Sotto i titoli niente

Fra un selfie e diamoci il cinque c’è solo un buco pneumatico. In compenso ho scoperto di essere figlio di Telemaco
di Adriano Todaro - lunedì 7 luglio 2014 - 1931 letture

Ci sono dei furbastri in giro che fanno finta di parlare di grandi opere per parlare di tangenti. Lo ha scoperto l’amico di scopone di Maglioncino, Sergio Chiamparino che le ha cantate chiare agli intrallazzatori: "Di questi tempi si parla di grandi opere solo per parlare di tangenti. Ma noi vogliamo affermare con orgoglio torinese che le grandi opere si possono fare senza tangenti". E subito, zac sono stati arrestati, in Piemonte, 20 persone che lucravano sull’inutile opera del Tav, Torino-Lione.

L’orgoglio torinese è rimasto così appannato tanto più che Sergino è famoso per portare sfiga. Nel 1993 per l’apertura di un supermercato a Grugliasco c’erano stati degli arresti fra cui il compagno (di Sergino) Domenico Bernardi, sindaco. Sergino pronunciò un’altra famosa frase: "Se Bernardi ha preso tangenti, sono un cretino".

Sì è un cretino. Bernardi confessò una mazzetta di 65 milioni di lire. Eppure questi cretini governano il nostro povero Paese.

La Madonna dei Boschi Fioriti ha compiuto, invece, il miracolo. Dopo tanti tentennamenti, la commissione Affari Costituzionali, presieduta e relazionata da due statisti di fama come Anna Ikea Finocchiaro e Roberto Porcello Calderoli, ha approvato una cosa importantissima.

I nominati nel nuovo Senato ‒ consiglieri regionali, sindaci ecc. ‒ avranno anch’essi lo scudo dell’immunità. Renzino il Rottamatore, l’uomo nuovo che sistema tutto, il "ghe pensi mi" ha voluto, anche per i nuovi senatori, l’immunità che è cosa nuova e moderna, cool.

La Madonna era felice del voto favorevole che Pd, Fi, Lega, Ncd (che, ricordiamo, non significa Nuova camorra democratica bensì Nuovo centro destra) avevano votato a favore. A lei spettava il discorso finale a suggello della Grande Riforma. Si era preparata bene; tutta la notte sveglia a limare il suo intervento. Alla fine ha pronunciato un grande discorso che rimarrà negli annali dei lavori delle Commissione parlamentari: "Il governo è favorevole". Aveva limato troppo.

Con questo atto mi sento sempre più appagato di come si muove il nuovo governo. A dispetto dei gufi, le cose l’Obamino di Rignano sull’Arno le porta a termine. Sì, certo bisogna dire che anche lui, come Chiamparino, non è molto fortunato. Lui si sbatte, promette ‒ come l’hanno educato i democristiani ‒ tantissime cose, enuncia il Cambiamento, andare verso, dammi il cinque, facciamoci un selfie e banalità varie da oratorio feriale. Poi, però, ci sono le avversità e anche chi rema contro.

Di questo, il Presidente Nominato non ha colpa. Il ministro del Lavoro, quello della Coop sei tu, il Giuliano Poletti, qualche tempo fa aveva dichiarato che il bonus giovani, voluto nel 2013 dal Nipotino Pallido, a due mesi dall’avvio ufficiale era positivo: "Siamo a 100 mila iscrizioni di giovani fra i 25 e i 29 anni, e a oggi sono 3.500 le opportunità di tirocinio offerte dalle aziende". Mica vero. Forse ha sbagliato a fare il riporto. Arrivano i dati reali e si scopre che le aziende registrate sono un solo centinaio e i posti 3.352. Se andiamo avanti così, fra due anni arriveremo a 42 mila offerte, il 4,6% del totale previsto.

Qualcuno ha gufato certamente. E non parliamo della Riforma della Giustizia. Qua il vacuo dispensatore di supercazzole con il buco che parla come un venditore televisivo di materassi, si è accordato con l’Omino Complice del "socialmente pericoloso dell’Utri" nel "patto con la mafia", suo grande amico e ammiratore per fare un’altra Grande Riforma. Ancora una volta ha chiamato la Madonna dei Boschi Fioriti, donna tuttofare, e gli ha fatto proiettare, in una conferenza stampa 12 slide sulla Giustizia. Già dire che proietta 12 slide è dimostrare di essere moderno, giovane e competente. I titoli dei 12 punti sono, appunto, titoli che vanno bene sempre. Andavano bene dieci anni fa e andranno bene fra dieci anni. D’altronde qualcuno potrebbe non essere d’accordo sulla riduzione dei tempi della giustizia? Sul dimezzamento dell’arretrato? Sull’avanzamento dei giudici per meriti e non per conoscenze importanti? E poi c’è la più bella di tutti, una frase da studiare nelle facoltà di psichiatria: "Chi giudica non nomina, chi nomina non giudica".

A Bruxelles sono rimasti esterrefatti e hanno chiesto, ufficialmente, di poter usare la strabiliante frase. Pensosi dibattiti sono già programmati nelle ritrovate feste dell’Unità con relatore unico ed obbligatorio il principe degli inciucisti, Luciano Violante.

La Riforma, il Democristiano con i Nei, aveva promesso di portarla entro fine giugno. Siamo un po’ in ritardo ma intanto i titoli sono già fatti. I contenuti? Quelli verranno, magari in campagna elettorale, la prossima. Intanto lancia "un grande dibattito fino a settembre" sulla giustizia. Nelle spiagge i bagnini approntano già le sedie per i dibattiti. Vai dal salumiere e si parla di giustizia, dal parrucchiere, fra una sfoltatina ai baffi e uno shampoo, parlano che la giustizia "per 20 anni è stata un tabù". Insomma, una grande rottura di coglioni.

Lui la chiama "democrazia partecipata" e nel dibattito vuole investire pure "i direttori di giornali". Probabilmente il direttore di girodivite fra poco riceverà una missiva: "Cosa pensa della mia riforma della giustizia?". Ma forse Renzi non pensava a girodivite quanto piuttosto ai grandi giornaloni, quelli da 60 pagine ed oltre. Che per altro sono tutti dalla sua parte, come sempre sono stati dalla parte del potere, da De Gasperi a Berlusconi.

Al catechismo gli avevano insegnato di non dire bugie, ma dalla sua faccia si capisce che è un cattolico con l’elastico e la sua etica se la stiracchia secondo convenienza. Come succede a tutti quelli che si sentono indispensabili, queste cose le afferma con un’aria misteriosa e certamente non modesta, da Kerenski dell’Arno. Anche questi era laureato in legge come Renzino e fu membro dell’ala destra del Partito dei socialisti-rivoluzionari, grande oratore e trascinatore di folle, come, del resto, il Fonzino.

Intanto i migranti muoiono, gli operai perdono il posto di lavoro, i pensionati vedono falcidiare le loro pensioni, i piccoli negozi chiudono, i disoccupati aumentano (siamo al 13,6%). Tuttavia non dovete perdervi d’animo. Tiberio, ad esempio, il posto di lavoro l’ha trovato. Chi è Tiberio? E’ un fotografo, casualmente di Rignano sull’Arno, che è approdato a Palazzo Chigi come fotografo ufficiale. E fra una foto e l’altra c’è tempo anche per altre riforme. Ad esempio, sino ad oggi, per presentare leggi di iniziativa popolare ci volevano 50 mila firme. Con Renzi bisognerà raccoglierne 250 mila. Non è una Grande Riforma? E passare, nel giro di una settimana, dall’essere "generazione Erasmus" a "figli di Telemaco" non è forse un’altra Grande Riforma?


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