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Thriller e tarocchi

Aqua vitae / di Tiziano Mancini. - Cattolica : Pegasus Edition, 2021. - (Blacknight). - ISBN 9788872111703

di Marco Monari - mercoledì 1 settembre 2021 - 747 letture

Che l’economia e la finanza non siano una vera e propria panacea per l’essere umano è oramai opinione comune… e quando due consulenti finanziari si incontrano a un corso di formazione, qualche fregatura arriva.

Così inizia il thriller Aqua vitae di Tiziano Mancini, giornalista e addetto stampa dell’Università di Urbino, già autore di varie raccolte fra cui Assenze giustificate (Aras 2017) e ora vincitore con questo volume di due premi (Città di Cattolica, Casentino).

Si tratta di un avvincente lungo racconto che non ci permette di interromperne la lettura fino a giungerne alla conclusione. Oltre a condurci nella trama con una lettura fluida, con dialoghi intrisi di sottile umorismo e inaspettati colpi di scena, Mancini affronta uno dei temi più dibattuti e affascinanti della letteratura – la ricerca dell’eterna giovinezza – riuscendo a risultare leggero e profondo al tempo stesso, e aggiungendo un’originalità non facile.

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Copertina del libro Aqua vitae, di Tiziano Mancini

Mi sono divertito, nella selva di possibili letture del testo che lascio ai recensori esperti di narrativa gialla-noir, a tentare un’interpretazione dei personaggi inconsueta, che affonda le sue radici in una passione che condivido con l’autore: quella dei tarocchi. Ho notato infatti, leggendo queste accattivanti 99 pagine, che i personaggi principali si specchiano in altrettante figure degli Arcani Maggiori.

A partire dal protagonista, associabile all’Arcano del Matto ma che – dopo le prime battute – inconsciamente (come ogni azione di un Matto) si trasforma in un Diavolo (con i suoi desideri e le sue pulsioni) e che con le sue azioni (e i suoi due aiutanti a lui stesso vincolati) crea un Appeso (pronto comunque all’azione appena ne ha l’opportunità) e nel suo agire improvvido ha a che fare con una sapiente Papessa – che pur accogliendolo nel suo studio-laboratorio riesce a tenerlo a distanza di sicurezza – e con una Imperatrice (che non a caso si autodefinisce “castellana”) molto esperta della vita e pronta a tutto pur di rimanere sull’onda lunga del benessere, in tutti i sensi del termine. Il contesto è gestito poi da una Ruota della Fortuna che svolge alla perfezione il suo compito anche a discapito (talvolta) del volere dei personaggi.

Il volume chiama a una lettura che ne divora le pagine, ma allo stesso tempo, una volta giunti al termine, ne richiama una rilettura per gustarne in maggior misura trama e personaggi. E invita a diverse letture e diverse interpretazioni, offrendo in ogni caso un’occasione piacevolissima per conoscere un autore da tenere d’occhio perché ha sicuramente ancora molto da dirci.


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