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"Split", obiettivo sulla diversità: intervista a Luki Massa



sabato 21 luglio 2007, di Elisabetta Corsini - 1152 letture

Le studentesse Camilla e Sofia si sono date appuntamento per discutere di un problema nel loro campo di ricerca: la filologia. Mentre discutono animatamente di "intransitività scissa" e di una misteriosa particella -za, fra loro sale la tensione... I luoghi comuni, i non detti, le cose che non si vedono, e nel contempo un invito a osare di più, sono i temi di Split, l’ ultimo cortometraggio realizzato da Luki Massa: regista e sceneggiatrice, attivista politica lesbica, presidente di Fuoricampo, vive e lavora a Bologna.

"Fin dagli albori del cinema gli omosessuali sono stati rappresentati sul grande schermo in maniera distorta - spiega Luki - i gay maschi con l’ intento evidente di provocare l’ ilarità del pubblico; le lesbiche, invece, sono state tratteggiate come personaggi perversi, crudeli, sofferenti, comunque sempre negativi: per molti anni, nei film, la devianza dall’ eterosessualità è stata punita con la morte. Ricordiamo donne morte tra le fiamme, omicide, suicide. La produzione di film a tematica gay-lesbica ha quindi una doppia valenza: da un lato l’espressione artistica attraverso il mezzo cinematografico, dall’ altro l’ esigenza di difendersi, di de-costruire un immaginario falso e fuorviante, assai distante dalla realtà, suggerito dal cinema tradizionale".

A partire dagli anni ’80 si è registrato un boom nella produzione di film realizzati da registi gay, con la crescita della produzione indipendente e la nascita e la diffusione di festival a tematica omosessuale. Split, interamente girato a Bologna, è stato presentato il 3 giugno in anteprima nazionale a Milano, nell’ ambito del 21° Festival di Cinema Gay e Lesbico, e ha già vinto un premio come miglior sceneggiatura al 16° Festival di Parigi "Quand les lesbiennes se font du cinéma".

"In Italia purtroppo non abbiamo ancora visto un lungometraggio che ci abbia fatto sognare - ammette Luki - noi cineaste indipendenti tendiamo a prediligere i corti, e non solo per ragioni economiche: il corto è una scelta filmica, che spinge a trovare l’ attimo fuggente nel soggetto, una rapida passione che, se ben colta, lascia un segno piacevole. E infatti possiamo dire che il cinema lesbico è pieno di cortometraggi di ottimo livello che hanno ormai un ruolo primario nei Festival. Proprio i Festival sono spazi importanti, privilegiati, in cui le immagini possono circolare liberamente, senza censure nè intermediari".

Luki Massa ha pubblicato: "Cinema lesbico. Da oggetti della rappresentazione a soggetti", in WE WILL SURVIVE! Lesbiche, gay e trans in Italia, a cura di P. Pedote e N. Poidimani.

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"Split", obiettivo sulla diversità: intervista a Luki Massa
5 agosto 2007

Ciao Agata!
"Split", obiettivo sulla diversità: intervista a Luki Massa
12 agosto 2007, di : Luisa Tirone

Diversità?

Chi si ghettizza si sente diverso. Chi viene ghettizzato lo diviene veramente: la questione spesso oggi nulla ha a che vedere con la sessualità.

"Split", obiettivo sulla diversità: intervista a Luki Massa
12 agosto 2007, di : Uomo

Amo talmente tanto la diversità che mi piacciono le donne.
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