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Supermercati più cari al Sud


Dove c’è meno concorrenza, come a Reggio Calabria, Messina e Catania, le famiglie sono condannate al salasso, con prezzi in media superiori al 25-30% rispetto a Firenze...
martedì 5 settembre 2006, di Vincenzo Raimondo Greco - 2116 letture

Le fantasmagoriche luci di Las Vegas, le insegne colorate di Brodway, i tabelloni pubblicitari che ricoprono i grattacieli di New York: anche questo è l’America. Ma, forse, ben presto, anche l’Italia, scoprirà questo nuovo approccio pubblicitario.

Più insegne per darsi battaglia e aumentare la concorrenza; e nello stesso tempo maggiori risparmi per il consumatore: è lo scenario di città italiane, anche non molto grandi, come Firenze e Pisa; qui per l’acquisto di prodotti alimentari, casalinghi o di igiene personale, in un anno una famiglia risparmia oltre 1.266 euro rispetto al resto d’Italia. Dove c’è meno concorrenza, come a Reggio Calabria, Messina e Catania, le famiglie sono condannate al salasso, con prezzi in media superiori al 25-30% rispetto a Firenze.

E’ quanto emerge dall’annuale mappa della convenienza, giunta alla sua diciottesima edizione, che Altroconsumo (vedi tabella allegata) stila su supermercati, ipermercati e hard discount di tutta Italia, da Trieste a Catania, da Torino a Bari, a Cagliari. Quest’anno sono stati coinvolti nell’inchiesta 559 supermercati, 95 ipermercati e 77 hard discount di 39 città italiane, per un totale di 731 punti vendita.

Per confrontare il livello dei prezzi - si legge nel comunicato di Altroconsumo - sono stati utilizzati due carrelli di spesa di una famiglia media per l’alimentare, l’igiene per la casa e per la persona, uno con i prodotti di marca leader di mercato, l’altro, che privilegia il risparmio, con i prodotti più economici”.

Dunque palma della convenienza a Firenze, dove scegliendo il negozio meno caro si spende poco più di 5.000 euro all’anno. Firenze è la città più economica anche perché qui le insegne, per farsi concorrenza, praticano prezzi più bassi che in altre città ove sono presenti. “Per esempio - aggiungono i responsabili di Altroconsumo - il caffè Lavazza Qualità Rossa 2x 250gr nella Coop e nell’Esselunga di Firenze costa il 34% in meno (pur non essendo in promozione) rispetto ai rispettivi punti vendita di Milano. La frequenza e costanza di questi casi dimostrano il benefico effetto della concorrenza a Firenze, e l’esistenza della possibilità di diminuzione dei prezzi nelle altre città”.

Per Altroconsumo il risparmio è possibile all’interno di ciascuna città: scegliendo il negozio meno caro si possono spendere 1.000 euro in meno all’anno a Bologna, Cagliari, Firenze, Milano, Parma, Pisa, Roma, Verona. Ma non tutti sono d’accordo. “Non è sempre facile - ci dice Anna Ricciardi di Salerno - fare il giro dei supermercati, confrontare i prezzi e, al tempo stesso correre a casa per cucinare, stirare e lavare. Ci vorrebbe molto più tempo a disposizione. In assenza di questo elemento si fa la spesa dove capita”.

In altri casi una scelta ponderata è resa impossibile dal lavoro di entrambi i coniugi. “Io e mia moglie lavoriamo- afferma il salernitano Marcello Sicilia - e non possiamo certo abbandonare il nostro negozio per cercare i prezzi più convenienti. Spesso sfruttiamo le campagne promozionali, ma niente di più”. Reggio Calabria, Messina e Catania sono le città dove pur nel punto vendita più economico, acquistando gli stessi prodotti si spendono oltre 6500 euro anno, circa 1400 euro in più che nel capoluogo toscano.

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Supermercati più cari al Sud
11 novembre 2006

Una vergogna, io che vivo a reggio calabria, una città col 45% di disoccupazione giovanile, dov ei servizi pubblici sono blandi o pari allo 0, dove il governo non fa nulla tutto costa il 30% in più. Vergogna !!!
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La tabella di Altroconsumo

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