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TG5: le bugie hanno il naso lungo e le gambe corte

COMUNICATO STAMPA. Riceviamo e pubblichiamo.

Nel telegiornale nazionale TG5 (8 maggio 2014) è stata data la notizia dei gravi sprechi che interessano circa 70 laboratori pubblici alcuni dei quali arrivano a fatturare 4 euro l’anno! Il servizio si concludeva con l’accostamento di laboratori privati accreditati che fatturano milioni di euro dando l’impressione che il tutto si potrebbe inquadrare in una pianificazione “strategica” ad hoc finalizzata a favorire il privato accreditato depotenziando il pubblico.

di Giuseppe Castiglia - lunedì 12 maggio 2014 - 2065 letture

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pinocchio

Per dovere di corretta informazione che la Stampa è tenuta a dare è bene precisare che i laboratori privati vengono pagati esclusivamente a prestazioni effettivamente rese e la tariffa è omnicomprensiva di tutte le spese gestionali che ovviamente sono a totale carico del privato.

Invece i laboratori pubblici sia che effettuano prestazioni sia che non li effettuano come in questo caso gravano comunque sul bilancio delle AASSPP che si devono accollare enormi passività per diversi milioni di euro l’anno come si può evincere dai dati ufficiali riportati nel cosiddetto flusso C.

Ciò ovviamente accade perché le spese gestionali non vengono ad essere coperte dal rimborso delle prestazioni come per i laboratori privati i quali, che se dovessero andare in passivo sono costretti a chiudere. Certamente lascia perplessi una notizia così eclatante ma forse è venuto il momento nell’ottica della corretta gestione della spesa pubblica, oggi tanto declamata dagli organi di informazione, che i laboratori pubblici attivino finalmente la contabilità analitica per centri di costo così come dispone l’art. 52 punto 1 della Legge Regionale n. 26 del 18 dicembre 2000 (“Le Aziende USL, le Aziende Ospedaliere (…) adottano, in via sperimentale, a decorrere dal 1° gennaio 2002, la contabilità economico-patrimoniale, la contabilità analitica per centri di costo ed il controllo di gestione

Occorre pertanto ottimizzare la gestione dei laboratori pubblici anche con procedure di accorpamento, per altro previste da appositi decreti, e controllare i laboratori privati dato che in tale comparto si sospetta la presenza di lavoro nero. Infatti dai flussi M ufficiali dell’Assessorato Regionale per la Salute relativi all’anno 2013 vi sono ben 44 laboratori privati che rendicontano meno di 50.000€ di prestazioni annue, appena sufficienti a remunerare due soli dipendenti. E’ arrivato quindi il momento di riordinare il comparto dei laboratori clinici pubblici e privati.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA FENASP

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