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Suburban live set: report Giardini di Mirò

Report del live dei Giardini di Mirò a Catania. Ad aprire il concerto due band provenienti da Siracusa, i Tempestine e i Kerouak, partecipanti alla settima edizione del Suburban live set

di Tano Rizza - giovedì 2 agosto 2007 - 4539 letture

Mercati Generali di Catania. L’atmosfera è quella di sempre, accogliente, calda, intima. Siamo andati ad assistere al concerto dei Giardini di Mirò, che continuano a girare l’Italia per presentare il loro nuovo album: Dividing Opinions.

Ad aprire il concerto due band provenienti da Siracusa, i Tempestine e i Kerouak, che partecipando alla settima edizione del Suburban live. Concorso dedicato alle band emergenti siciliane. I Tempestine sono un trio formato da Carlo Barbagallo e Mauro Felice dei Suzanne’Silver, e Lorenzo Urciullo chitarra di Albano Power e Last Merendina. Insieme i tre propongono un sano e genuino indie-folk.

Kerouak, invece, è un progetto post-alcolico, così si definiscono i componenti della band. Sul palco danno esempio di come il rock n roll non ha bisogno di eccessive presentazioni: si dimenano, urlano, e aprono al massimo le loro chitarre, fino ad arrivare a veri e propri deliri punk, il tutto con un certo stile.

I Giardini di Mirò gli avevamo già ascoltati qualche mese fa, a Bologna, ma rivederli dal vivo a Catania, nelle dimensione intima dei Mercati Generali è un’altra cosa, un altro live. Dividing Opinions è tra i migliori dischi che l’indie-rock nostrano ha partorito in questo 2007. I suoni sono quelli classici indie, squarci sonori che t’attanagliano e ti trasportano, ma nelle note dei Giardini c’è qualcosa di diverso, sono cambiati, cresciuti, e si sono allontananti dalla paranoie musicali che hanno contraddistinto il loro primi anni di musica. Meno cupi, meno claustrofobici, hanno adottato una dimensione sonora più aperta, votata sempre alla sperimentazione strumentale, ma adesso s’inizia a capire lo stacco tra un pezzo e l’altro, s’inizia a capire che i Giardini hanno deciso di mettere dei paletti ai loro pezzi per dargli una cornice più definita e riconoscibile. Il suono non perde nulla, è solo più definito.

Durante i live presentano il loro nuovo album, inanellano uno dopo l’altro pezzi come, Cold Perfection, Dividing Opinions, Embers, sapientemente miscelate con brani del loro passato come A new start (for swimming pool), Trompso is ok. N’esce un concerto in perfetto equilibrio tra passato e presente, e vale il discorso fatto per il loro concerto di Bologna: i suoni sono i loro, quelli che ti prendono dalla prima riff di chitarra e ti accompagnano, con calma e puntualità, verso note ridondanti e cicliche. Note ripetute e riproposte ossessivamente, che gradualmente salgono, si assestano, ripartono alla velocità precedente, lì dove le lasci, per poi, in lento progress arrivare alla potenza, quell’esplosione sonora che aspetti dopo otto minuti di religiosa attesa e concentrazione.

Massima potenza che dura quel che è giusto, quattro minuti d’organizzato caos strumentale, dove protagonisti sono, basso, batteria, amplificatori, casse, e soprattutto chitarre. Poi, i Giardini sono anche in grado di restare calmi, in interi, interminabili pezzi, la musica resta contemplativa, razionale, alla ricerca della perfezione nei cambi, le atmosfere producono morbidi tappeti sonori, utili a farsi coinvolgere in dissertazioni interne.


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Kerouak
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Kerouak
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Tempestine
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Tempestine
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Giardini di Mirò


risorse e info online:

il sito dei Tempestine: www.myspace.com/tempestine

il siti dei Kerouak: www.myspace.com/kerouakrockrollontheroad


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Suburban live set: report Giardini di Mirò
7 agosto 2007, di : Danilo Lautaro

Pulicinedda iavi li causi misi o cuntrariu! E quannu parra t’allicca n’aricchia.

Chissu nun’è Pulicinedda, je Peppe Nappa e ti dici li cosi come n’tappa n’tappa.