Vieni. Entra. Ti stavo aspettando.
Senti quest’odore?
E’ la mia carne che sta marcendo.
Sposta un lembo del lenzuolo.
Io non posso farlo.
Guarda.
Le mie piaghe sono scure e putride.
Dai bubboni forati esce
un fluido denso, cremoso.
Non so dire di che colore sia.
E’ vero. Non c’è nessuno.
Sono scappati tutti.
Sul pavimento hanno lasciato
il loro vomito.
Apri la finestra per favore.
Senti l’aria fresca?
E’ l’alba. Io sono pronta. Andiamo.
Oggi mi sei molto cara sorella morte.
Sgusciami da questo misero involucro terreno.
Dammi la mano. Scappiamo verso l’ignoto.
Ovunque esso sia...Sarà bellissimo.