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Assalto alle spiagge libere siciliane


Migliaia le persone, infatti, quest’anno hanno scelto le coste dorate di questi luoghi che rappresentano la perla del turismo “fai da te”, caratterizzato da spiagge libere, tendopoli a mare
mercoledì 19 agosto 2009, di cirignotta - 502 letture

La Sicilia, isola bagnata dal mare e baciata dal sol leone, nella ricorrenza del ferragosto mantiene le tradizioni di sempre e favorisce anche il turismo fai da te nelle tante spiagge libere della costa mediterranea.

Tra gli esempi, la spiaggia di “Manfria”, una frazione della città di Gela che nella sua totale disorganizzazione urbanistica e turistica mantiene il trend positivo di accessi nel periodo di ferragosto.

Migliaia le persone, infatti, quest’anno hanno scelto le coste dorate di questi luoghi che rappresentano la perla del turismo “fai da te”, caratterizzato da spiagge libere, tendopoli a mare, bancarelle estemporanee, piena libertà d’azione e mancato rispetto delle normali regole del vivere comune, una vera chicca per chi vuole fare quello che vuole e nella piena legalità, visto che i controlli lasciano a desiderare.

Il bel paese dei decreti sicurezza e delle ronde si ferma proprio in questi luoghi, caratterizzati da incendi notturni di auto ed abbandonati da sempre al loro destino dalle stesse amministrazioni comunali, che si sono susseguite che hanno da sempre dimenticato il turismo organizzato e la risorsa che ne potrebbe derivare, in termini economici ed occupazionali.

Guardando comunque il problema nella sua globalità e considerando anche le tante spiagge della costa siciliana, troviamo che alla base di tutto esiste molta povertà e tante difficoltà familiari che non permettono a molte famiglie siciliane di andare in ferie per periodi superiori alla settimana, scegliendo spesso anche la domenica o il Ferragosto per appagare il loro desiderio di riposo.

Una condizione che acuisce ancora di più il divario con il nord Italia, sibillino e benestante in termini di servizi e strutture ricettive per i cittadini rispetto ad un sud, ricco di bellezze naturali ma povero di strutture di ricezione turistica.

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