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Sicilia in Piazza a Noto

Presentazione del libro fotografico del messinese Armando Rotoletti, ieri sera a Noto al Convitto delle Arti.
di Piero Buscemi - venerdì 27 luglio 2018 - 1515 letture

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Copertina Sicilia in Piazza

Dopo 156 giorni di riprese, 7.000 Km percorsi attraversando la Sicilia da Est a Ovest e da Nord a Sud, 256 mail spedite alle amministrazioni comunali per chiedere di liberare le piazze da autoveicoli e attrezzature di ristorazione che ne sconvolgono la fisionomia, Armando Rotoletti, affermato fotografo di reportage e ritrattista di origine messinese, ci presenta in questo volume 82 piazze siciliane come non le abbiamo mai viste. Le sue piazze sono vuote, e aspettano le persone, invitano a fantasticare, sgomentano, ammaliano, annichiliscono, sorprendono.

Di questo libro scrive lo storico dell’arte Salvatore Settis: «In Sicilia la piazza è scenografia che non risponde a nessun copione, se non a quello della vita pulsante di quella città. La piazza è in Sicilia (anzi in Italia) la creazione più originale di un’idea di città che ne fa non solo la tana o il nido, ma il tempio degli umani, il teatro della vita politica e sociale. Perciò l’impresa siciliana di Rotoletti ha qualcosa di eroico (per le difficoltà certo incontrate di fotografare le piazze senza i mille ammennicoli che le invadono), ma soprattutto è innervata di bellezza e di speranza.»


Siamo stati a Noto, il 26 luglio 2018, alla presentazione del libro fotografico di Armando Rotoletti. Una splendida Noto illuminata dal rosso del tramonto, e la cornice anch’essa splendida del Convitto delle Arti (siamo in pieno centro storico, via Vittorio Emanuele 91). Le foto di Rotoletti sono davvero splendide. Se compito dell’artista è quello di sorprenderci cambiando il punto di vista, facendoci vedere cose che non vedevamo prima proprio grazie al mutamento di prospettiva, Rotoletti assolve al suo compito. Un’impresa davvero eroica: riuscire a farsi dare l’autorizzazione a svuotare le piazze normalmente intasate e rese invivibili delle piazze siciliane, e fotografarle cambiandone la prospettiva. La piazza, luogo scenico centrale della città, torna visibile. E’ quello che da sempre abbiamo perseguito con il nostro giornale (Girodivite "segnali dalle città invisibili") per cui ci ritroviamo sensibili all’operazione concettuale e architettonica di Rotoletti. La città riconquista la sua identità svuotandosi del superfluo quotidiano, tornando alle proprie "ossa", alla propria materialità primigenia. La luce ritrova se stessa, e la pietra, la curva delle forme, il particolare. Anche grazie alle foto di Rotoletti non possiamo non pensare a quanto sarebbero più belle e più vivibili i centri storici delle nostre città senza automobili e riconquistate a una dimensione "slow", alla vita più a misura d’uomo/donna.

Il pellegrinaggio di Rotoletti, proseguirà in altre città siciliane e speriamo che il pubblico possa accoglierlo più numeroso di quanto non sia avvenuto (purtroppo) a Noto.

Al Convitto le contemporanee, imperdibili mostre su Picasso e Frida Kahlo che invitiamo tutt* ad andare a vedere.


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Armando Rotoletti durante il suo intervento
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Armando Rotoletti durante la proiezione del video
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Armando
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Cellophan small
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Frankie Terranova
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Un libro sulle ginocchia
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Corrado Fianchino
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Palma di Luna small

Il libro, di 132 pagine, f.to 34×32, 82 fotografie, bilingue, it/ing, copertina telata, sovracoperta lucida, potete acquistarlo al costo di € 50,00 scrivendo all’indirizzo armando@armandorotoletti.com e su Amazon.


Armando Rotoletti (Messina, 1958) ha studiato fotografia presso il St. Mary College e il London Polytechnic (ora University of Westminster) a Londra. A Milano, negli anni ’80 si è dedicato al fotogiornalismo e tra il 1985 e il 1995 è stato protagonista di diverse mostre personali e collettive. Nel 1990, su invito di Grazia Neri, è entrato a far parte della sua agenzia, divenendo fotografo-ritrattista di personaggi della cultura, dello spettacolo e dell’economia. I suoi reportage sono stati pubblicati da molte riviste, tra cui i settimanali «Sette» e «Io donna» del «Corriere della Sera», «Vanity Fair», «The Sunday Times». Da una decina d’anni si dedica inoltre a lavori di ampio respiro e di approfondimento sociale – come Casa della Carità. I volti le storie, (2005), dedicato alla fondazione di don Colmegna, o Barbieri di Sicilia, (2007), un viaggio tra le ultime botteghe di barbiere sull’isola – e a paesaggi e volti dei distretti agroalimentari (Langhe, Food Valley): Gente di Barbaresco, (2013), è il primo risultato di questo impegno. Con Circoli di conversazione a Biancavilla, (2013), Rotoletti esplora la realtà antropologica di un paese alle pendici dell’Etna, dal destino incerto e in lotta perenne con la modernità. Un altro suo volume, Valelapena, (2013), racconta storie di riscatto dal carcere di Alba, dove ai detenuti è consentito il lavoro nel vigneto del penitenziario. Scicli, città felice, (2014), è il racconto fotografico di una delle più affascinanti città barocche della Sicilia sudorientale. Nel 2015 ha pubblicato Vino e gente dell’Etna, che documenta lo straordinario territorio del vulcano e il suo rinascimento enoico e Il volto dell’IO, che raccoglie 50 ritratti di filosofi italiani realizzati nel corso dell’ultimo decennio.



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