha salutato l’arresto dell’ex generale serbo Ratko Mladic, dichiarando che finalmente la giustizia sarà servita.

Mentre il Vice Primo Ministro Hajredin Kuçi considera l’arresto del generale "un’azione ritardata".

"Posso dire che questo è un evento simbolico per i paesi dell’Ex-Jugoslavia, e deve essere visto come un nuovo approccio per la Serbia", ha dichiarato Kuçi.

Secondo lui, l’arresto è stato reso possibile grazie all’insistenza internazionale, e non della Serbia.

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