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Sindaci contro il dl sicurezza, sospeso a Palermo e Napoli

di Redazione - giovedì 3 gennaio 2019 - 1314 letture

Il primo ad annunciarlo è stato Leoluca Orlando: "Provvedimento criminogeno" ed è scontro con Salvini: "Si occupi dei tanti problemi della città". Al sindaco di Palermo si associa poi De Magistris: Napoli non applica norme contro la Costituzione. Critico Nardella: Firenze non si piega al ricatto. Per il sindaco di Parma, Pizzarotti, "il decreto Salvini lascia aperto un vulnus"

"Siamo davanti ad un provvedimento criminogeno: ci sono migliaia, decine di migliaia di persone che oggi risiedono legalmente in Italia, pagano le tasse, versano contributi all’INPS e fra qualche settimana o mese saranno ’senza documenti’ e quindi illegali. Questo significa incentivare la criminalità, non combatterla o prevenirla", sottolinea Orlando illustrando la nota inviata al capo area dell’Anagrafe per chiedere di svolgere un’approfondita analisi dei profili giuridici che derivano dal Decreto sicurezza. Nell’attesa, il sindaco di Palermo ha disposto "di sospendere, per gli stranieri eventualmente coinvolti dalla controversa applicazione della legge, qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona con particolare, ma non esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica". Il Decreto sicurezza è "un provvedimento disumano perché, eliminando la protezione umanitaria, toglie ogni residuo di comprensione nei confronti del dramma dei migranti", prosegue Orlando rispondendo al vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ("Con tutti i problemi che ci sono a Palermo, il sindaco sinistro pensa a fare ’disobbedienza’ sugli immigrati...", aveva scritto questa mattina sui social).

Salvini: Orlando si occupi dei tanti problemi della città

E di nuovo, nel primo pomeriggio, Salvini torna all’attacco: "Sarò presto a Palermo per consegnare ai cittadini una villa vista mare confiscata a un mafioso. Spero che nel frattempo il sindaco trovi il tempo di occuparsi dei tanti problemi della sua città, invece di disobbedire alle leggi sull’immigrazione approvate dal Parlamento".

De Magistris: Napoli non applica norme contro la Costituzione

"Dall’inizio abbiamo sempre detto che non si tratta di una questione nominativa di sospendere una legge che, in quanto tale non si può sospendere. Noi a Napoli abbiamo sempre dato una direttiva: le leggi si applicano solo in maniera conforme alla Costituzione. Più che un atto di disobbedienza civile è un atto di obbedienza costituzionale". Lo afferma all’Adnkronos il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che, interpellato sull’iniziativa del collega di Palermo Leoluca Orlando, ricorda la posizione presa dalla sua amministrazione sulla parte del decreto sicurezza relativa ai migranti. "Una legge in contrasto alla Costituzione a Napoli non sarà applicata, la nostra amministrazione si è sempre orientata in questo modo.

Non abbiamo bisogno di nessun atto - sottolinea De Magistris - Io sono orgoglioso di un’amministrazione dove non c’è bisogno di una direttiva autoritaria politica, ma dove la direzione è condivisa. La parte della legge sicurezza in contrasto con la Costituzione, con i diritti come l’uguaglianza, l’asilo, il fatto di avere tutti gli stessi diritti e doveri, non verrà assolutamente applicata".

Nardella: Firenze non si piega al ricatto

"Firenze non si piegherà al ricatto contenuto" nel decreto sicurezza "che espelle migranti richiedenti asilo e senza rimpatriarli li getta in mezzo alle strade. Il fatto grave del decreto è che individua un problema, ma non trova una soluzione. Ci rimboccheremo le maniche perché Firenze è città della legalità e dell’accoglienza, e quindi in modo legale troveremo una soluzione per questi migranti, fino a quando non sarà lo Stato in via definitiva a trovare quella più appropriata".

Così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, a Palazzo Vecchio, a margine della presentazione del nuovo masterplan degli spazi culturali nel centro storico, rispondendo a una domanda sulla sospensione degli effetti del decreto sicurezza a Palermo. "Il governo non sta facendo i rimpatri che aveva promesso di fare - ha aggiunto Nardella -. Come Comune ci prenderemo l’impegno di non lasciare nessuno in mezzo alla strada, anche sequesto comporterà per noi un sacrificio in termini di risorse economiche. Non possiamo permetterci di assistere a questo scempio umanitario. Riteniamo che molti di questi migranti siano persone animate da buonissime intenzioni, che vogliono fare qualcosa di positivo per questo paese e che magari potrebbero essere integrate in modo corretto". "Siamo già a lavoro - ha concluso - e abbiamo deciso di aprire un tavolo con tutto il mondo del terzo settore, del volontariato, del privato sociale, che già rappresenta un protagonista fondamentale in tutto quello che è il processo di governo dei flussi dei migranti".

Pizzarotti: decreto Salvini lascia aperto vulnus

"Dal punto di vista politico sono assolutamente d’accordo che si debba affrontare il problema, visto che il decreto sicurezza lascia aperto un vulnus rispetto a stranieri e richiedenti asilo che non riescono a fare le cose più basilari. Dal punto di vista amministrativo non è chiaro come faccia Orlando a chiedere agli uffici di non applicare una legge". Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti commenta così l’iniziativa di Orlando.

"I funzionari applicano le leggi - dice Pizzarotti - e oggi le leggi prevedono questo: non si capisce qual è l’atto amministrativo con cui si possa sospendere una legge dello Stato. Bisogna capire qual è il percorso. Detto questo, quello che pone Orlando è sicuramente un tema che va affrontato, anche come Anci, perché il problema determinato dal decreto sicurezza ricade su tutti". -

Fonte: RaiNews.



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