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Terremoti: dal Cnr arriva il palazzo antisismico


Edifici multipiano in legno, con una altezza record fino a 6 piani e superfici interne superiori a novemila metri quadri: manufatti con elevate prestazioni meccaniche, basso consumo energetico, comfort acustico ed ottima resistenza in caso di sisma...
mercoledì 9 agosto 2006, di Vincenzo Raimondo Greco - 2662 letture

Edifici multipiano in legno, con una altezza record fino a 6 piani e superfici interne superiori a novemila metri quadri”. E’ la tecnica costruttiva messa a punto presso l’Istituto per la valorizzazione del legno (Ivalsa) del CNR di San Michele all’Adige. Questi nuovi manufatti, si legge in un comunicato, sono “ caratterizzati da elevate prestazioni meccaniche, basso consumo energetico, comfort acustico ed ottima resistenza in caso di sisma”.

Le prove antisismiche sono state effettuate, in Giappone, presso il National Institute for Earth Science and Disaster Prevention (Nied) di Tsukuba, il più importante istituto di ricerca sismica al mondo, dove è stata costruita una palazzina in legno alta tre piani collocata su una piattaforma vibrante, di 15 metri per 15, che ha permesso di simulare tre tipi di ondate sismiche, diverse per tipologia e intensità. “Durante il test la casa è stata sottoposta a tre simulazioni” spiega l’ing. Carmen Sandhaas, ricercatrice coinvolta nel progetto “che hanno riprodotto il terremoto avvenuto a Kobe, in Giappone, nel 1995, che ha raggiunto la magnitudo 7,2 sulla scala Richter, quello di El Centro, verificatosi nel 1940 nella parte meridionale della California e diventato oramai uno standard nell’ambito di questa tipologia di prove, di magnitudo 6,7, e il terremoto di Nocera Umbra del 1998, magnitudo 5,8. Il terremoto di El Centro è stato addirittura amplificato al 160% della sua intensità reale. Inoltre le aperture al pianoterra della casa (porte e finestre) sono state gradualmente ampliate in modo tale da creare una struttura meno resistente, che è stata infine sottoposta alla simulazione del terremoto reale di Kobe”.

I risultati sono positivi perché “l’edificio ha risposto in maniera più che positiva a tutti e tre i test” , dichiara Ario Ceccotti, direttore dell’Ivalsa, “e non ha subito danni strutturali, cosa che purtroppo non è successa nei luoghi dove i terremoti sono effettivamente avvenuti. L’Italia è un Paese a forte rischio sismico e la sua storia è caratterizzata da numerosi terremoti disastrosi”. Segnali importanti anche per il mercato e la società. “Le caratteristiche di flessibilità, resistenza, duttilità e leggerezza proprie del legno- continua Ceccotti - ne rendono particolarmente appropriato l’impiego nelle aree classificate ad alto rischio sismico”.

Ma c’è di più. Il legno utilizzato dai ricercatori è l’abete rosso della val di Fiemme proveniente da foreste certificate per la gestione sostenibile; “è un materiale naturale, ecocompatibile, e possiede - aggiunge il direttore dell’Ivalsa - qualità estetiche tali da favorire l’utilizzo delle soluzioni architettoniche più funzionali e creative”. La prossima sfida dei ricercatori italiani pare ancora più emozionante. “Durante la cosiddetta Primavera Italiana 2007, un’iniziativa promossa dall’ambasciata d’Italia in Giappone” conclude Ceccottiun edificio-Sofie (che prende il nome dall’omonimo progetto, N.d.R.) di ben sette piani verrà testato a Miki (Kobe) sulla tavola vibrante più grande e ’potente’ al mondo”.

Un esperimento senza precedenti che porterebbe al limite il comportamento dei materiali impiegati per la costruzione di una casa in legno.

vincenzo.greco@girodivite.it

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