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Theramin- "We were gladiators". Esordio discografico della band etnea


Ascoltiamo e recensiamo l’esordio discografico dei Theramin dal titolo "We were gladiators" uscito per la Psychotica / Goodfellas rec. Bei paesaggi sonori noise che fanno ben sperare per il futuro di questo trio etneo
giovedì 6 gennaio 2005, di Tano Rizza - 1827 letture

Catania, Sicilia, le coordinate sono quelle noise, post-rock, indi rock. Un’inverso sonoro quello siciliano, e catanese in particolare, che è continua fucina di buone band dal suono pesante. Non è la priva volta che nelle pagine di Girodivite ci capita di recensire una band che s’inserisce in questi particolari paesaggi musicali. Un cd rosso, quello che mi capita tra le mani, con in grafica un muro pieno di graffiti quasi a far capire, subito, quello che c’è all’interno. Suoni tirati, graffiati, pesanti.

Ascoltiamo e recensiamo l’esordio discografico dei Theramin dal titolo "We were gladiators" uscito per la Psychotica / Goodfellas rec. Un’esordio non è mai facile, per nessuno, ma se alle spalle c’è una scena musicale come quella catanese c’è sicuramente da aspettarsi buone cose.

Ed in effetti sono ottime cose, buone sonorità che fanno ben sperare per il futuro di questo trio. Il suono è noise, lo si capisce immediatamente, pochi secondi dopo aver pigiato "play", con "When Santa clause Died" primo episiodio di questo lavoro. Se ne ha la conferma nel resto del disco, otto pezzi che non mancano di variare, spesso, a schizzi, le atmosfere toccate. La seconda traccia ci sorprende, solo voce e chitarra che bloccanno il flusso di suono e ci invitano ad ascoltare il testo, ad accarezzare le corde è Agostiono Tilotta ( Bellini). Nel resto del disco il cantatato spesso è recitativo ed a farla da protagonista è la parte strumentale, atmosfere ora isteriche ora rilassate, ora cupe ora pacate ma sempre altamente tirate. Il pezzi non sono eccessivamente dilatati, ed il messaggio arriva dritto alle orecchie dell’ascoltatore.

Ci colpisce particolarmente "1+1 doesn’t always make 2" per il muro di suono che alza e per l’anima che buttano sugli strumenti i Theramin. Nella traccia successiva "in my place", che ci sembra anche l’episodio migliore del disco, riconosciamo la voce di Giovanna Cacciola ( Uzeda/Bellini) e le sonorità indi che tanto piacciono alla scena catanese e, nazionale in genere. La chitarra si dilata e si fa altalenante, il giro di basso cupo, in "To The Bay", traccia che cresce gradualmente fino all’esplosione strumentale ossessiva. Ultima traccia del disco "In your preacious hand" è pacata ma trascina con la sua struttura dove protagonista è la sezione ritmica e le sue ricerche sonore.

Le influenze sono immancabili (ma chi non ne ha in questo particolare genere ?) e spaziano dai June of 44 ai Fugazi, dai Bellini ai Don Cabballero. Ma c’è anche tanta personalità e volontà che fare bene. Ci sembra positivo e maturo quest’esordio, per una band che farebbe bene anche oltreoceano. Vi consigliamo di andarlo a comprare "We were gladiators", al prezzo di solo 10 Euri.

Theramin - "We were gladiators"-Psychotica / Goodfellas rec. Euro 10

Line up.

Micheal : basso- Sacha Tilotta : batteria- Stefano : chitarra-voce

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