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Tensioni nella tendopoli di San Ferdinando

Usb: le istituzioni dialoghino con braccianti e migranti
di Redazione Lavoro - mercoledì 1 aprile 2020 - 926 letture

L’eventualità di realizzare un servizio di mensa curato dalla protezione civile per gli ospiti della tendopoli di San Ferdinando ha generato, martedì mattina, un po’ di tensione tra alcuni degli ospiti della struttura. Chiediamo alle istituzioni di dialogare con braccianti e migranti, superando le attuali incomprensioni, al fine di pervenire a una soluzione soddisfacente per tutti, che leghi il diritto alla salute alla giustizia sociale ed economica.

Le conseguenze dell’epidemia da coronavirus si fanno sentire in modo ancor più duro nella Piana di Gioia Tauro. Le condizioni di vita nella tendopoli di San Ferdinando, e più in generale nei ghetti informali diffusi nella Piana, sono già estremamente precarie in tempi “normali”, come abbiamo più volte denunciato, nonostante l’impegno e la sensibilità dell’amministrazione comunale di San Ferdinando.

I già irrisori guadagni dei braccianti stranieri in queste settimane si sono del tutto volatilizzati. L’economia è in ginocchio e l’intera filiera agroalimentare sta subendo rallentamenti e blocchi importanti. Senza una paga è a rischio la sussistenza quotidiana di migliaia di braccianti. A ciò si aggiungano le notizie, testimoniateci dai nostri iscritti e simpatizzanti, che molti lavoratori – in presenza di regolare contratto – durante il tragitto verso il luogo di lavoro vengono fermati dalle forze dell’ordine che intimano loro di rientrare immediatamente a ‘casa’, rinunciando così alla giornata di lavoro.

In questo clima di esasperazione, comprendiamo la reazione degli ospiti della tendopoli di San Ferdinando, che da anni chiedono di poter accedere alla casa – di cui potrebbero tranquillamente pagare l’affitto – e di essere regolarizzati sotto il profilo giuridico, come sta avvenendo assennatamente in Portogallo in questi giorni. Se si fossero per tempo approntate soluzioni che sindacati e associazioni propongono a gran voce da anni – la dislocazione diffusa dei lavoratori attraverso l’ingente patrimonio abitativo inutilizzato, ad esempio – oggi non ci troveremmo a dover reagire a un’emergenza con l’ennesima risposta emergenziale e temporanea che i migranti si vedono dare da molto, troppo tempo. Ci aspettiamo che l’annuncio dell’assessore regionale all’agricoltura e alle politiche sociali, Gianluca Gallo, riguardo all’impegno della Regione Calabria di due milioni di euro destinati alle politiche di inserimento abitativo, trovino al più presto attuazione.

La paura di morire di Covid-19 e di fame sta rendendo la Piana una polveriera.

Reggio Calabria, 31 marzo 2020

Coordinamento braccianti agricoli USB Reggio Calabria

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San Ferdinando


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