Il nuovo album dei Tri Yann ci invita a un viaggio al centro della cultura celtica e medievale
I Tri Yann sono uno dei principali gruppi folk-rock europei. Formatisi nel lontano 1970 come trio. Da qui il nome Tri Yann (in bretone i Tre Giovanni). Da quell’anno in poi hanno rappresentato una delle frontiere più avanzate di sintesi fra il rock – in particolar modo il progressive rock – e la musica tradizionale della Bretagna. Ogni loro album è una perla di rara maestria musicale. E’ il prodotto di un lungo e complesso lavoro di elaborazione di concept, testi, liriche e musiche. Nulla è lasciato al caso. Un album dei Tri Yann è un prodotto di superlativo artigianato che trova il sauo fondamento in un’attenta rilettura della musica bretone e medievale.
Il 2011 vede la pubblicazione del loro ventesimo album intitolato “Rummadoù” che in lingua bretone significa generazioni. Si compone di sedici brani:
• Na I ri o
• Ar Vikinged
• Le Retour de la croisade
• Bosenn Langolen
• Naïk ar Bihan, fille follette
• Lamentations sur Saint-Aubin-du-Cormier
• Por faire de bonnes crespes
• Hanvezh ar Benedoù ruz
• Complainte de Marion du Faouët
• The eyes of my Bonnie Mary
• Chanson du baleinier François Le Billant
• Le prisonnier de 39-45
• L’exilé des sixties
• Adieu Kerblouze
• Glen glas
• "Malus" Track (Décad Danse)
“Rummadoù” è un concept album che racconta la storia di sei scozzesi che si uniscono ai Pitti impegnati in scorrerie contro le popolazioni galliche e della Cornovaglia. Da quel fatto storico si dipana un excursus travolgente e emozionante sulla storia della Bretagna. Non la storia con la S maiuscola, ma quella minore. Puntando l’attenzione su fatti che nessuno ricorda o tradizioni che indicano la cifra di un popolo.
A supporto di tale impianto concettuale e testuale c’è una musica di notevole attrazione estetica. Non è un sound monocorde. E’ un sound cangiante. Che si sposa a meraviglia con il mood di ogni brano. I suoni si susseguono maestosi. Ora acustici. Ora sognanti. Ora elettrici. Ora folk. Ora epici. Ora meditabondi. Per fare questo i Tri Yann effettuano un’operazione di imperdibile attualizzazione della tipica musica bretone e medievale.
E’ sicuramente un album che lascia il segno e ci riconcilia con la musica vera. Specchio fedele dell’animo umano e testimone delle vicende storiche e culturali dei popoli della terra.
Per maggiori informazioni: Tri Yann