Storie sanitarie quasi normali


E’ Domenica 28 Ottobre quando "Silvia" si alza al mattino sorda e con un tremendo dolore all’orecchio sinistro.
mercoledì 7 novembre 2007, di Letizia Tassinari - 593 letture

E’ Domenica 28 Ottobre quando "Silvia" si alza al mattino sorda e con un tremendo dolore all’orecchio sinistro. Il fastidio l’aveva già dal giorno precedente, ma avendo ospiti non era potuta andare in Pronto Soccorso. Alle ore 12, dopo aver congedato i suoi ospiti si è recata immediatamente in Ospedale, dove un gentilissimo e disponibile medico di Pronto Soccorso le diagnostica "edema e arrossamento del padiglione auricolare e del dotto auditivo esterno,con presenza di secrezione", rimandandola alla visita specialistica del giorno successivo, ma somministrandole immediatamente del Tora Dol che le allevia un pò il dolore.

Verso le 15,30 il dolore riprende forte e allora Silvia riassume una nuova fiala di Tora Dol. Sta meglio, fino alle 18 circa, quando il dolore riprende, e assume ancora una fiala. Alle 23 circa cerca di resistere al dolore di nuovo riacccesosi, vista la notte incombente,ma poichè era fortissimo assume anche l’ultima fiala di antidolorifico. Sono le 2,30 di notte quando insieme al dolore fortissimo che riprende, inizia a salire anche la febbre, fino a 38°.

Silvia vive da sola e sentendosi così male decide di chiamare la guardia medica che il 118 le passa al telefono. La Dottoressa di turno stava dormendo e quando le racconta il suo stato minimizza, le riferisce che l’otite l’ha avuta anche lei e che prima che facciano effetto le medicine devono passare almeno 7-8 giorni. La malata le risponde che sta malissimo, non le importa nulla dell’effetto tra 7-8 giorni,ma la Dottoressa continua ad accamparsi in un mare di storie tenendola a parlare al telefono senza fare nient’altro che convincerla a stare buona a casa.

Ci mancava solo aggiungesse "e senza rompere le scatole"!! Poichè parlare la faceva stare ancora più male, tanto più senza risolvere nulla, molto stizzita Silvia la saluta, la ringrazia per la "gentile conversazione" e riattacca di colpo la cornetta. Dopo appena un minuto il 118 la richiama passandole la Dottoressa che candidamente le dice che "era caduta la linea". "Sono io che le ho riattaccato, non è caduta la linea" le risponde chiaramente seccata Silvia.

La Dottoressa riprende, questa volta con un tono molto più gentile e disponibile, che in effetti un’ otite con la febbre così alta è una cosa un pò strana. Ma dai! Roba da non crederci, si era impietosita? Allora le dice che se vuole le manda una macchina a prenderla per portarla in Pronto soccorso. "Al suo buon cuore Dottoressa, faccia lei".

Silvia le fornisce due facilissime indicazioni per trovare la sua abitazione, ma la Dottoressa, forse ancora con la mente tra le braccia di Morfeo, manda i poveri ragazzi dell’ambulanza in giro per Pietrasanta, infatti la dolorante e febbricitante paziente ha atteso circa mezz’ora. Sono circa le 3 quando, senza nemmeno riuscire a parlare per il dolore e con la temperatura che saliva a 390, Silvia finalmente arriva al Pronto Soccorso.

Dopo circa 10 minuti la Dottoressa la guarda con aria di sufficienza, quasi infastidita, forse perchè non stava abbastanza male, e dopo averle chiesto cosa le fosse successo, le risponde che non puo’ farle nulla. Bisogna attendere lo specialista. Costernata Silvia le chiede se non ci dovrebbe essere negli ospedali uno specialista reperibile per ciascuna patologia.

Alchè molto, davvero molto, contrariata la Dottoressa le risponde: "Signora, non c’è lo specialista, che ci posso fare se non c’è?". Poi va al computer e SENZA DIRE NULLA, le fa iniettare quella che poi (MA SOLO PERCHE’ SILVIA HA CHIESTO COSA FOSSE!!) si appura essere una fiala di Voltaren. Quando finalmente la Dottoressa alza lo sguardo su Silvia per dirle qualcosa, le riferisce che puo’ andare a casa.

Silvia non ha la sua auto, vive sola e a quell’ora non avrebbe saputo chi chiamare! La Dottoressa, visibilmente seccata, le dice allora di chiamare un taxi. Il tono suonava esattamente come l’equivalente di "arrangiati!!". Silvia chiede se a quel punto non potesse aspettare le 8 lì in Pronto Soccorso,ricordandole che sta male e ha anche la febbre alta. "Appunto perchè ha la febbre alta starà meglio a casa sua e poi crede che alle alle 8 di mattina l’otorino sia arrivato ? Fino alle 9 qui non arriva nessuno e poi ci sono delle regole, lei non è un malato grave e non può stare qui" "Nemmeno in sala d’attesa? le domanda Silvia... "Se vuole stia pure in sala d’attesa, MA NON POTREBBE STARE NEMMENO LI."

Silvia stremata dal dolore e dalla febbre da cavallo, arrivata a 40, riesce comunque ad obiettare che la volta precedente, quando aveva avuto un problema, il medico di turno la fece riportare a casa con un’ambulanza e che se lo avesse saputo, anche mezza cadavere, prima di immaginarsi per strada da sola alle 4 di notte, avrebbe preso la sua auto.

SILENZIO DI TOMBA. La Dottoressa non le ha risposto NULLA, ma se avesse potuto sicuramente le avrebbe risposto di andare a quel paese. Silvia OSA replicare " mi metto nei panni di quelle persone sole, che stanno male e che non hanno la possibilità di pagarsi un taxi"...e la Dottoressa le risponde: "Signora non mi dirà mica che lei non può pagarsi i 20 o 30 euro di taxi, meglio che stare qui altro che se li pagherei io..." Dal suo cellulare Silvia allora chiama un taxi.

Il tassista... che dormiva...infastidito le ha fatto mille storie dicendole che lui veniva da Viareggio e ci volevano molti soldi per andare a Pietrasanta dove Silvia abita. " Che devo fare allora, stare per strada? Sono in pronto soccorso perchè sto male, ma non abbastanza da tenermi fino a domattina... Mi dica cosa le devo e venga a prendermi".

Silvia ha atteso il tassista fuori all’umido e al freddo. Il taxi è arrivato dopo un bel pò con l’andatura della tartaruga per far salire il tassametro e ha continuato ad andare così piano da fare fatica a mettere la seconda marcia. Alla domanda del perchè andasse così piano, ha risposto di avere una macchina nuova e che poi andava piano per rispettare il suo stato di indisponenza.

Arrivata finalmente a destinazione il tassametro segnava € 27,60! Se fosse andato ad un andatura normale il tassametro di certo avrebbe segnato non più di 20 euro e quelli Silvia gli ha dato malgrado le sue proteste. Il bello è che quando il tassista è andato via Silvia l’ha sentito sgommare e poi rombare. Alla faccia della macchina nuova e "in rodaggio"!

Alle 4,30, stremata,Silvia è finalmente rientrata in casa,il dolore è un pò diminuito, ma la febbre era salita ancora, "grazie al caritatevole buon cuore e altissima professionalità della dottoressa". Al mattino Silvia è tornata per la terza volta in 20 ore in ospedale, visitata finalmente da un otorino, che le riscontra una forte infezione e le ordina un antibiotico in pasticche e gocce per l’orecchio, ma si dimentica di prescriverle l’antidolorifico.

Così, finita nel frattempo la scatola di Tora Dol, la malata si arrangia su come fare ad averne un’altra,poichè è un farmaco per cui occorre la ricetta medica! Dopo 2 giorni di cura, Silvia sta ancora malissimo, quando un suo amico medico internista per telefono, e quindi senza visitarla, le consiglia di aggiungere alla cura consigliata dall’otorino un altro antibiotico in punture.L’aggiunta di questo farmaco, la fa stare subito molto meglio, senza necessità di assumere più alcun antidolorifico.

L’ultimo atto di questa storia è la richiesta da parte dell’otorino di passare una visita di controllo dopo 7 giorni. Peccato però che il posto al cup dopo 7 giorni non c’è! Alle sue rimostranze, "ci sarà pure un motivo se lo specialista ha scritto 7 giorni anzichè 15", l’operatrice del cup si incazza: "se non c’è posto non c’è posto"!

Guarda caso però che al piccolo ufficio cup del paesino della donna di servizio di Silvia ci sia un posto per l’otorino il giorno dopo... "Bisognerebbe informarsi per sapere cosa mi farebbero se gli tirassi un nocchino in testa...piccino però..." commenta la simpatica paziente! SI CAPISCE ALLORA COME E PERCHE LE PERSONE FINISCONO AL CIMITERO o nel migliore dei casi si ammalano ancora di più!

E se la febbre così alta fosse venuta da qualche altra cosa chi se ne sarebbe accorto?

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