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Tickets

Tickets riesce a far rivivere sullo schermo la magia del viaggio sul treno, non dimenticandosi di raccontare anche quei contrattempi che tanto infastidiscono, soprattutto nei lunghi viaggi.

di Fabrizio Cirnigliaro - mercoledì 13 gennaio 2010 - 4124 letture

Tickets è un film del 2005, presentato fuori concorso al festival di Berlino.

Il film è composto da 3 episodi diretti da 3 diversi registi, il tema è quello del viaggio in treno.

Il primo episodio, diretto da Ermanno Olmi, racconta il viaggio di un professore anziano, che si trovava oltre confine per lavoro. Il treno è pieno, e lui viaggia nella carrozza ristorante. Ha un file di testo aperto , non riesce a scrivere niente, ripercorre nella propria mente gli ultimi momenti trascorsi con una donna in quella giornata. Vorrebbe inviarle una mail, ma si distrae, lavora molto con la fantasia, ma non riesce a non farsi coinvolgere emotivamente da quello che accade ad un bambino piccolo che viaggia in piedi con la famiglia, “vittime” della cafonaggine di un ufficiale dell’esercito che viaggia sullo stesso treno.

Il secondo episodio è diretto da Abbas Kiarostami, e racconta il viaggio di una signora anziana, che deve andare a Chiusi per partecipare alla commemorazione per la morte di suo marito, un generale dell’esercito morto un anno prima. E’ accompagnata da un giovane ragazzo, un obbiettore di coscienza a cui è stato affidato questo servizio. La donna è piuttosto nervosa, litiga con diversi passeggeri e si dimostra piuttosto prepotente con il ragazzo. Oltre a dettare sempre ordini, gli ripete più volte con arroganza che lui fa una bella vita, dato che non deve neanche svolgere il servizio militare. Il ragazzo ad un certo punto però perde la pazienza e scappa, lasciando da sola l’anziana signora.

L’ultimo episodio è diretto da Ken Loach: il treno è sempre lo stesso, i protagonisti sono 3 ragazzi scozzesi che si stanno dirigendo a Roma per assistere ad una partita di Champions League fra la loro squadra del cuore, il Celtic, e la Roma. Uno dei tre giovani tifosi non trova il proprio biglietto del treno e il controllore, dato che i ragazzi non hanno i soldi per pagare nuovamente il biglietto, maggiorato dalla multa, li avvisa che alla Stazione di Roma Termini verranno prelevati dalla polizia italiana. I tre tifosi scozzesi capiscono che ad aver sottratto il biglietto è stato un ragazzino albanese che viaggia nella stessa carrozza con la propria famiglia, a cui avevano offerto dei sandwich. La sorella, non avendo i soldi per acquistare 4 biglietti, ne aveva acquistati solo 3; stanno raggiungendo il padre, che li aspetta a Roma. I tre scozzesi decidono di non denunciare il ragazzino e la famiglia, e arrivati alla stazione riescono a sfuggire alla polizia , grazie all’aiuto dei tifosi della Roma che si trovano alla stazione. Senza violenza, solo solidarietà per i tifosi della squadra avversaria.

Tutti e 3 gli episodi emozionano, coinvolgano lo spettatore, ma quello di Ken Loach viaggia sicuramente ad alta velocità rispetto agli altri due. Non solo per il ritmo e l’ironia della sua storia, ma anche perché riesce a far riflettere sull’emigrazione, sulla sicurezza, e sul calcio senza essere retorico. A 5 anni dalla realizzazione del film, le ferrovie italiane sono cambiate parecchio, purtroppo in peggio. Oltre al tragico incidente di Viareggio sono molti gli episodi che hanno mostrato le fragilità di questo mezzo di trasporto in Italia, e il peggio sembra non aver fine. I ritardi dei treni di lunga percorrenza sono ormai una costante, come i furti che avvengono regolarmente. A Gennaio un treno partito da Lamezia Terme è arrivato a Milano solo dopo 20 ore. Il riscaldamento non funzionava, mancava la carte igienica, e coloro che avevano caricato le auto nei vagoni attrezzati hanno ritrovato le auto con i finestrini rotti e senza i propri bagagli. Spesso viene fatto notare che i biglietti dei treni in Italia costano di meno rispetto al resto dell’Europa, ma il fatto che uno paghi meno un biglietto non può giustificare i ritardi, la sporcizia, il mancato funzionamento dei riscaldamenti, la scarsa “offerta” per certe tratte. Non è possibile che nel 2010 per raggiungere Palermo da Siracusa, 250 Km, si debbano impiegare 6 ore. Si stanno investendo molte risorse per l’alta velocità dimenticandosi di tutto il resto. Ciò nonostante a Torino, grazie ad un’inchiesta del solito Guariniello, si è scoperto che il 75% dei 400 Frecciarossa monitorati nella tratta Milano Roma nel periodo pre-natalizio è arrivato in ritardo.

Avere il premier capotreno per un giorno può essere un ottima idea per rilanciare l’immaggine delle Ferrovie italiane, ma ci vuole altro.

Ci si dimentica troppo facilmente che i protagonisti dei viaggi quotidiani sono i pendolari, gli studenti. gli operai, coloro che devono attraversare tutta l’Italia per ricongiungersi con i propri cari.

Tickets riesce a far rivivere sullo schermo la magia del viaggio sul treno, non dimenticandosi di raccontare anche quei contrattempi che tanto infastidiscono, soprattutto nei lunghi viaggi. Una pellicola che commuove, che fa sognare, ma che rivista oggi rischia di essere “percepita” solo come uno spot lungo 110 minuti, in quanto le ferrovie italiane nel frattempo stanno viaggiando in direzione contraria, purtroppo.


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