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Taormina Film Festival 2012: L’immaginario del Dr. Gilliam

Terry Gilliam e la sua Tao Class
di Orazio Leotta - martedì 26 giugno 2012 - 3687 letture

Terry Gilliam, 71 anni, del Minnesota, è uno dei talenti visionari più sorprendenti del cinema degli ultimi decenni. Insieme a lui, il “popolo” della Tao Class ha ripercorso, supportato dalle clip dei suoi film più famosi, il cammino che l’ha condotto dalla corrosiva comicità dei Monty Python fino a dirigere film dall’inesauribile creatività figurativa come “Dr. Parnassus” o “L’Esercito delle 12 Scimmie”. T.Gilliam al photocall.jpgDisegnatore, decoratore, scenografo, regista visionario, più volte accostato a maestri del calibro di Fellini o Bunuel, in ogni sua opera, Terry Gilliam sembra gioire nel volere popolare il mondo di nuove immagini, che talvolta nascondono un’angoscia, un qualcosa che ti può sopraffare, altre volte risultano profetiche, come in Brazil, a proposito di certe chirurgie sperimentali.

Idee mostruose che talvolta possono essere catturate dalla realtà. Le immagini: esse non devono entrare in competizione con l’immaginario dello spettatore, quello che conta è che se al termine della proiezione lo spettatore ha mutato la sua percezione, il suo immaginario, egli stesso è come se fosse diventato parte integrante di tutto il progetto. Romanticista inconfessabile è sempre deluso dalla realtà, considerata sbagliata e frustrante; spiritoso, libero, divertente e tempestivo è riuscito nel posto giusto e nel momento giusto a realizzare un film del calibro di “Brian di Nazareth”, cosa che ai tempi d’oggi sarebbe stato molto difficoltoso. Crede nel grosso potere che dà la colonna sonora, la musica, ed è per questo che va usata senza abusarne, nel modo giusto per arricchire i toni romantici di ciò che si sta rappresentando.

Impossibile non accostare le sue opere a quelle di Melies, per l’artigianalità e le dimensioni degli oggetti in movimento e per la costante ricerca di relazionare la luce con gli oggetti, anche questo lampante segnale di romanticismo. E poi fantasia e immaginazione: la fantasia serve per evadere dalla realtà, per sfuggire dal quotidiano; l’immaginazione è come uno possa immaginare un cambiamento, una trasformazione della realtà, ma senza totalmente distaccarsi da essa, cosa che naturalmente è strettamente legata a un particolare momento temporale, perché è chiaro che ad esempio dopo dieci - quindici anni si può avere una visione diversa. un momento della Tao Class con Gilliam.jpgGilliam è uno dei pochi registi che si è cimentato con successo nell’opera lirica, ne “La Dannazione di Faust” di Berlioz, messa in scena fra l’altro a Palermo; la difficoltà sta nel conciliare l’immaginazione e la fantasia con le regole più rigide che l’opera impone e ciò gli è costato molto tempo per trovare le giuste soluzioni (ma senza un piano prestabilito). Il suo film preferito? Blade Runner. Poi ha rivelato agli astanti in sala che era stato lui il prescelto per la regia del primo Harry Potter, ma preferì rinunciare perché la sua libertà artistica sentì che poteva essere messa in pericolo dal controllo costante delle majors americane che tendono troppo a revisionare il lavoro dei registi. O.L.


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