Stare nel tempo disumano del virus

A COSA STAI PENSANDO? Questa domanda ai tempi del coronavirus andrebbe sostituita: come trascorri il tempo chiuso in casa?
di Luigi Boggio - giovedì 19 marzo 2020 - 742 letture

A COSA STAI PENSANDO? Questa domanda ai tempi del coronavirus andrebbe sostituita: come trascorri il tempo chiuso in casa?

Per essere sincero non è facile non solo per motivi organizzativi soprattutto per le sensazioni che si provano a non uscire, a non camminare, a non vedere gli amici e a non potere andare al cinema. Una condizione non facile ma che bisogna essere consapevoli del fine per non essere travolti da questo terribile virus. È vero che si tratta di uno stravolgimento delle nostre abitudini e del nostro modo di vivere, ma non ci sono alternative se non quelle di rispettare i protocolli e le norme delle autorità scientifiche e del governo per contribuire ad uscirne quanto prima. Uscirne quanto prima per riprendere la nostra libertà di movimento, di vederci, di annusarci, di camminare e di salutarci anche da lontano.

Come va? Tutto bene. Vederci vuol dire che siamo ancora in vita. Il dono della vita che duri il più possibile nella consapevolezza che un giorno dovremo intraprendere il lungo viaggio. Non è che non bisogna pensare alla morte, ci penso spesso, ma mi rattrista vedere le vittime del virus che vengono calate nella nuda terra senza gli sguardi tristi dei propri cari e la posa di un fiore. Un virus non solo devastante ma anche disumano.

Mi fermo per fare delle cose che mi ha ordinato mia moglie. Pulire la stanza, sistemare i libri quelli miei ma non quelli suoi per non farmi dire "sono le mie letture" e non dimenticare, continua, di piegare la biancheria e di sistemare le camice.

Sistemate le cose con perizia trova sempre qualcosa che non va e che mi fa rilevare "Boggio sei una frana". Quando finisco di ordinare ascolto della musica, le notizie non sempre, leggo e scrivo quando mi viene, le telefonate non mancano, il giro dei giornali online e fb per capire orientamenti e bestialità in rete. Nelle paese qualche visita in garage per prendere l’acqua o i detersivi.

La sera la munizza per la mattina. Infine non potendo camminare per sfantasiare sto leggendo il libro E. Kagge "Camminare" un gesto sovversivo per sottrarsi alla tirannia della velocità e per restituire intensità alla vita. Che farò quando il virus sarà andato via e potrò uscire da casa con il mio passo e le solite fermate per una stretta di mano e un sorriso.

Ce la faremo anche se il dopo non so come sarà. Spero in meglio soprattutto se si avrà rispetto per il luogo nel quale siamo ospiti.


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