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Soccorsi in mare e inchieste giudiziarie


La posizione di ActionAid su questo combattuto argomento di attualità che, spesso, nasconde retroscena ben diversi da un semplice scrupolo di coscienza.
mercoledì 17 maggio 2017 , Inviato da Redazione - 1077 letture

ActionAid Italia non è impegnata direttamente nelle operazioni di salvataggio nel mar Mediterraneo, né nella gestione di fondi destinati all’accoglienza e all’integrazione di migranti nel nostro Paese. È tuttavia con profonda convinzione che partecipiamo agli sforzi dei network e delle rappresentanze di cui facciamo parte, per rivendicare alcuni semplici principi:

- Il lavoro della magistratura è sempre prezioso per far luce su qualsiasi comportamento illecito da chiunque commesso. È nostro interesse, di cittadini ancor prima che di operatori in ambito sociale, che le indagini siano serie e condotte secondo i più alti standard e le tutele che il nostro ordinamento garantisce a chi sia interessato dalle stesse, che si tratti di persone fisiche o giuridiche. Certamente risulta di dubbia opportunità la diffusione pubblica di accuse generiche (e anche specifiche) rispetto a fatti che la magistratura ancora non abbia appurato: si tratta di un modo di fare che non appare in linea con una democrazia matura in cui l’informazione venga usata per permettere un dibattito fruttuoso e fertile.

- Il diritto internazionale (e non l’opinione di chicchessia) articola il cosiddetto “imperativo umanitario” che riguarda peraltro non solo le ONG, ma chiunque, soggetti pubblici e privati. Di fronte alla necessità di salvare vite umane esiste un obbligo di intervento per chi ne abbia i mezzi. È uno scandalo dei nostri giorni che alcune forze politiche, e rappresentati delle istituzioni nazionali ed europee, ventilino l’idea che si possa rinunciare al rispetto dell’imperativo umanitario. È doveroso l’appoggio morale alle operazioni in mare, a patto che tale opera sia eticamente svolta. È uno scandalo anche che le istituzioni preposte non allochino i mezzi necessari a salvare le vite di persone che sono in pericolo, a prescindere dal modo in cui arrivano a trovarsi in tali situazioni. È uno scandalo che ci sia chi alimenta le polemiche diffondendo notizie false o parziali sui costi dell’accoglienza e i “privilegi” presunti che sarebbero garantiti ai migranti. ActionAid ha avuto modo di evidenziare le responsabilità delle istituzioni europee e italiane in tal senso e continuerà a farlo, tra l’altro attraverso un noto e apprezzato lavoro di monitoraggio delle politiche e delle pratiche adottate dalle istituzioni. Quanto al modo fazioso con cui si esprimono alcuni leader politici crediamo che ciascuno risponda al proprio bacino di riferimento, ma tutti dovrebbero fare uno sforzo di responsabilità rispetto alla completezza delle informazioni di cui fanno uso, se si candidano alla rappresentanza della comunità nazionale nel pieno rispetto dello spirito della Costituzione.

- Il concetto di “accountability” di cui ActionAid si fa promotrice nel nostro Paese e nel mondo va ben oltre il dovere assoluto di rispettare la legge e assicurare trasparenza sulla gestione delle risorse (in merito al quale l’organizzazione ha articolato rigidi standard di controllo sottoponendosi a misure volontarie e addizionali come il sistema 231, il controllo di revisori esterni ecc). Il “nostro” concetto di accountability riguarda più profondamente l’impatto che il lavoro di staff e attivisti produce sull’ambiente circostante: per questo abbiamo sistemi di monitoraggio, valutazione e riorganizzazione progressiva del lavoro che siamo orgogliosi di promuovere in tutte le sedi (Accountability, Learning and Planning System) e che ci obbligano sia a rendere pubblici i dati su di noi (Accountability Charter, Opencooperazione, ecc), sia a chiedere conto alle istituzioni di come vengono impiegate le risorse pubbliche (noto l’impegno di ActionAid per esempio in Donne che Contano), sia – infine – a promuovere una partecipazione attiva dei cittadini (per esempio con il Festival della Partecipazione), come antidoto vero alla disgregazione di una società in cui si tende a preferire l’accusa sterile alla proposta fattiva.

Ci auguriamo che magistratura, forze politiche, media sappiano riconoscere questi elementari principi, prendendo coscienza dell’importanza del ruolo che tutti giocano nel delicato frangente in cui ci troviamo. Alle organizzazioni che dovessero confrontarsi con la documentata e a quel punto sgradevole circostanza di dover affrontare illeciti commessi da proprio personale o attivisti, auguriamo di risolvere tali situazioni con tempestività e nel pieno rispetto dei valori più profondi che animano gli attori civici di cui ActionAid è onorata ed orgogliosa di far parte. Ci auguriamo anche che il prezioso lavoro che svolgono nell’interesse esclusivo di chi si trova in condizioni di bisogno non ne venga rallentato o infangato e che non siano disperse preziose energie che verrebbero distratte in tal modo dalla missione delle stesse organizzazioni.

Proprio sulla base dei valori di cui ci sentiamo portatori, restando leale all’ambizione trasformativa della società in senso pienamente e compiutamente democratico, ActionAid rimane disponibile a fornire qualsivoglia informazione sul proprio operato e a partecipare a dibattiti seri e profondi sul ruolo delle organizzazioni civiche, delle istituzioni e di chiunque sia interessato a un dialogo informato e trasparente.


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