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Solidarietà a Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi, rimosso senza motivazioni dall’incarico

di Redazione - sabato 17 febbraio 2018 - 1824 letture

Il presidente del Parco Regionale dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, rimosso dal suo incarico, è stato un ottimo presidente in una realtà in cui svolgere coerentemente questo ruolo costringe a trovarsi spesso in prima linea nel tentativo di contrastare i numerosi affari, spesso illeciti, che premono alle porte di un’area protetta.

Il dott Antoci fu il primo italiano a ricevere nel 2016 da Europarc il premio Alfred Toepfer, riconoscimento che attesta l’impegno e l’efficacia svolta nella conservazione della natura e della biodiversità.

A causa di questo suo impegno in difesa della natura, opponendosi agli interessi illeciti, nel maggio del 2016 subì un attentato che lo costringe a tutt’oggi a vivere sotto scorta.

In considerazione di tutto questo ci sembra decisamente incomprensibile e preoccupante la sua rimozione da parte del Governatore Musumeci solo da pochi mesi alla guida della Regione.

Non conosciamo le motivazioni, certo queste nulla hanno a che vedere con una cattiva gestione del parco, quanto piuttosto mirano ad una radicale trasformazione di tutta la governance dei parchi regionali.

Questa decisione da parte del Governatore Musumeci ci sembra un segnale decisamente inquietante che vuol segnare probabilmente una discontinuità con il tentativo avviato, quanto meno nel Parco dei Nebrodi, in cui il dott. Antoci ha svolto la sua encomiabile opera di tutela.

Questa rimozione espone per altro il deposto presidente ad una pericolosa vulnerabilità nei confronti di coloro che appena due anni fa attentarono alla sua vita, senza per altro riuscire a modificare l’impostazione di tutela della natura e di legalità che il deposto direttore ha tenacemente perseguito.

Pertanto la Federazione nazionale Pro Natura conferma piena solidarietà a Giuseppe Antoci.

Mauro Furlani

Presidente Federazione Pro Natura


Comunicato stampa della Federazione nazionale Pro Natura, di cui Natura Sicula fa parte, per esprimere solidarietà a Giuseppe Antoci, coraggioso presidente del Parco dei Nebrodi, ingiustamente rimosso dal neogovernatore della Sicilia, Musumeci. Antoci nel 2014 aveva introdotto l’obbligo di passare dalla certificazione antimafia alle aziende agrarie (spesso legate alla mafia rurale) che prendevano in affitto i pascoli del parco per poi chiedere i fondi agricoli europei. Prima del protocollo Antoci, per fondi sotto i 150 mila euro, bastava una semplice autocertificazione. L’affare era conveniente. Ad esempio, per 1000 ettari si pagava mediamente al parco un affitto di 52 mila euro l’anno per 9 anni, e si ricevevano fondi europei per 500-550 mila euro l’anno direttamente sui conti correnti in maniera legalizzata e senza rischio. Un giochino che durava da decenni! Il protocollo Antoci è stato recepito dal nuovo codice antimafia il 27 settembre 2017 e adesso è applicato in tutta Italia. La domanda nasce spontanea: ma il presidente della regione Sicilia Musumeci sta dalla parte dell’antimafia o della mafia rurale? Mi sa che gli è arrivato il conto degli elettori.

Natura Sicula onlus



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