E’ difficile essere tempestivi nel seguire le vicende che coinvolgono una città quando il destino si accanisce e aggrava, in una frazione di secondo, il tentativo di documentare le conseguenze della follia umana.
C’eravamo occupati, la scorsa settimana, dello scandalo delle "patenti facili" che aveva caratterizzato la cronaca di Siracusa e dei suoi automobilisti, imprudenti e arroganti e con le loro autorizzazioni a guidare, non sempre ottenute con mezzi leciti.
Avevamo provato a colpire la sensibilità dei cittadini, soffermandoci a riflettere a come queste "sufficienze" ricadessero su tutta la collettività con incidenti stradali forse evitabili, con giovani morti assurde e la speculazione di chi, con solo 50 euro, abilitava autisti sprovveduti a percorrere strade insicure, rappresentando un pericolo per sé stessi e per gli altri.
Non c’è voluto molto tempo per avere le conferme. La realtà, come molte volte capita, supera di gran lunga gli allarmismi che l’incuria e il qualunquismo diffondono. Sabato notte, sulla ex strada statale 114, nel tratto a nord di accesso alla città di Siracusa, un gravissimo incidente che ha coinvolto due auto e due motorini, ha causato la morte di una ragazza di 15 anni e il ferimento di un’altra di 22 anni, che conduceva uno dei due scooter.
Il bilancio della tragedia è stato aggravato dal conducente del secondo scooter, un ragazzo di 18 anni, che ha riportato diversi traumi e in modo particolare da uno dei passeggeri delle due auto, che dalle notizie provenienti dall’ospedale Cannizzaro dove è stato ricoverato, danno segnali preoccupanti sulla sua sorte.
Il luogo della tragedia, Contrada Targia, è stato protagonista più volte di gravissimi incidenti stradali con conseguenze spesso mortali. Le autorità stanno indagando sulla dinamica di questo ennesimo caso, ma quando saranno in grado di farlo, saremmo certi di essere di fronte, ancora una volta, ad un mezza verità.
Due anni fa, nello stesso tratto, un carabiniere di 41 anni, Sebastiano Fortuna, perse la vita intrappolato tra le lamiere della sua auto, casualità, una notte tra sabato e domenica. Sappiamo di poter essere tacciati come demagogici e strumentali, ma corriamo il rischio volentieri: da voci indiscrete, che prendiamo con la dovuta cautela, la dinamica dell’incidente di sabato scorso è molto contraddittoria se si considera che, sembra che gli occupanti dei due scooter non avessero il casco. Su questo dato, c’è da pensare che non si discosti troppo dalla verità, visto il poco utilizzo che se ne fa a Siracusa. Altra notizia, raccolta sempre con cautela, vedrebbe i protagonisti degli automezzi, impegnati in una sorta di gara privata sulle strade cittadine.
Se quest’ultima informazione fosse vera, non possiamo non chiederci come questo sarebbe stato possibile se la strada fosse stata controllata da qualche blocco posto dalla polizia stradale. Consideriamo, inoltre, che in zona è stata aperta una discoteca di recente e dovrebbe essere scontata la presenza delle forze dell’ordine, tutte le fine settimana.
Ma torniamo a Sebastiano Fortuna. Pensando a questo sfortunato appuntato dei carabinieri e alla sua tragica morte, sappiamo che molti lo hanno già deposto nell’oblio. Si tratterà solo di aspettare un po’ di tempo per dimenticare anche la quindicenne di sabato notte e i problemi della sicurezza stradale che attanagliano Siracusa.
Fino al prossimo incidente mortale.
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