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Sicurezza: siamo ultimi in Europa


Un rapporto della commissione europea ci relega al fondo della classifica della sicurezza
mercoledì 9 giugno 2004, di Giovanni Battaglia - 1782 letture

All’indomani della strage di Madrid,avvenuta lo scorso 11 marzo, i capi di Stato dell’unione europea avevano sottoscritto un accordo per attivare misure straordinarie di sicurezza.

Per l’Italia, in quel summit del 25 marzo, era presente il primo ministro Silvio Berlusconi, che si era impegnato a mettere in atto i sei provvedimenti "non più tardi del mese di giugno 2004".

martedì 8 giugno, l’olandese Gijs De Vries, ha presentato (su incarico dei capi di stato europei) una relazione in cui si fa il punto, paese per paese, delle misure attivate.

L’Italia di Berlusconi, risulta inadempiente su ben quattro delle sei misure antiterrorismo: squadre investigative comuni, lotta al riciclaggio, mandato d’arresto europeo, identificazione e confisca degli strumenti e delle procedure criminali.

In poche parole, l’unico governo esposto in prima linea si è fatto trovare impreparato all’interrogazione del parlamento europeo.

Hanno superato la verifica Gran Bretagna, Francia, Danimarca, Portogallo e Finlandia con sei provvedimenti su sei attivati, mentre Germania, Olanda e Svezia seguono con cinque su sei.

Insomma, l’Italia occupa tristemente il fondo della classifica, in compagnia della Grecia, avendo provveduto a mettere in atto solo le misure antiterrorismo e alcune specifiche norme di cooperazione giudiziaria e di polizia.

La situazione è certo imbarazzante ma non stupisce particolarmente se relazionata alla gravissima vicenda del mandato di arresto europeo, entrato in vigore il 1° gennaio 2004 (serve a snellire la procedura di estradizione) e attivo in 17 paesi su 25.

De Vries, in un incontro a Washington con il ministro della giustizia americano Ashcroft, e con il responsabile della sicurezza interna Ridge, ha sottolineato l’importanza della collaborazione fra gli stati perché "nessun paese può vincere questa battaglia lottando da solo". Dopo l’avvertimento, De Vries ha tentato di giustificare la semplicità delle misure adottate dall’unione, dicendo che ogni paese, nelle materie riguardanti la giustizia e le investigazioni, ha pieno potere nelle decisioni, in quanto politiche estranee al criterio comunitario.

La situazione è allarmante anche per i dati sulla criminalità interna diffusi dall’ISTAT: i crimini sono aumentati in un anno del 10,1% . Aumentano gli omicidi e le rapine, il racket delle estorsioni è cresciuto del 3,4% e i furti dell’1,8% . La percentuale di crescita più alta spetta agli attentati con il 14,7%, mentre subisce una lieve flessione il traffico di droga.

A questo punto gli Italiani sono confusi: credere all’ISTAT o ai manifesti di Berlusconi & Co.che proclamano città più sicure? La soluzione, secondo il ministro dell’interno Pisanu è semplice: più poliziotti di quartiere per tutti!

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1 maggio 2006, di : Marinella

Macchè sicurezza? Ma quale terrorismo? Dov’è il terrorismo in Italia? Fra poco in Italia ci saranno più sbirri che abitanti normali. E ancora ci manca lo sbirro di quartiere! Che se li metta Pisanu in casa sua gli sbirri, e lasci in pace la gente! CHI CI PROTEGGE DAGLI SBIRRI? CHI CI PROTEGGE DALLO STATO DI POLIZIA?
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