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"Soy Cuba: il Mammuth siberiano": La memoria di un capolavoro

“Soy Cuba - Il Mammuth siberiano” del regista brasiliano Vicente Ferraz dedicata alla realizzazione di una pellicola/capolavoro sconosciuta al pubblico occidentale - “Soy Cuba”, 1964, del russo Mikhail Kalatozov

di calogero - giovedì 13 ottobre 2005 - 5995 letture

Affascinante e coraggiosa operazione quella compiuta da Domenico Procacci e dalla sua sempre temeraria Fandango. Questa volta fa arrivare nelle sale un altro documentario (il suo listino è ricco di titoli) “Soy Cuba - Il Mammuth siberiano” ed essendo l’opera del regista brasiliano Vicente Ferraz dedicata alla realizzazione di una pellicola/capolavoro sconosciuta al pubblico occidentale - “Soy Cuba”, 1964, del russo Mikhail Kalatozov - la Fandango distribuisce anche questo film “mitico”.

E l’esperienza - fidatevi - è veramente unica: il film del regista russo è un incredibile emozione visiva che lascia incantati ed interdetti (tutto il merito al direttore della fotografia Sergei Urusevsky) regalandoci alcuni piani sequenza arditi ed unici nella storia del cinema.

Frutto di una collaborazione cubano-sovietica, l’opera venne definita dall’autore come un tentativo di realizzare un affresco esaustivo della Cuba precastrista - il film è composto da quattro storie di abusi e violenze collocate negli ultimi giorni del regime di Batista - ma l’epica impresa (due anni di riprese) alla sua uscita nelle sale fu un clamoroso insuccesso sia in patria che nella stessa Cuba dove venne criticato per la rappresentazione che offriva della sua popolazione che risoprannominò l’opera “No Soy Cuba”.

Trent’anni dopo, grazie all’intervento dei registi Martin Scorsese e Francio Ford Coppola, il film viene riscoperto e lanciato sul mercato americano conquistando per perizia tecnica ed artistica che supera di gran lunga il suo contenuto politico. E su queste incredibili vicende il regista Ferraz costruisce un documentario asciutto ed avvincente che nel dare la parola e visibilità ai membri superstiti della troupe cubana - dagli attori ai semplici carrellisti - ci regala lo straordinario affresco di un’epica impresa umana facendoci riflettere sul valore di un’opera d’arte che proprio perché è arte - anche quando è al servizio di una propaganda politica - è capace di restare al di sopra di essa.


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