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Franco Battiato al Taormina Film Festival 2013

Incontro con Franco Battiato
di Piero Buscemi - mercoledì 19 giugno 2013 - 3256 letture

"L’uomo è una macchina troppo perfetta, per poter credere alla favola che discenda dalla scimmia". Sembrerebbe una formula scientifica ascoltata ad un convegno di esperti sull’evoluzione, ma sono parole di Franco Battiato, pronunciate oggi pomeriggio, durante il suo intervento a Taormina in occasione del Film Festival.

"La complessità della macchina umana, il solo pensiero rivolto ad una mano, che afferra un bicchiere per avvicinarlo alla bocca, ci fa comprendere che si debba andare oltre a questo riduttivo concetto dell’evoluzione". E’ sempre Battiato che rincara la dose su questa sua convinzione. E ironizza, quando costretto a raccogliere il suggerimento della parola "tesi", da parte di uno spettatore, conferma con i fatti il bisogno di tenere sempre allenato il cervello. Spugna si, ma mai insaziabile di nuove conoscenze. Presentazione Franco Battiato E di esperienze, Battiato, in vari campi dell’arte, ne ha fatte parecchie in questi decenni, da quando a diciannove anni lasciò i suoi luoghi natii, alle pendici dell’Etna per trasferirsi a Roma, in un primo momento, e a Milano in seguito. Tante, ma non così troppe da impedirgli di tentare nuove strade artistiche, il cinema tra l’altro lo ha già visto protagonista in passato, e sicuramente stimoli. Inizio dibattito

Stimoli di ricerca storica e musicale. Una ricerca che gli ha fatto sviluppare un progetto, a lungo cullato nella sua mente, e ormai in dirittura d’arrivo. Si chiamerà G. F. Handel, riprendendo le iniziali del grande compositore Georg Friedrich Handel (Händel in tedesco), contemporaneo di Bach, con il quale però non si incontrerà mai per sua stessa volontà.

Battiato si è dedicato alla stesura della sceneggiatura, approfondendo quanto più possibile le sue conoscenze sulla vita e le opere di questo musicista, spaziando nei vari periodi della sua vita, passando dagli anni vissuti in Germania al periodo quasi bohème di Roma, fino al periodo meno gratificante trascorso a Londra. Battiato parla del barocco

Prendendo spunto da questo progetto, che tra l’altro potrà vantare di un cast con nomi quali Johannes Brandrup, Charlotte Rampling, Willem Dafoe e Christopher Plummer, Battiato non ha perso occasione per manifestare il suo pensiero personale a quello che oggi è la cultura in Italia, monopolizzata e modellata a dovere dalla televisione, non disdegnando una critica diretta nei confronti di coloro che, al di là delle forti tentazioni di appiattimento cerebrale da parte dello schermo lcd, si rendono partecipi a farsi plasmare più dello stesso televisore. Battiato risponde al pubblico

Battiato, sollecitato dalla domanda di una spettatrice, molto volentieri si è rivolto al pubblico giovane, numerosissimo in sala. Ha cercato di essere emulo per le nuove generazioni, scuotendo la curiosità degli studenti presenti in sala, raccontando aneddoti sulla sua gioventù e sulla sua continua voglia di imparare. Come quando ha accennato alla sua vena pittorica, sviluppata più per una sfida personale che per una profonda infatuazione, dovuta alla sua scarsissima manualità giovanile, quando era costretto a maneggiare con matite e pennelli. Battiato assaggia la grappa

E con i giovani ha voluto concludere la sua partecipazione al Taormina Film Festival, intrattenendosi con loro alla fine del suo intervento, disponibilissimo agli autografi e alle foto ricordo. Da parte loro, gli studenti lo hanno ricambiato intonando: "Le serenate all’istituto magistrale/nell’ora di ginnastica o di religione...". Battiato tra gli studenti


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