The Post Internazionale contro il carovita

Cresce pubblicità sulla radio e va male sui giornali ‒ Vigilanza Rai apre le porte del Parlamento ‒ Lombardia: 21 quotidiani su carta e 60 online ‒ Due abbandoni a Repubblica ‒ Di Maio chiude social

di Adriano Todaro - mercoledì 5 ottobre 2022 - 1216 letture

SETTIMANALE CONTRO CARO-VITA ‒ Contro il caro-vita, in particolare il caro-bollette scende in campo il settimanale The Post Internazionale (TPI), diretto da Giulio Gambino. Famiglie e imprese stanno ricevendo bollette di luce e gas con rincari insostenibili. Di pari passo ci sono i grandi profitti delle compagnie energetiche. Secondo il settimanale le famiglie quest’anno spenderanno, in media, 1.231 euro in più per le utenze domestiche e 881 mila piccole aziende rischiano di chiudere lasciando senza lavoro almeno 3,5 milioni di lavoratori. Ecco, allora la proposta del settimanale: lo Stato si faccia carico del 50% delle bollette e, contemporaneamente, tassi al 100% gli extra-profitti delle compagnie energetiche e non solo il 25% come fatto fino a ora. Eni, ad esempio, nei primi sei mesi del 2022 ha realizzato 7,4 miliardi di euro di utile (l’anno scorso, nello stesso periodo di tempo, l’utile era stato di 1,1 miliardi)”. Il Governo Draghi - sostiene TPI - ha introdotto una tassa del 25% sugli extraprofitti di queste aziende, ma la norma è stata scritta male – il prelievo è calcolato sull’imponibile Iva anziché sul differenziale di utile – e molte compagnie si stanno rifiutando di pagare: degli 11 miliardi di euro attesi entro fine anno, per ora lo Stato incassato solo 2 miliardi. Una proposta di buon senso, ma proprio per questo non sarà accolta dal governo.

VIGILANZA RAI: TRAMPOLINO PER PARLAMENTO ‒ Stare nella Commissione di Vigilanza per la Rai assicura visibilità e popolarità. Tra i parlamentari uscenti, ritornano in Parlamento proprio chi sta in Vigilanza a cominciare dal berlusconiano Alberto Barachini. Anche il Francesco Verducci del Pd torna in Senato mentre alla Camera sono stati confermato Federico Fornaro, ex capogruppo di Liberi e Uguali, e Carmen Di Lauro M5S. Stessa cosa per il salviniano Alessandro Morelli e per Lucia Borgonzoni. Tra i nuovi eletti troviamo anche Antonio Nicita, già dell’Agcom nel periodo retto da Angelo Marcello Cardani che Letta ha voluto candidare in Sicilia.

CRESCE PUBBLICITÀ RADIO ‒ Secondo i dati di Assoradio, la pubblicità radiofonica è cresciuta, a luglio, del 6,7%, mentre ad agosto del 6,4%. Nel periodo gennaio-agosto 2022 fra i settori merceologici, si sono distinti in particolare pubblicità relativa a Distribuzione, Abitazione, Finanza, Turismo e Telecomunicazioni.

MALE PUBBLICITÀ GIORNALI ‒ Continuano i cattivi dati sulla pubblicità relativa ai giornali. Nel periodo di gennaio-agosto 2022 si registra un decremento del -3,5%, rispetto al corrispettivo 2021. In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento a fatturato del -4,5%. I periodici nel loro complesso registrano un andamento a fatturato del -0,7%. Le singole tipologie segnano rispettivamente: settimanali -4,0%; mensili +3,7%; altre periodicità -2,4%.

CRESCE INFORMAZIONE LOCALE ‒ Per i dati del 2021, il maggior numero di testate cartacee si concentra al Nord. Nelle regioni meridionali, dove le risorse economiche sono inferiori rispetto al Centro-Nord, i quotidiani online sono comunque numerosi. Nel dettaglio, la Lombardia ha 21 quotidiani su carta e 60 online, seguono la Campania con rispettivamente 11 e 39, l’Emilia-Romagna con otto e 34. La Toscana ha cinque testate cartacee e 30 on line. Le testate online che cercano di affrancarsi, almeno parzialmente, dal finanziamento pubblicitario mettendo contenuti a pagamento sono solo un terzo del totale e sono giornali localizzati nelle regioni settentrionali che tendono ad appartenere a gruppi editoriali con versione cartacea. Secondo uno studio del professore Andrea Mangani del dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa, un quotidiano on line controllato da un gruppo può infatti contare sullo sfruttamento di economie di scala e di gamma, a loro volta associate a grandi dimensioni e numerosi servizi offerti.

ALTRI ABBANDONI A REPUBBLICA ‒ Altre due firme abbandonano il quotidiano della Gedi. Si tratta di Massimo Bucchi, uno dei fondatori del quotidiano nel 1976. Bucchi, 81 anni, vignettista, disegnatore satirico, ha disegnato vignette per le pagine economiche e culturali e copertine per gli inserti del giornale. Bucchi è passato al settimanale Oggi del Gruppo Cairo, guidato da Carlo Verdelli, che è stato direttore di Repubblica dal febbraio 2019 all’aprile 2020. L’altro addio è quello di Francesco Guerrera, che era vicedirettore da dieci mesi. Guerrera ha annunciato che andrà a Reuters Breakingviews. Guerrera si è laureato a Londra in Giornalismo ed Economia.

DI MAIO CHIUDE ‒ Dopo la negativa esperienza parlamentare ed elettorale, Luigi Di Maio chiude i suoi social. I suoi profili Facebook e Tik Tok sono, da qualche giorno, inattivi. Rimane funzionante, invece, il suo profilo su Twitter e su Instagram.


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