Da quando il marito ha lasciato di punto in bianco la dimora coniugale per andare a vivere con l’allora vicina di casa… per la moglie e la figlia la pace è andata perduta.
In genere è la moglie tradita a seguire e “rompere le scatole” all’amante del marito…
Almeno così accade secondo un copione tradizionale.
Ma questa è una storia al rovescio, come in un copione del teatro dell’assurdo di Ibsen.
Da quando il marito ha lasciato di punto in bianco la dimora coniugale per andare a vivere con l’allora vicina di casa… per la moglie e la figlia la pace è andata perduta.
La nuova compagna ha infatti iniziato una vera e propria attività di pedinamento nei confronti delle due donne, nei bar, per la via e persino nel parcheggio di casa.
Per quanto riguarda i bar, in un primo momento, si sarebbe potuto pensare ad una coincidenza, se non fosse stato per la identità degli orari e per gli innmerevoli esercizi pubblici che una cittadina come Viareggio offre, e per amor del quieto vivere madre e figlia decidono di cambiare numerosi locali per la loro colazione, pranzo o aperitivo.
Ma ecco che la “signora” non desiste ed appare puntualmente di nuovo, iniziando peraltro anche a chiedere informazioni sulla vita privata delle due donne e alimentando maldicenze e voci diffamanti sulle stesse.
Risultato vano l’aiuto chiesto da entrambe con lettere ed e-mail all’ex marito nonchè padre, anche per tramite del di lui legale, perchè tale disturbo e relative maldicenze cessassero…il pedinamento, che si protrae ormai da nove anni (anche dopo separazione e divorzio!!!), ha ultimamente portato le due donne alla drastica decisione di presentare una denuncia per molestie, vista la petulanza, il modo di agire pressante, ripetitivo, insistente, indiscreto, impertinente che finisce per interferire sgradevolmente nella sfera personale e della libertà delle persone.
Le autorità di Polizia Giudiziaria, sentiti i numerosi testimoni e convocata la persona indagata, hanno trasmesso gli atti alla Procura.
La incresciosa situazione non è però, per il momento, cessata.
Anzi… sembrerebbe addirittura peggiorata: se prima della presentazione della denuncia la signora in questione arrivava dopo qualche minuto che le due donne erano al bar…adesso è già al bar prima che le due donne arrivino…le aspetta e ci resta anche per tre o quattro ore!
Fino a quando le due donne non pagano ed escono dal bar… lei non si muove.
Ad aver del tempo da perdere, che le due donne non hanno… sarebbe da giocare al giuoco della resistenza.
Rimane però il fastidioso fatto che colazione, pranzo o aperitivo sono quotidianamente accompagnati dal sottofondo poco melodioso di risatine, battute “a bischero”, “faccine”, sguardi commiserrevoli e dispetti, soprattutto alla figlia!
E, come se non bastasse, il pedinamento si è allargato anche ad altri componenti del nucleo familiare.
Consulente legale, figlia di un noto avvocato, nipote di uno zio magistrato, una delle due denuncianti è più che consapevole sia del fatto che non siamo in America e che non esiste un provvedimento immediato che diffidi chi molesta dall’infastidire le sue vittime… sia dei tempi biblici della Giustizia Italiana.
Ma… è mai possibile che non si riesca a porre la parola fine?
“Farsi giustizia da sole sarebbe passare dalla parte della ragione a quella del torto e cambiare nuovamente il bar non risolverebbe la situazione, visto che ne abbiamo cambiati ben tre… Forse l’unica strada per liberarsi da questo incubo sarebbe vendere la casa e comprarne una nuova ad almeno 100 chilomteri di distanza!!! Ma questo sarebbe dargliela vinta”… afferma la figlia.
Gli amici di famiglia, sconcertati dai fatti, si stringono intorno alle due donne dando loro i “consigli” più disparati, chi di persona, chi per sms, chi per e-mail.
Perchè la situazione “tragica” si dipinga in tragicomica, c’è chi ipotizza, oltre a qualche rotella fuori posto per cui forse necessiterebbero cure e camicia di forza, anche una carenza “affettiva” della pedinatrice…e, da buon maschio etero e fallocrate, si è offerto, per il bene delle vittime, di fare il Crocerossino impegnato in “opere di pene”, a costo di ingoiare barattoli interi di Viagra o Cialis…
C’è chi invece molto più goliardicamente, e con fine saggezza, ha loro consigliato di passare al contrattacco: ” la prossima volta non subite, prendete una sedia e mettetevi al suo tavolo, sorprendetela… ditele ciao, come stai? ti trovo un pò affaticata ultimamente, non è che hai qualcosa? Oppure offritele un flute di champagne e fate un brindisi in onore… del marito in comune. Insomma rompetele le scatole, sempre gentilmente e senza mai scadere nella volgarità e nelle offese, sorridetele e diplomaticamente ditegliene di tutti i colori. Trasformetevi da prede a cacciatrici, non lasciatele un attimo di respiro. Appena la vedete… ZAC… subito al suo tavolo. In una parola, agite. Lei conta sul vostro logoramento, fate in modo che a logorarsi sia lei fino a che, appena vi vede, sia lei a cambiare strada”.
Da buona goliarda applaudo il secondo consiglio…
Applaudito tra l’altro anche dai legali delle due denuncianti:
“Se ci riuscite… siete due grandi!”
Ma, mi raccomando, sempre con tanti testimoni intorno...