Kiev - E’ di poche ore fa la dichiarazione ai media di Yulia Timoshenko, candidata liberale alle presidenziali, sulla possibile occupazione di case residenziali intorno a Kiev da parte di miliziani fedeli al candidato filo-russo Yanukovich.
Di qualche giorno fa il mio articolo sull’assedio della commissione elettorale messo in atto da parte dei "volontari" pro-Russia.
La notizia sui timori della Timoshenko si è diffusa oggi pomeriggio, a una settimana dal secondo turno delle elezioni.
Non si riesce ancora a capire se questa dichiarazione sia fatta a scopi elettorali o se la minaccia sia reale.
Non bisogna scordarsi del fatto che nel 2004, anno della rivoluzione arancione, brigate di volontari dall’est Ucraina arrivarono a Kiev nei primi giorni dopo la vittoria "barata" di Yanukovich.
La città fu invasa da veri e propri sgherri che pretendevano un pizzo da ogni negoziante e imprenditore; fu anche questo uno dei motivi per il quale scattò l’orgoglio degli ucraini che sfociò nella rivolta pacifica.
Ora, a distanza di 5 anni, di nuovo lo stesso pericolo: in caso di sconfitta elettorale di Yanukovich, i miliziani dovrebbero entrare in azione per prendere controllo dei palazzi del potere, situati nel centro storico di Kiev.
C’è da temere qualcosa oppure si tratta solo di una bufala?
In ogni caso la risposta sarà presto svelata, basterà aspettare l’8 febbraio.