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Taobuk XII Edizione: Serata di Gala

"Verità", una tensione verso la ricerca è il tema dell’edizione di quest’anno, in corso dal 16 al 20 giugno a Taormina.

di Piero Buscemi - domenica 19 giugno 2022 - 857 letture

Il pomeriggio di sabato 18 giugno si era aperto con il "botto", usiamo questo infelice termine tanto per stare in linea con gli argomenti principali che monopolizzano l’informazione dei media di questi ultimi mesi. L’innesco era stato dato dalla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha destabilizzato un tardo pomeriggio di un giugno taorminese, particolarmente già in stato avanzato estivo, sia come temperature che come presenze turistiche. Raggiunta la Piazza IX aprile, dopo che alcuni elicotteri hanno sorvolato la zona, il Presidente ha partecipato al programma di questa nuova edizione del Taobuk che prevedeva nel pomeriggio "Fuori cornice. L’Isola della letteratura al centro del Mare Nostrum", con la presenza di Emilio Isgrò, Paul Auster, Giorgio Parisi e Antonella Ferrara, madrina e direttrice artistica dell’evento.

Inno nazionale cantato dal Piccolo Coro di Taormina, pomeriggio guastato da fitta cappa di umido che ha seguito le piogge registrate nella tarda mattinata che facevano prevedere qualche problema in vista della serata di Gala prevista per le 21.30. Così non è stato e molti personaggi e soprattutto autorità locali e regionali si sono spostati presso il Teatro Antico che ha ospitato la serata, organizzata per la consegna dei Tao Award ai vari ospiti illustri di questa edizione.

L’ingresso al Teatro Antico non è stato tra i più agevoli, la via Teatro Antico che collega il Palazzo Corvaja con la nostra destinazione, come al solito, è stata lasciata all’improvvisazione e alla pazienza degli spettatori, accalcati e in fila per accedere al cancello di ingresso. Neanche gli stessi premiati o alcune autorità dirette al Teatro sono stati preclusi da quell’avvicinamento sociale, in pieno contrasto con le tante raccomandazioni che ci giungono da più parti.

La serata, presentata da Massimiliano Ossini e da Antonella Ferrara, è iniziata con l’ingresso sul palco di Malika Ayane, applauditissima dal pubblico presente, conquistato dalla sua dolce e tonante voce. Un misto di eleganza e suadente vocalità che l’hanno resa una delle più apprezzate interpreti italiane nel mondo. Ma è stato il tema "Verità" che ha concentrato l’attenzione degli astanti e degli ospiti durante i successivi interventi. Abbiamo potuto ascoltare le parole dello scrittore francese Michel Houellebecq, che ha saputo sagacemente darci una sua personale interpretazione dell’uso inflazionato della parola "verità" e della sua invasione impropria nei vari discorsi propagandistici che molti intellettuali e politici ne fanno. Particolare emblematica la sua risposta a una domanda posta da Antonella Ferrara sull’europeismo alla luce di questa nuova guerra, occasione non perduta dallo scrittore francese per porre una contro domanda che, come era prevedibile, non ha trovato seguito: "Cosa vuol dire oggi veramente essere europei?"

Un evento culturale, quale si può definire il Taobuk, ha in comune con tutti gli altri che trattano lo stesso argomento il rischio di appesantirsi e di annoiare gli spettatori con troppi nozionismi e slogan preconfezionati che, alla lunga, distraggono e fanno perdere il filo conduttore della serata. Poco prima dell’inizio del galà, all’annunciazione da parte di Ossini della presenza a teatro di alcune autorità politiche regionali, qualche brusio e qualche commento di disapprovazione si era abbattuto sul palco proveniente dagli spalti più in alto. L’evolversi di questa ambigua situazione si è manifestata poco dopo la salita sul palco del regista Roberto Andò, che ha parlato del suo ultimo film La Stranezza. Protagonista del film è Toni Servillo, ma la vera esplosione di colore della serata l’hanno provocata gli altri due protagonisti del film: Ficarra e Picone.

Decidere di lanciare il tema "verità" in un festival letterario, contestualizzarlo con la realtà storico-politica italiana e internazionale e renderlo appetibile al pubblico tramite la lettura di specifici libri e autori, è già un atto di coraggio. L’imprevedibilità scaturisce dalla presenza contemporanea sullo stesso palco di Ficarra e Picone con accanto il presidente della regione in carica fino al prossimo autunno quando ci sarà il rinnovo della giunta regionale.

Quello che ne è seguito è stato uno sterile tentativo di comizio elettorale da parte le presidente della regione che, con svariati tentativi, ha cercato di convincere il pubblico del suo ottimo operato durante il suo incarico, in modo particolare, a sua detta, riguardo il settore culturale e turistico dell’isola. Certo, qualche fischio e qualche battuta ironica erano da aspettarsi durante il suo intervento. La ciliegina ce l’ha messa il duo comico palermitano che, quasi come uno sketch teatrale d’altri tempi, si sono divertiti a interrompere il politico con domande provocatorie e sarcastiche sull’amministrazione del bene pubblico siciliano. Ficarra e Picone hanno sottolineato lo spirito di avventura che deve sempre accompagnare il viaggiatore che si lancia nel vuoto, senza paracadute, percorrendo l’autostrada Palermo-Catania il cui percorso, ottimisticamente a nostro giudizio, i due comici hanno quantificato in tre ore di viaggio.

Ulteriori tentativi del presidente di continuare il suo sproloquio hanno provocato altre continue interruzioni satiriche del duo, applaudite dal pubblico e che hanno costretto l’uscita quasi perentoria di scena da parte del presidente, tornato mestamente al suo posto di osservazione tra le prime file. Ficarra e Picone, in un disperato tentativo di riprendere il controllo da parte del presentatore Ossini che, ingenuamente, ha voluto confrontare la sua personale esperienza ad Ascoli Piceno, dove vive, e sulle difficoltà della viabilità riscontrabili anche lì, hanno sottolineato come l’aggravante in Sicilia è, a dispetto di una situazione drammatica delle vie di comunicazione, si continua a parlare di ponte sullo Stretto, come la panacea di non si sa bene cosa.

A dirla tutta, tornando sull’argomento "verità", come dare torto a Salvatore Ficarra quando ci ha ricordato il trentennale degli omicidi mafiosi di Falcone e Borsellino, la cui verità è ben lontana dall’essere riconosciuta. Ci permettiamo di sottolineare come il palese tentativo dell’organizzazione della manifestazione letteraria, che si concluderà lunedì 20, di condurre il pensiero dello spettatore in un unico, condiviso e incontestabile punto di vista che, inevitabilmente, ha toccato l’argomento guerra in Ucraina, finisce per uniformare obbligatoriamente l’opinione pubblica, bloccando qualsiasi dialettica o scambio di pareri diversi che fanno della letteratura la via di comunicazione più idonea per consentire a tutti di esprimere il proprio modo di pensare.

Questa sensazione la si è avuta anche con l’intervento sul palco dello scrittore statunitense Paul Auster, un autore che ha costruito la sua carriera letteraria nella contestazione e nella provocazione contro il così detto potere costituito, riuscendo a dare nuova vitalità alla scrittura americana. Un autore che, però, durante il suo intervento, dopo essere stato per anni il portavoce della contestazione contro la dinastia Bush e alla politica guerrafondaia, ha tenuto a evidenziare il suo appoggio incondizionato a Biden e al diritto di difesa dell’Ucraina dalla prepotente invasione russa, come lo scrittore l’ha definita.

Un altro tocco intellettuale e artistico della serata, ce lo ha donato l’artista Emilio Isgrò, autore del logo di questa edizione del Taobuk e dell’istallazione di un’opera dedicata ai Malavoglia di Giovanni Verga, in occasione del centenario della sua morte. L’arte e la cultura come mezzo unico di contrasto alla follia della guerra, furbamente e impropriamente speculata da una politica che si pavoneggia di propositi che non trovano mai riscontro nella realtà.

Gli altri due premiati della serata sono stati, con collegamento in video, Luca Parmitano e Giorgio Parisi. Sotto l’aspetto dell’arte messa in scena, abbiamo potuto ammirare le movenze e l’armoniosa delicatezza dei volteggi del ballerino Jacopo Tissi, già primo ballerino del Teatro Bolshoi di Mosca e attualmente artista ospite del Teatro alla Scala. Ci siamo veramente deliziati dai virtuosismi del violinista Alessandro Quarta e siamo rimasti estasiati dagli acuti della stupenda voce della soprano Olga Peretyatko con la sua eccellente esecuzione di Casta Diva, un omaggio al nostro Vincenzo Bellini, accompagnata dall’Orchestra Sinfonica del Teatro Massimo Bellini di Catania, diretta dal M.o Gianna Fratta.

N.B.: Le foto e i video a corredo del presente articolo sono di esclusiva proprietà di Piero Buscemi e Girodivite. Qualsiasi utilizzo non autorizzato è punibile dalle norme in vigore sul diritto d’autore.

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Malika Ayane
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Malika Ayane 2
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Antonella Ferrara
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Massimiliano Ossini e Antonella Ferrara
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Jacopo Tissi
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Jacopo Tissi 2
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Ficarra e Picone
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Jacopo Tissi 3
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Jacopo Tissi 4
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Taobuk 5
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Michel Houellebecq
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Michel Houellebecq 2
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David Coco recita Verga
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Roberto Andò
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Ficarra e Picone 2
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Ficarra e Picone e Toni Servillo
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Cast film Roberto Andò
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Violinista Alessandro Quarta
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Paul Auster
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Emilio Isgrò


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