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Siria, nella Ghouta strage senza fine

Sono oltre 70mila i civili ormai allo stremo nella città sotto assedio e sottoposta al blocco dei convogli umanitari. Sono urgenti aiuti medici, cibo e acqua e bertà di movimento per i soccorritori. (Reportage a cura di Agire.it)
di Redazione - giovedì 12 aprile 2018 - 1283 letture

E’ sempre più drammatica la situazione in Siria per i civili ancora intrappolati negli scontri e bombardamenti tra esercito governativo e gruppi islamisti. E’ arrivato almeno a 100 il numero di persone che hanno perso la vita in un attacco chimico nella città siriana di Duma, dove sono presenti ancora gruppi ribelli al regime siriano nella regione della Ghouta orientale. I medici e i soccorritori hanno registrato oltre mille feriti, soprattutto donne e bambini.

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Sono oltre 70mila i civili ormai allo stremo nella città sotto assedio e sottoposta al blocco dei convogli umanitari. Sono urgenti aiuti medici, cibo e acqua e bertà di movimento per i soccorritori. Le vittime dall’inizio del 2018 nell’area secondo le Nazioni Unite potrebbero superare quota 2mila. Una crisi che, tra atrocità e uso indiscriminato della violenza, non sembra trovare soluzioni politiche, si fa più concreta invece la minaccia di un escalation militare tra le potenze coinvolte nel conflitto, a partire dagli Stati Uniti.

Dal 9 aprile, come riporta Ansamed, è stato raggiunto un accordo tra miliziani e Russia che prevede la deportazione dei miliziani siriani asserragliati a Duma verso il nord della Siria, assieme ai loro familiari. Già 26 pullman hanno trasportato più di 2000 persone tra miliziani e loro parenti da Duma ai confini della Ghuta, l’area vicino Damasco. Superati i controllo di sicurezza, prosegue l’Ondus, il convoglio di pullman proseguirà il viaggio verso il nord della Siria, nel distretto di Jarablus, in un’area controllata dalla Turchia e vicina al confine turco.

AGIRE chiede che il cessate il fuoco e la tregua umanitaria per i soccorsi, finora ignorata, vengano finalmente rispettati dopo questi tragici eventi, il via libera per gli operatori e i convogli umanitari in soccorso della popolazione civile.

Le ONG del network AGIRE sono attive in Siria, Iraq, Giordania, Libano, per portare aiuti concreti ai rifugiati e agli sfollati dal conflitto, assicurare cure mediche e supporto psicologico ai più fragili, donne e bambini, che hanno vissuto il trauma della guerra.


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