Negli Stati Uniti il bilancio di un qualsiasi Comune è uno strumento di scopo. Nel senso che esso deve servire necessariamente per fornire dei servizi ben determinati e precisi alla cittadinanza.
Da anni in Italia non si fa altro che parlare di federalismo. Assistiamo ad un’autentica ubriacatura al riguardo. Tuttavia, fino ad oggi, non si registra nulla di concreto. La discussione rimane fin troppo indeterminata senza entrare nello specifico. Anzi, sembra che molti parlino di federalismo tanto per sentito dire. E non c’è da essere ottimisti. L’esperimento di riforma del Titolo V della Costituzione realizzato dal centro-sinistra, la c.d. “Legge Bassanini”, è stato essenzialmente un fallimento in quanto demandava alle Regioni funzioni a prescindere dalle risorse per esercitarle. Ora si rischia di ripercorrere i medesimi errori poiché ci si rifugia dietro tecnicismi privi di qualsivoglia collegamento con la realtà delle cose.
Al fine di chiarire la faccenda si forniscono alcuni casi concreti mediati dalla lunga esperienza federalista americana.
Primo caso – Negli Stati Uniti il bilancio di un qualsiasi Comune è uno strumento di scopo. Nel senso che esso deve servire necessariamente per fornire dei servizi ben determinati e precisi alla cittadinanza. Infatti, la normativa americana indica che il bilancio approntato dal Comune serva ad attivare lo stesso ente in riferimento ai seguenti servizi:
1. Ambulanza e soccorso sanitario;
2. Vigili del fuoco;
3. Polizia municipale;
4. Raccolta dei rifiuti;
5. Servizio idrico.
Tale destinazione è molto importante perché rende trasparente il bilancio di un Comune. Cioè collega in maniera inscindibile il versante delle entrate, le tasse, con quello delle uscite, i servizi. Un bilancio così costruito permette di comprimere le c.d. "spese correnti" e di sviluppare, al contrario, quelle "in conto capitale". Evitando, inoltre, di sperperare risorse per sedicenti manifestazione culturali e/o sportive.
Secondo caso – Il Comune negli Stati Uniti è un ente che non ha l’obbligo del pareggio nel bilancio. Cosa significa questo? Una cosa molto semplice. Chi ha sbagliato nel gestire il Comune ne paga le conseguenze dal punto di vista amministrativo, civile e penale. E così dovrebbe essere anche in Italia dove l’obbligo del pareggio spesso significa bilanci costruiti tanto per raggiungere tale obiettivo. Con il risultato che tali bilanci sono documenti contabili falsi. Il fatto che non ci sia l’obbligo del pareggio è un’incredibile “spada di Damocle” che corresponsabilizza davvero gli amministratori ricostruendo per filo e per segno lo svolgersi del loro mandato.
Terzo caso – Mai negli Stati Uniti i soldi delle tasse raccolte, ad esempio, a Dallas vanno a Washington. Quando un cittadino americano paga le proprie tasse esse sono già immediatamente divise per destinazione in loco. Questo perché gli uffici dei distretti fiscali americani hanno tale funzione. Seguite il mio ragionamento. Il cittadino John Smith paga 1.000 dollari di tasse a Dallas perché è ivi residente. L’ufficio del distretto fiscale di residenza al momento della ricezione di tale somma avvia subito la suddivisione di tale somma, in base a percentuali prestabilite, ai vari enti a cui devono essere destinate: Comune, Contea, Stato e Stato centrale. Un gioco davvero facile. Un gioco che permette ai succitati enti di essere sicuri sul flusso delle entrate. Aspetto di non poco conto. Altro che la pantomima sul trasferimento dei fondi Fas da Roma alla Sicilia!
Quarto caso – Sempre negli Stati Uniti i servizi pubblici essenziali sono gestiti da comitati civici presenti sia nei Comuni che nelle Contee. Chi fa parte dei comitati civici? Prima di tutto, i cittadini. In seguito, i funzionari del Comune o della Conte. Infine, i responsabili delle aziende che si occupano materialmente dell’espletamento dei servizi. Tali comitati civici determinano i livelli minimi di qualità dei servizi. La relativa tariffa. Le procedure di sorveglianza. Le modalità di coinvolgimento dei cittadini. In sintesi, una forma di partecipazione dal basso che vede attivi le persone e gli enti coinvolti nel processo di espletamento di quel dato servizio. Perché non si è applicato il medesimo strumento in Sicilia al fine di evitare il crollo del servizio di raccolta dei rifiuti? Fra l’altro il Premier inglese Cameron ha deciso di avvalersi dei comitati civici per la gestione dei servizi pubblici essenziali. Invece di affidarli al solito carrozzone pubblico oppure alla famelica multinazionale di turno.
Come potete ben notare le differenza fra gli Stati Uniti e l’Italia saltano in maniera repentina all’occhio. Negli Stati Uniti il federalismo si articola su principi e modalità ben precise e reali. Anche molto semplici. Qui, invece, si continua a cincischiare senza voler capire che il federalismo “empirico” attualmente in discussione rischia di rompere sul serio l’unità nazionale.