Storia di una ranocchia

Dalla allegoria della Caverna di Platone a Matrix, passando per le favole di La Fontaine. Un breve racconto-favola del filosofo Olivier Clerc.
di Piero Buscemi - mercoledì 28 gennaio 2009 - 1704 letture

La ranocchia che non sapeva di essere cotta …

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Ciò dimostra che, quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita nella maggior parte dei casi, alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta.

Una quantità di cose che avrebbe fatto inorridire 20, 30 o 40 anni fa, sono state a poco a poco banalizzate ed oggi disturbano appena o lasciano completamente indifferente la maggior parte delle persone.

Nel nome del progresso, della scienza e del profitto, si effettuano continui attacchi alla libertà individuale, alla dignità all’integrità della natura, alla bellezza e alla gioia di vivere, lentamente ma inesorabilmente, con la costante complicità delle vittime, inconsapevoli o ormai incapaci di difendersi.

Le nere previsioni per il futuro, piuttosto di suscitare reazioni e misure preventive, non fanno altro che preparare la gente psicologicamente, ad accettare condizioni di vita decadenti, anzi drammatiche.

Il martellamento continuo da parte dei media satura i cervelli, che non sono più in grado di distinguere le cose…

Quando ho parlato per la prima volta di queste cose, era per un DOMANI…

Adesso quel DOMANI è già OGGI!

Coscienza o cottura: a voi la scelta.

Forse è già tempo di dare un salutare colpo di zampe…


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