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Sicilia ingovernabile


Con Crocetta sale a tre il numero dei governatori che hanno fallito nella difficile arte di governare la nostra terra
martedì 11 luglio 2017 , Inviato da Emanuele G. - 640 letture

E’ ora che noi siciliani, riconosciuta la drammaticità della situazione in cui versa la nostra terra, si faccia una severa autocritica. Ossia che la nostra Sicilia è di fatto un’entità territoriale ingovernabile.

Non è più possibile divagare o girare la faccia altrove. Se tutti noi intendiamo esprimere vero amore nei confronti della terra che ci ha visti nascere abbiamo una sola cosa da fare: ammettere che abbiamo fallito tutti quanti.

Il fallimento della Sicilia lo si può notare, innanzitutto, dalle vicende politiche regionali. Quest’anno si conclude il governatorato di Crocetta. Un governatorato fallimentare sotto ogni punto di vista. Un fallimento che trae origine dai medesimi fallimenti dei governatorati di Lombardo e di Cuffaro.

Oramai non si ricorda da quanti anni la Sicilia non esprima un governo appena appena sufficiente per le innumerevoli situazioni di criticità che sono all’attenzione di noi tutti cittadini.

Sembra che stiamo assistendo al convergere di tre fallimenti in un unico, gigantesco ed inquietante. Infatti, non esiste solo il fallimento della politica, ma dobbiamo registrare anche quelli dell’amministrazione e dei cittadini.

La politica - intendo dire l’attività del Governatore Crocetta e dell’ARS - ci ha abituati a debacle al dir poco epocali. Quanti provvedimenti di codesta legislatura sono stati cassati dal governo centrale ed altri organismi dello Stato? Avevamo uno Statuto considerato il documento più avanzato al mondo in termini di autonomia territoriale che è stato scientemente sabotato nel corso degli ultimi decenni.

Ogni giorno constatiamo che l’amministrazione - in altri termini la burocrazia - è bloccata da una montagna di leggi che si contraddicono fra di loro e da una serie impressionante di inefficienze. Poi quando comincia a porre in essere pratiche afferenti al penale...

E che dire del fatto che in Sicilia la figura del cittadino ossia di “persona conscia del fatto che è inserito in un contesto sociale” non esiste? E’ da cittadini lo sporcare le strade, posteggiare in doppia fila, evadere le tasse e cercare continuamente il favore?

Se si scorge la cronaca risalta evidente che in nessun campo la Sicilia appare un’isola normale. Incendi fuori controllo. Trasporti caotici. Una linea ferrata - la Catania Caltagirone Gela - interrotta da sei anni. Un’assistenza sanitaria difficoltosa. Un welfare inesistente. Un bilancio regionale di fatto cassato. Una disoccupazione terribile. E l’elenco potrebbe durare pagine e pagine.

Capirete che in tale contesto la mafia può benissimo far suonare a festa le proprie campane! Non ha più bisogno di sparare per affermare il proprio dominio sanguinario sul territorio e sugli uomini. Sono le inefficienze degli altri (politica, amministrazione e cittadini) che la stanno aiutando oltre ogni ragionevole, quanto umano, limite.

Sciascia aveva definito Palermo "irredimibile"... Orbene lo è, purtroppo, tutta la Sicilia.

L’unica cosa che potrà fare il prossimo Governatore, se ha veramente a cuore la sua/nostra Sicilia, è di portare in tribunale i conti della regione perché è venuto il momento di comprendere con dati di fatto inoppugnabili il NON GOVERNO della Sicilia. Altrimenti si andrà ancora più fondo. Oppure, c’è un piano per svendere per quattro vili denari a chissà chi la nostra bellissima quanto tragica isola?


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