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Stragi annunciate e prevedibili

Parliamone ora perché molti italiani sono ’’dimenticoni’’
di Franco Novembrini - mercoledì 7 novembre 2018 - 459 letture

Con animo esacerbato vorremmo commentare, fra le molte che hanno funestato l’Italia in questi giorni, la strage di Casteldaccia con le sue 9 vittime. Questa strage è emblematica per molti versi e contiene in sé tutti i vizi e le turpitudini italiane le quali, con la complicità di regolamenti assurdi e lo stravolgimento di enti, ad esempio il Tar, che sono stati creati per evitare lungaggini legali, vengono ora usati per ottenere l’opposto, cioè rimandare sine die l’applicazione di provvedimenti che se applicati, in questo caso, avrebbero potuto salvare le vittime che ora molti piangono.

Il sindaco di Casteldaccia, presente in molti telegiornali, afferma di aver fatto tutto quello che poteva per far abbattere la villetta. Non basta. Se una villetta è abusiva non può e non deve ottenere l’abitabilità e non si parli di necessità. Quella in questione era addirittura affittata. Se un edificio non è accatastato, non dovrebbe ottenere la possibilità di allacciarsi alla rete elettrica o a quella idrica ed eventualmente a quella del gas.

Al sindaco vorremmo ricordare, ora, perché fra qualche giorno la notizia della strage sarà ridotta a un trafiletto in cronaca da parte di molta stampa e tv, che avrebbe potuto far sgombrare l’edificio in quanto non crediamo che avesse un allacciamento fognario in regola. Anzi avrebbe potuto verificare, vista la più che decennale vita della villetta, dove e come venivano scaricati le acque nere.

Se lo facevano attraverso un allacciamento regolare con la rete fognaria comunale e pagavano il dovuto, il sindaco non poteva permettersi di affermare che stesse aspettando la sentenza del Tar. Di contro, se non avevano un allacciamento, come mai l’amministrazione comunale non ha preso i dovuti provvedimenti ai sensi di legge?

Sarebbe inoltre da approfondire, visto che la villetta è stata costruita con ottimi materiali, da quali ditte sono stati acquistati e, se non risultano emessi i documenti legali di acquisto e di trasporto, sfociando in un reato di evasione fiscale, tale da permetterne il sequestro.

Non sarebbe più onesto dire che tutti, o quasi, sapevano e che prima o poi sarebbe arrivato un condono, una archiviazione, una prescrizione o in qualsiasi altro modo si voglia chiamarla, magari anche con termini inglesi che fa molto più trendy.

Purtroppo l’Italia è ricca di citazioni e non si fa fatica a preconizzare che, fra qualche anno, come in quasi tutte le stragi italiane, sia politiche che di normale malgoverno, trionferanno i versi della canzone di Peppino Fiorelli del ’44 Simme e’ Napule paisa’ che recitano ’’chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato / scurdammuce o’ passato simme in Italia paisà’’. Per dirla in modo più musicale, rispetto al solito "tarallucci e vino".


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