Ti auguro tempo

L’arroganza e la dignità credo che siano due parole da rimettere al centro della riflessione politica, ma per questo forse ci vorrà ancora molto tempo?

di Enzo Maddaloni - mercoledì 31 dicembre 2008 - 2466 letture

Alle ultime elezioni politiche non sono andato a votare. La mia credo ancora oggi sia stata la scelta più giusta.

L’arroganza del potere costituito era e resta immensa e, oltre a sentirlo e leggerlo dai giornali, lo si vedeva per strada. Ci sono alcuni uomini politici che ancora continuano a sporcare ed inquinare la politica. Per la prima volta nella mia vita avevo fatto questa scelta di non votare ed ancora oggi credo che sia stata la migliore cosa che abbia fatto.

Riflettevo in questi giorni sulla differenza tra arroganza, stupidità e buona fede. Per non sbagliarmi nell’interpretazione del loro significato (condiviso) ho consultato un vocabolario:

arroganza: senso di superiorità nei confronti del prossimo, che si manifesta con un costante disdegno ed un’irritante alterigia;

studidità: indisponente ottusità;

fede: il fatto di credere fermamente nella verità e nella giustezza di un assunto;

Ora sia nell’arroganza che nella stupida ottusità ed ancora peggio nella (buona) fede, del credere fermamente nella verità e nella giustezza di un proprio assunto, credo che si possa registrare un’altro termine che accomuna per certi versi i tre: "offensivo" (sempre dal Devoto Oli): lesivo della dignità, dell’integrità e della autorità.

Ritornano qui alcune altre parole: dignità - integrità - autorità.

Negli ultimi giorni, qui in Campania, si è registrato un’altro gesto "offensivo" della dignità dei cittadini o per lo meno, per non far di tutta un’erba un fascio, di quella parte di cittadini che non si riconosce più in un modo di far politica che è ormai ai confini della realtà, e che stà costringendo molti a fuggire. L’arroganza e la dignità sono due parole da rimettere al centro della riflessione politica, cosi come questa politica sia diventato un atto biopolitico: che tende a modificare la stessa biologia delle persone con tutti i danni e le conseguenze sullo stato di salute dei cittadini campani che si possono già registrare oggi.

La crisi in atto è per me positiva, perchè sta manifestando tutte le contraddizioni di un sistema che ormai non regge più, ma se questa occasione viene ancora una volta persa, facendoci distrarci dalla "crisi economica" come se fosse la priorità della questione da affrontare oggi, mettendo da parte i veri temi della crisi che sono l’assenza di valori condivisi sui quali ricostruire e dare dignità ai cittadini, allora credo che la drammatica questione che oggi è sempre più evidente nelle coscienze di tutti, non potrà mai essere affrontata.

La mia sana follia mi continua a "guidare" in questa scelta di "disertare".

Una scelta, come ho già detto, non troppo sofferta (a dire il vero), perché avevo eliminato ogni illusione pre-voto, del come questa crisi, cosi vasta e profonda, sarebbe stata gestita dalla nostra classe politica - in questo caso mi riferisco alla sinistra - e, come si sarebbe potuta risolvere, per come sono state gestite fin’ora le cose e del come ancora oggi le stesse "Istituzioni Democratiche" (e di regime), qui in Campania, (negli ultimi 10 anni) hanno inteso e intendono trattare i cittadini: sudditi.

Le stesse organizzazioni di tutela sociale, come i sindacati, sono diventate “complici” di questa logica di potere, ed hanno anch’esse costruito una classe dirigente (poi anche prestata alla politica) non immune alla speculazione, per non parlare poi degli organi di disinformazione, che per anni hanno coperto e surclassato queste informazioni per aiutare a far prendere coscienza.

Ora, se è vero come è vero quello che abbiamo visto ed ascoltato negli ultimi anni, se è vero come è vero che la camorra continua a comandare, se è vero come è vero tutto quello che abbiamo vissuto, così come anche tutto ed il contrario di tutto, plaudo all’iniziativa di Veltroni nel chiedere le dimissione del Sindaco di Napoli e del Presidente della Regione Campania, prima che le popolazioni delle provincie (Salerno, Avellino, Benevento) proponghino la seccessione leghista anche in Campania.

Una cosa che non tutti hanno ancora compreso che prima di ridare dignità alla politica serve ridare "dignità ai cittadini" (tutti sono contrario ad ogni seccessione) della Campania.

Credo che non ci sia bisogno solo di processi giudiziari ma fondamentalmente di avviare un "processo" di ridefnizione delle "dignità negate" qui in Campania, non è solo una questione morale è un problema di sopravvivenza biologica della specie.

Ciò non può che avvenire eliminando ogni arroganza politica e liberando gli ostaggi: i cittadini della Campania.

"Non è mai troppo tardi" ...per aprire nuove scuole di disertori!

Sinceramente non mi interessa al momento se ciò potrà favorire il governo di centro destra, una cosa è certa: libererà le forze e le energie, sempre più deboli, di un popolo sinistra o destra che sia che tra poco non esisterà più!

Faccio domanda così per partecipare al "BANDO DI CONCORSO PER NUOVE IDEE POLITICHE" ed insieme ad alcuni amici stiamo proponendo una possibile "alternativa": costruire i "Cerchi per Sognatori Pratici....ovvero Comunità Libertarie per Sognatori Pratici".

Spero che sia possibile così salvare qualche naufrago fuggito alla tempesta ed approdare "sull’isola che non c’è", ritornare alla creazione e sperimentare una nuova e vera democrazia che riesca a portarci verso il cambio del paradigma.

Una trasformazione radicale dei rapporti umani, che antepongano il potere all’apparato, gli interessi dell’organizzazione agli interessi delle persona.

Il senso della provvisoriatà deve servire proprio ad eliminare la cultura delle "delega", della passività, della non partecipazione, e la stessa cultura della speranza deve trasformarsi nella cultura della consapevolezza non del fare ma del come fare.

L’impegno nei valori tutelati deve essere al centro della nostra lotta politica per garantire diritti uguali per diseuguali.

Oggi sempre più si è affermata nel cuore della società una cultura mercantile egoistica ed individualistica che ha ridotto le persone a cose, a numeri, a prezzi, ad agglomerati di cellule malate, assistendo impassibili alla degenerazione delle stesse organizzazioni umane spazzatura nella spazzatura.

Le stesse organizzazioni politiche, sociali diventano impotenti di fronte all’arroganza di singoli politici e dei potenti, incapaci ormai anche di sollecitare reazioni significative e permanenti tese a stimolare una nuova e positiva crescita democratica.

Un "regime" di destra e/o di sinistra che sia non fa nessuna differenza perchè ambedue uccidono la libertà di scelta e la dignità delle persone.

Questo modo di far politica, sempre ed in ogni caso, resta al servizio di "pochi eletti" e sta permettendo di determinare interventi economici, ideologici, al servizio di una classe politica e/o di una pratica politica che per difendere i suoi affari ha "militarizzato le istituzioni democratiche", la questione delle discariche, degli extra comunitari, degli appalti truccati, della speculazione sul lavoro precario attraverso la speranza infinita, hanno un comune denominatore: arroganza, stupidità e potere.

Certo bisogna rispondere immediatamente a quella richiesta di certezze e sicurezze che i cittadini oggi chiedono, ma non sostituendo una paura con l’altra ma ridando dignità, eliminando ogni paura dell’altro. La situazione attuale è solo un esempio del decadimento sociale.

Certo il cambiamento vero può avvenire solo attraverso una presa di coscienza prima individuale e poi collettiva. Per questi motivi credo che c’è urgenza di praticare, in prima persona, l’altruismo per sostituirlo all’egoismo, la dignità all’arbitrio, il valore dell’essere umano sul profitto, affinchè si affermi una nuova indentità sociale e nuovi modelli di organizzazioni sociali. Per questo non serve dichiararsi più o meno di sinistra o cos’altro ma, semplicemente, uomini consapevoli.

Il nuovo impegno deve fondarsi sul paziente lavoro di ricostruzione di una libera socialità, vissuta all’insegna della cooperazione, della fraternità, del mutuo soccorso, certo ci vorrà tempo ma chi ben inizia è alla metà dell’opera.

Una libera socialità per permettere di comunciare, scambiare, cooperare tra persone consapevoli e non più sudditi. Consapevoli della propria e dell’altrui dignità. E, qui mi riferisco anche ad una forma di "autismo" (corale) che imperversa nella società attuale.

Ripartiamo dalla costruzione di "cerchi per sognatori pratici" di persone che dovranno proporsi di ricercare e praticare una metodologia basata sui criteri antiburocratici e antiautoritari: solidarietà e cooperazione in luogo di egoismo e competizione sociale; partecipazione e democrazia diretta in luogo di delega e gerarchie; volontariato e passione in luogo di professionismo; decisionalità espressa secondo criteri di condivisione/consensualità in luogo di imposizioni a colpi di regole; pluralità di idee in luogo di centralismo; valorizzazione delle differenze in luogo di omologazione; orizzontalità organizzativa e decentramento in luogo di verticalità e accentramento.

Una metodologia che metta al centro l’ascolto.

Ciò può realizzarsi solo attraverso la costruzione di un nuovo "modo d’essere" persona per costruire (prima) i cittadini di domani e poi nuove organizzazioni sociali.

Cosa serve? Continuare ad essere provvisori e disponibili per mettersi in gioco, disertando i luoghi comuni e più che far ritornare la speranza varcarla attraverso un agire solidale.

Alcuni giorni fà una ragazza di Roma mi ha scritto un’email chiedendomi "...cosa posso fare io, ho poco tempo?" Gli ho risposto "Lo stai già facendo: ti sei chiesta cosa puoi fare. E, poi il tempo non esiste. E’ solo una nostra dimensione mentale, serve solo la tua intelligenza creativa."

Se l’uomo comprendesse che l’universo non è governato dal caos, dalla competizione, ma dalla collaborazione e che al di la di ogni divisione "tutto è in uno" certamente riuscirebbe a costruire un nuovo mondo.

Per questo (carissima amica):

Non ti auguro un dono qualsiasi, Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.

Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere; se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.

Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare, non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.

Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre, ma tempo per essere contento.

Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perchè te ne resti:

tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guardarlo sull’orologio.

Ti auguro tempo per toccare le stelle e tempo per crescere, per maturare.

Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.

Non ha più senso rimandare.

Ti auguro tempo per trovare te stesso, per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.

Ti auguro tempo anche per perdonare.

Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

(anonimo nativo d’america)


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