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Sottoscrizione per Soumaila

Le condizioni di sfruttamento, che diventano di vera e propria schiavitù, dei lavoratori agricoli costretti a lavorare 10/12 ore al giorno con paghe miserrime in questi giorni sono sotto l’attenzione dei media
di Redazione Lavoro - mercoledì 13 giugno 2018 - 1371 letture

L’Unione Sindacale di Base (USB) ha lanciato una campagna nazionale di crowfunding per finanziare il ritorno della salma di Soumaila Sacko in Mali.

Soumaila è l’attivista della USB ammazzato nelle campagne di Rosarno mentre aiutava alcuni braccianti del campo di San Ferdinando a reperire alcune lamiere in una fabbrica abbandonata per costruire un riparo per la notte.

Le condizioni di sfruttamento, che diventano di vera e propria schiavitù, dei lavoratori agricoli costretti a lavorare 10/12 ore al giorno con paghe miserrime in questi giorni sono sotto l’attenzione dei media, della politica e dell’opinione pubblica per il brutale omicidio del bracciante e attivista sindacale.

Il presidente della Camera, Roberto Fico, dopo aver incontrato nei giorni scorsi una delegazione della USB, si è recato lunedì 11 a San Ferdinando per incontrare i lavoratori agricoli della Piana di Gioia Tauro e verificare le condizioni in cui sono costretti a vivere e lavorare.

Oggi finalmente si accendono i riflettori su una parte del paese che in questi anni si è preferito ignorare, rimuovere dalle coscienze politiche e sociali. Oggi finalmente emerge quel lavoro fatto dalla USB nel completo silenzio dei media e della politica.

Aiutiamo la famiglia di Soumaila a riportare il suo corpo in Mali.

L’indirizzo per aderire alla raccolta fondi è

www.gofundme.com/verità-e-giustizia-per-Soumaila

Grazie a tutte e tutti.

USB Pubblico Impiego INPS

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Soumaila Sacko

Lui è Soumaila Sacko, 29 anni, maliano, sempre in prima linea nelle lotte sindacali USB per i diritti e la dignità dei braccianti nella Piana di Gioia Tauro in Calabria. Un lavoratore che dall’alba al tramonto si spezzava la schiena per pochi euro al giorno, sfruttato e sottopagato, per raccogliere la frutta e gli ortaggi che arrivano sulle nostre tavole. Soumayla è stato assassinato nelle campagne di Rosarno mentre aiutava altri due connazionali a recuperare in una fabbrica abbandonata da anni pezzi di lamiera per costruire baracche di fortuna; baracche che sotto il sole diventano veri e propri inferni, nei quali riposare dopo 12 ore di lavoro nei campi a salari irrisori.

Sappiamo che in questo paese una parte della politica non ha fatto altro che fomentare odio e razzismo.

Sappiamo che in questo paese migliaia di migranti vivono ammassati nei ghetti e sfruttati per due euro l’ora.

Sappiamo che in questo paese l’agricoltura si regge sullo sfruttamento, il caporalato, il razzismo, la precarietà lavorativa ed esistenziale di migliaia di braccianti italiani e immigrati.

Per questo motivo abbiamo deciso di organizzarci: non ci lasceremo intimidire e continueremo a lottare anche in memoria e per rispetto di Soumayla Sacko.

Daremo una risposta, la più grande possibile, a questo omicidio, cominciando con la partecipazione alla già convocata manifestazione nazionale del 16 giugno a Roma.

Daremo una risposta, la più grande a questo omicidio, con una manifestazione aperta a tutte le associazioni e singole persone il 23 giugno a Reggio Calabria.

Per garantire l’assistenza legale alla famiglia di Soumaila Sacko e il rientro in Mali della salma, per sostenere le mobilitazioni dei braccianti di Rosarno, abbiamo lanciato questa campagna di solidarietà e di resistenza. E’ possibile anche sottoscrivere direttamente sul conto intestato all’Unione Sindacale di Base (codice IBAN: IT17W0312703201000000001801). Perché la solidarietà è l’unica arma che noi abbiamo a disposizione contro i vigliacchi, i razzisti e la violenza.

He is Soumaila Sacko, 29, from Mali, always at the forefront of the trade union struggles for the rights and dignity of the farmworkes in the Plains of Gioia Tauro in Calabria. A worker who from dawn to dusk broke his back for a few euros a day, exploited and underpaid, to collect the fruit and vegetables that arrive on our tables. Soumayla was murdered in the countryside of Rosarno while helping two other farmworkers to recover pieces of sheet metal in a factory abandoned in order to build shacks of fortune; shacks that under the sun become real hells, in which to rest after 12 hours of work in the fields for derisory salaries. We know that in this country a part of politics has done nothing but foment hatred and racism. We know that in this country thousands of migrants live massed in the ghettos and exploited for two euros for hour. We know that in this country agriculture is based on exploitation, caporalato, racism, the precarious work of thousands of Italian laborers and immigrants. For this reason we decided to organize ourselves: we will not be intimidated and will continue to fight in memory of Soumayla Sacko. We will give an answer, the greatest possible, to this murder, beginning with the participation in a national demonstration on June 16 in Rome. We will give an answer, the biggest to this murder, with an event open to all associations and individuals on June 23 in Reggio Calabria. To guarantee the legal assistance to Soumaila Sacko’s family and the return of his body to Mali, to support the struggles of the farmworkers in Rosarno and all the invisible exploited on the fields, we launch this campaign of solidarity and resistance. Because solidarity is the only weapon we have available against cowards, racists and violence.


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