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Suoni dal cuore della Bretagna

Il nuovo album dei Tri Yann ci invita a un viaggio al centro della cultura celtica e medievale
di Emanuele G. - martedì 7 giugno 2011 - 3395 letture

I Tri Yann sono uno dei principali gruppi folk-rock europei. Formatisi nel lontano 1970 come trio. Da qui il nome Tri Yann (in bretone i Tre Giovanni). Da quell’anno in poi hanno rappresentato una delle frontiere più avanzate di sintesi fra il rock – in particolar modo il progressive rock – e la musica tradizionale della Bretagna. Ogni loro album è una perla di rara maestria musicale. E’ il prodotto di un lungo e complesso lavoro di elaborazione di concept, testi, liriche e musiche. Nulla è lasciato al caso. Un album dei Tri Yann è un prodotto di superlativo artigianato che trova il sauo fondamento in un’attenta rilettura della musica bretone e medievale.

Il 2011 vede la pubblicazione del loro ventesimo album intitolato “Rummadoù” che in lingua bretone significa generazioni. Si compone di sedici brani:

• Na I ri o

• Ar Vikinged

• Le Retour de la croisade

• Bosenn Langolen

• Naïk ar Bihan, fille follette

• Lamentations sur Saint-Aubin-du-Cormier

• Por faire de bonnes crespes

• Hanvezh ar Benedoù ruz

• Complainte de Marion du Faouët

• The eyes of my Bonnie Mary

• Chanson du baleinier François Le Billant

• Le prisonnier de 39-45

• L’exilé des sixties

• Adieu Kerblouze

• Glen glas

• "Malus" Track (Décad Danse)

“Rummadoù” è un concept album che racconta la storia di sei scozzesi che si uniscono ai Pitti impegnati in scorrerie contro le popolazioni galliche e della Cornovaglia. Da quel fatto storico si dipana un excursus travolgente e emozionante sulla storia della Bretagna. Non la storia con la S maiuscola, ma quella minore. Puntando l’attenzione su fatti che nessuno ricorda o tradizioni che indicano la cifra di un popolo.

A supporto di tale impianto concettuale e testuale c’è una musica di notevole attrazione estetica. Non è un sound monocorde. E’ un sound cangiante. Che si sposa a meraviglia con il mood di ogni brano. I suoni si susseguono maestosi. Ora acustici. Ora sognanti. Ora elettrici. Ora folk. Ora epici. Ora meditabondi. Per fare questo i Tri Yann effettuano un’operazione di imperdibile attualizzazione della tipica musica bretone e medievale.

E’ sicuramente un album che lascia il segno e ci riconcilia con la musica vera. Specchio fedele dell’animo umano e testimone delle vicende storiche e culturali dei popoli della terra.

Per maggiori informazioni: Tri Yann


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