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Sputerò sulle vostre tombe

Un libro di Boris Vian. Editore Mondadori, 142 pagine, 8.40 €.
di Antonio Cavallaro - mercoledì 29 aprile 2009 - 4000 letture

Per vendicare l’assassinio razzista del fratello minore, il nero dalla pelle bianca Lee Anderson, commesso nella piccolissima cittadina di Buckton, entra da prima all’interno di una cerchia “bene” di adolescenti bianchi dediti all’alcool e al sesso, e poi progetta di sedurre e infine uccidere le sorelle Asquith, tanto belle e ricche quanto fredde e inavvicinabili.

“Sputerò sulle vostre tombe” rappresentò fin dalla sua pubblicazione, avvenuta solo un anno dopo la fine della seconda guerra mondiale, un caso editoriale diventando (volendo utilizzare un brutto e abusato termine, ma quanto mai pertinente) davvero un libro-cult. E ciò soprattutto per due ragioni. Innanzitutto per la sua storia:

Nel 1946 l’editore francese Jean d’Halluin cercava un romanzo americano da pubblicare, Boris Vian propose di scriverglielo lui in quindici giorni: “Meglio di un americano”. Nacque così Vernon Sullivan - alter-ego di Vian - scrittore nero censurato in America a causa del razzismo, e nacque il libro. “Sputerò sulle vostre tombe” vendette in pochi giorni più di centomila copie ma parallelamente cominciò a subire una sequela di processi che portarono alla censura del libro per offesa alla pubblica morale e ad una multa e condanna per Vian, “costretto a confessare” di essere lui Vernon Sullivan. Arrivò anche la stroncatura da parte della critica, che non gli perdonò lo scherzo del falso autore di colore. “Sputerò sulle vostre tombe” non venne ristampato per più di vent’anni.

La seconda ragione invece è prettamente legata al suo aspetto contenutistico: Il libro è un giallo che somma tutti i miti della “gioventù bruciata” di quell’America alle soglie degli anni cinquanta: il sesso, l’automobile, i grandi spazi, la violenza, l’alcool e la musica, che è quasi già rock. C’è anche il cinema, ma è tutto nella storia e nel modo in cui viene descritta. Un intuizione dell’uso “alto” dei toni “bassi” della letteratura, un pastiche scritto con stile asciutto e lineare che denota una assoluta padronanza dei mezzi del racconto. Il sesso, capro espiatorio dello scandalo che è “Sputerò sulle vostre tombe”, è scritto e descritto senza mai fare ricorso ad un linguaggio esplicito: come scrive Vian nella stessa “falsa” prefazione al libro è piuttosto “suggerito con l’espressione e la costruzione della frase, che non col termine nudo e crudo”.

Ma soprattutto è un romanzo di forte valenza sociale, ed è questa la ragione vera della sua condanna. La tematica del delitto razziale originato dall’intollerabile rapporto sessuale tra un “negro” e una bianca, è rivelatore di una violenza bestiale: quella dei cittadini modello, dei bravi cittadini bianchi ma razzisti. Il passaggio alla realtà è fin troppo evidente, la malcelata intenzione dell’autore è quella di denunciare l’eccidio che i francesi stanno commettendo in quegli anni in Algeria e la loro politica di segregazione. Insofferente a tutte le norme e a tutti i canoni prestabiliti, Vian è stato vero anticipatore di quelle infrazioni alla logica che caratterizzeranno il maggio francese, infrazioni che però contribuirono ad isolarlo.

Personaggio chiave dell’avanguardia letteraria francese degli anni 40, Boris Vian visse solo 39 anni descrivendo però nella sua pur breve esistenza, la parabola completa di un artista davvero al di fuori del comune. Personalità ricca e poliedrica, dotato di feroce ironia, era perfettamente inserito nella scena parigina di quegli anni; fu romanziere, poeta, ingegnere, trombettista, chansonnier, traduttore, inventore di Saint Germain: Vian fu tutto questo e non solo, la sua breve vita è così ricca di spunti, vicende, contributi e incontri da sembrare essa stessa il frutto della penna di uno scrittore.

L’ essere stato Vernon Sullivan oltre a suscitare clamore e fama gli fornì per un certo periodo l’ agiatezza economica, grazie ad un opera che lo stesso Vian finì per disprezzare, frutto di uno “scherzo” (molto amato) e di una calcolata operazione commerciale, come ammise lo scrittore parlando delle dosi di violenza, sesso, riflessioni e colpi di genio con cui venne costruito il libro. Uno “scherzo” che lo perseguitò per tutta l’esistenza, fino all’ultimo istante, quando una sincope lo stronca mentre assiste allo scempio della rappresentazione cinematografica (apertamente detestata da Vian) di “Sputerò sulle vostre tombe”.


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