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Simona Mafai

di Redazione - domenica 16 giugno 2019 - 652 letture

Care amiche e cari amici, compagne e compagni,

questa mattina, 16 giugno 2019, ci ha salutato Simona Mafai, madre, donna, guida politica e culturale, riferimento per molti di noi. Ci mancheranno il suo amore e le sue parole, il suo costante desiderio di capire e vivere pienamente fino alla fine, la sua capacità di infondere fiducia e motivare all’impegno. Viva la sua costante capacità di “fare appello alla nostra intelligenza, opponendo alla violenza l’ascolto; all’autoritarismo, il pluralismo”.

Nel grande dolore ci lascia moltissimi ricordi straordinari da custodire e condividere.

Questo pomeriggio dalle 17:00 sarà possibile visitare la camera ardente allestita a Villa Niscemi. Domani si svolgeranno i funerali nella stessa sede alle ore 12:30.

Raffaella De Pasquale, Sabina de Pasquale, Giuseppe Zimmardi, Gaetano Cipolla, Nicola Cipolla, Ruggero Cipolla.


Non posso dire di essere stata amica di Simona Mafai: certamente la conoscevo e la stimavo molto. Abbiamo avuto diverse conoscenze in comune, abbiamo condiviso alcune preziose amicizie e affetti grandi. Amo molto questa foto: per la foto in sè, per le donne che ci sono ritratte, perché eravamo in un posto significativo come l’Istituto Gramsci, perché proiettavamo un film, una video-intervista a Luciana sulla sua militanza comunista.

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Sulla destra: Anna Bucca e Simona Mafai.

L’anno prima Simona aveva presentatato a Palermo un libro di Luciana e tutte due avevano condiviso con chi c’era la narrazione di parte del loro percorsi politici. Anche se donne molto diverse e anche se le loro scelte da un certo punto in poi erano state piuttosto differenti, io ho spesso associato nella mia mente Simona e Luciana: per il PCI, per la loro mente lucida, per lo stretto rapporto personale che avevano con Nicola Cipolla, per il senso di appartenenza politica che trasmettono. Non condividevo le posizioni politiche più recenti di Simona Mafai, ma questo non me la ha mai fatta considerare altro da me rispetto al posizionamento a sinistra. Mi dispiace davvero molto, sinceramente, che non ci sia più. Un abbraccio a tutti i suoi cari.

Anna Bucca


Palermo, morta l’ex senatrice Simona Mafai

E’ morta stamani, nella sua abitazione di Palermo, Simona Mafai, 91 anni, storica dirigente del Partito comunista, fondatrice della rivista Mezzocielo e spirito critico della sinistra italiana. La camera ardente sarà allestita dalle 17 a Villa Niscemi. I funerali domani alle 12 sempre a Villa Niscemi.

Simona Mafai, figlia dei pittori Mario Mafai e Antonietta Raphaël, era la sorella della giornalista e scrittrice Miriam. Con le sorelle Miriam, che è stata anche la prima presidente donna della Federazione nazionale della stampa, e Giulia era stata espulsa dalla scuola pubblica dopo le leggi razziali del 1938. Da Genova, dove la famiglia si era trasferita, è ritornata a Roma dopo la caduta del fascismo, il 25 luglio 1943.Si trasferisce in Sicilia nel 1952, dopo aver sposato Pancrazio De Pasquale, dirigente del Pci e poi presidente dell’Assemblea regionale siciliana. Nel 1976 è stata eletta senatore per il Partito comunista italiano, carica che ha tenuto fino al 1979. Nel 1980 è diventata consigliere comunale di Palermo per il Pci ed è stata rieletta nel 1985, fino al 1990, quando ha lasciato il partito.

La Mafai è stata sempre impegnata nel sociale e nella politica. Dopo essersi trasferita nel 1967 a Palermo è coinvolta nei movimenti studenteschi e nel sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto del 1968. E’ in prima linea nelle lotte per le leggi sul divorzio e sull’aborto. Dopo l’esperienza in Senato, viene eletta consigliere comunale a Sala delle Lapidi dove svolge il ruolo di capogruppo del partito. Sono gli anni della grande guerra di mafia e la Mafai è una voce importante dell’antimafia. Dopo l’esperienza in Comune, e lasciato il partito nel 1990, è tra la fondatrici della rivista «Mezzocielo», che diventa in breve tempo in riferimento culturale e un laboratorio di approfondimento e di battaglie dei principali temi che coinvolgono la società italiana e siciliana. Nell’ultimo numero c’è anche un suo articolo ("La battaglia delle parole") in cui analizza l’uso di alcuni termini del linguaggio politico come "popolo", "cambiamento" e "sovranità".

Simona Mafai è stata sempre, ed è rimasta sempre, un riferimento per il mondo della sinistra palermitana e siciliana. Una voce spesso fuori dal coro, una coscienza critica della città e delle trasformazioni della sinistra nell’Isola e non solo. Sempre impegnata nel sociale, sempre pronta ad alzare la voce contro l’abbandono delle periferie, contro la mancanza di pari opportunità per le donne, contro la mafia e l’inciviltà.

"La scomparsa di Simona Mafai è la scomparsa di una protagonista della vita culturale e politica del nostro Paese, fortemente legata alla Città di Palermo, nella quale ha promosso in tempi lontani battaglie profetiche per i diritti di tutti e per i diritti in particolare delle donne", dice il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. "L’impegno di Simona Mafai - prosegue - in coerenza con prestigiosissimi suoi familiari del mondo dell’arte e della cultura, è stato un dono alla comunità nazionale e in particolare alla comunità di Palermo, una città che oggi è certamente cambiata sul versante della sensibilità per i diritti anche grazie alle sue battaglie. La gratitudine e l’ammirazione in questo momento si unisce al cordoglio per i suoi familiari e per tutti coloro che hanno condiviso, anche non conoscendola personalmente, le sue coraggiose battaglie".

Fonte: Repubblica Palermo


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