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Sue lame, suo miele

“Sue lame, suo miele”, di Mariangela Gualtieri. Quando la poesia si dice.

di Maria Gabriella Canfarelli - mercoledì 6 luglio 2005 - 5357 letture

“Sue lame, suo miele”, di Mariangela Gualtieri. Quando la poesia si dice.

Nella terrazza dell’Accademia Abadir a Sant’Agata Li Battiati, sabato 18 giugno si è tenuto il recital “Sue lame, sue miele” di e con Mariangela Gualtieri, preceduto dalla eccellente introduzione critica di Stefania Rimini, docente di Storia del Cinema e Storia del Teatro all’Università di Catania e di Siracusa.

La performance, lettura di testi poetici intorno all’essere e alla natura - la terra, gli alberi, il magnifico cielo, l’erba e il fiore nella stagione della rinascenza e della morte, l’occultamento della pur viva e resistente radice che sotto terra dorme, in attesa del tempo a venire - ha sollecitato negli spettatori entusiasmo e coinvolgimento con applausi vibranti e incontenibili tra le pause del dire, un ringraziamento a caldo all’autrice per il suo farsi musica e corpo e voce (grido, respiro sussurro e sussulto della poesia).

Un dire universale che ha ridato luce e spessore e spazio-tempo scenico al verbo “indolorare”, tra sillabe fluenti declinando la lingua del mondo in monologo e musica (scritta da Andrea Felli) per dare forma all’informe, ordine al caos partendo dalla camera interiore, l’ inconscio che si trasforma in canto; una poesia orale - talvolta d’aspro, e pure di commosso accento - per evocare lo splendore di lame, appunto, della parola che cola densa come il miele. Fuori dalla pagina scritta, la poesia si fa dunque teatro, gesto e fiato, soffio vitale, spirito. La stessa Gualtieri sottolinea che la poesia “ Vuole uscire (...), dalla letterarietà, dalla camera chiusa del pensiero, sbavarsi in una bocca che porta bene impressa la terra in cui è nata, il pane che ha mangiato, il vino che ha bevuto. (...) E’ culto festivo: se si è in tanti ad ascoltarla allora diventa la festa di tanti, una festa del dire e dell’udire”.

Fondatrice insieme al regista Cesare Ronconi del Teatro Valdoca, poetessa, attrice, e drammaturga, autrice de “Lo spazio della quiete”, “Le radici dell’amore”, “Ruvido umano”, “Antenata”, “Fuoco centrale”, “Nei leoni e nei lupi”, “Parsifal”, “Chioma”, e altro ancora, Mariangela Gualtieri è stata ospite di “Campi Magnetici”, rassegna culturale promossa dall’amministrazione comunale di Battiati su progetto della Datimpresa, iniziativa che ad ogni appuntamento riscuote sempre più consenso e partecipazione di pubblico.


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