Tempi moderni di Charlie Chaplin


Tempi moderni , film muto diretto e prodotto da Charlie Chaplin
mercoledì 3 settembre 2008, di Donatella Guarino - 1696 letture

Un film muto davvero bello e che tutti dovrebbero conoscere è Tempi moderni , diretto e prodotto da Charlie Chaplin. Ora anche su YouTube.

Chaplin è l’interprete principale della pellicola, insieme a Paulette Goddard (sua compagna nella vita) che partecipò in modo fattivo e significativo alla stesura della storia.

Mai l’assenza delle parole ha detto tanto. Questo film, che risale al 1936, e le sue implicazioni politiche costarono tanto a Chaplin. Fu accusato di antiamericanismo e ciò lo costrinse ad emigrare in Svizzera. Per sempre.

La storia raccontata è una storia dell’industria, ma anche dell’umanità alla ricerca della felicità. In America sono gli anni della Grande Depressione che impoverisce sempre più la popolazione e l’economia. In Europa si respira aria di guerra.

Le intelligenti gag attraverso le quali si dipana tutto il film sono ad incastro. Charlot operaio è il fulcro attorno al quale si esaurisce la vicenda. E’ lui il malcapitato che viene scelto per provare la “fantastica” Billos, la macchina da nutrizione che serve per nutrire il lavoratore, recuperare l’ora di pranzo e sconfiggere – sulla produttività - la concorrenza.

Essa (la macchina s’intende) è un esempio della condizione nella quale l’uomo moderno è costretto a vivere. Altro che felicità…

Ossessioni, tic, esaurimento nervoso sono il rovescio della medaglia. La catena di montaggio “vista” dalla parte dell’uomo.

La forza della narrazione avviene anche attraverso un famoso non sense. La versione di Titina cantata con un testo stravagante e bizzarro, una macedonia di parole storpiate in Italiano, francese e spagnolo, accostate senza nesso logico:

Se bella giu satore Je notre so cafore Je notre si cavore Je la tu la ti la twah La spinash o la bouchon Cigaretto Portabello Si rakish spaghaletto Ti la tu la ti la twah Senora pilasina Voulez-vous le taximeter? Le zionta su la seata Tu la tu la tu la wa Sa montia si n’amora La sontia so gravora La zontcha con sora Je la possa ti la twah Je notre so lamina Je notre so cosina Je le se tro savita Je la tossa vi la twah Se motra so la sonta’’ Chi vossa l’otra volta Li zoscha si catonta Tra la la la la la la’’

Il film con molta semplicità e leggiadria mentre diverte denuncia, racconta, lasciando molta amarezza in bocca…

La scena finale di Charlot e la sua compagna che decidono di ricominciare a vivere fa venire un groppo alla gola. Ma regala (forse) speranza.

Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.