Sui giovani di Trabia
Non è scritto nel libro del destino che la Sicilia debba sempre vivacchiare, con l’aiuto dell’altrui interessata solidarietà, senza poter esprimere le sue potenzialità di intelligenza e di ingegno.
martedì 3 marzo 2009, di Antonio Carollo - 328 letture
I giovani fanno presto a infiammarsi. Non possono tradire se stessi. Contro di loro però lavorano forze occultamente ostili: il cambiamento fa paura, soprattutto a chi sul deserto di idee, di energie e di iniziative domina e sguazza. Per questi lo stagno deve rimanere immobile, non è ammessa nemmeno un’increspatura. Ma non credo che questa stanca calma, questa specie di drogata ebetudine in buona parte di origine mediatica e populista, debbano regnare in eterno. Non è scritto nel libro del destino che la Sicilia debba sempre vivacchiare, con l’aiuto dell’altrui interessata solidarietà, senza poter esprimere le sue potenzialità di intelligenza e di ingegno. La speranza è riposta sui giovani. A noi spetta il dovere del pungolo, dello squarcio che fa intravedere una possibile diversa realtà. Siamo in pochi a dibattere su un argomento, lo spirito di iniziativa di giovani e adulti di Trabia, ma direi di Sicilia, che dovrebbe vedere in campo una schiera di interlocutori, se non per altro, almeno per reagire, in un modo o nell’altro, per difendersi di fronte ad una evidente chiamata in causa. Ma sbaglieremmo se dessimo tutte le colpe di questa distanza dai problemi reali del paese soltanto alle persone alle quali pensiamo di rivolgerci. Si tratta di un modo di essere che si trasmette da generazione a generazione. Anche noi portiamo le nostre responsabilità. Cosa abbiamo dato a Trabia? O siamo andati via o siamo rimasti inerti di fronte al tsunami della modernità; chi ha potuto ha pensato (che idea geniale) di trarre qualche vantaggio svendendo ad affaristi senza scrupoli il proprio pezzo di terreno spegnendone così la produttività e le potenzialità di sviluppo sotto una colata di cemento. Ma non voglio semplificare. La difficoltà in cui oggi si dibatte Trabia insiste in una realtà e in un ambiente che sono il prodotto di processi storico-sociali complessi. Il problema è: può questa generazione di giovani tentare di scuotersi di dosso la coltre che grava su di loro?
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