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Siamo noi l’Europa che accoglie

Si chiude la campagna #WelcomingEurope: più di 65.000 firme raccolte in Italia
di ActionAid - mercoledì 6 marzo 2019 - 1265 letture

Oltre 65.000 firme raccolte in Italia, ben 10.000 in più di quelle previste come quota minima per il nostro Paese. Sono questi i numeri di #WelcomingEurope, la campagna lanciata da ActionAid insieme a tante altre organizzazioni per chiedere alla Commissione Europea, tramite lo strumento dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE), politiche migliori in tema di tutela dei diritti e migrazioni.

Tra gli obiettivi, fermare la criminalizzazione della solidarietà negli Stati membri, creare canali d’ingresso sicuri e legali e garantire tutela legale e accesso alla giustizia ai migranti vittime di abusi e sfruttamento (maggiori informazioni su sito welcomingeurope.it).

Da questo bilancio, tutto positivo per l’Italia, nasce "Siamo noi l’Europa che accoglie!", l’evento di chiusura della campagna, che si è svolto lo scorso 20 febbraio presso l’Aula dei Gruppi della Camera dei Deputati: una rivendicazione forte, a nome delle oltre 140 organizzazioni e soggetti della società civile e delle decine di migliaia di cittadini che hanno partecipato a vario titolo all’iniziativa, in un contesto italiano ed europeo purtroppo sempre più schierato su approcci securitari e di chiusura.

Uno degli aspetti più positivi della campagna è proprio la rete che si è formata: composta da realtà anche molto diverse tra loro, ma tutte unite per l’inclusione, la solidarietà, la dignità e la tutela dei diritti, è sicuramente un patrimonio da conservare. E da cui ripartire.

La stessa compagine aveva promosso recentemente a livello nazionale la campagna Ero straniero. L’umanità che fa bene, raccogliendo, da maggio a ottobre 2017, oltre 90.000 firme su una proposta di legge di iniziativa popolare per superare la legge Bossi-Fini (depositata alla Camera dei deputati il 27 ottobre 2017, e ferma da oltre 16 mesi in Commissione affari costituzionali in attesa di essere discussa).

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Nonostante il successo italiano, purtroppo a livello europeo non è stato raggiunto il milione di firme necessario per poter depositare l’ICE presso la Commissione europea.

Alcune delle proposte, però, grazie a un’intensa attività di pressione dei promotori sulle istituzioni europee, sono già state prese in esame e hanno trovato una prima attuazione.

In particolare, l’ICE chiedeva di rafforzare i programmi di sponsorship, strumento alla base dei corridoi umanitari - attuati con successo da alcune organizzazioni religiose in Italia e in Europa - e di modificare il sistema di accesso ai fondi europei allargando la tipologia di soggetti (enti locali, società civile) che possano promuovere programmi di ammissione umanitaria. Il 24 ottobre scorso, il Parlamento europeo ha adottato il bilancio per l’UE per il 2019 all’interno del quale una parte del fondo FAMI (Fondo asilo migrazione integrazione) è stata destinata proprio alle autorità locali che potranno accedervi direttamente per programmi su asilo e immigrazione, tra cui la "community sponsorship". Il Parlamento europeo ha inoltre approvato l’11 dicembre una risoluzione concernente i visti umanitari chiedendo che la Commissione europea presenti, entro il 31 marzo 2019, una proposta legislativa che istituisca un visto umanitario europeo rilasciato presso ambasciate e consolati all’estero degli Stati membri, alle persone in cerca di protezione in modo che possano raggiungere l’Europa senza rischiare la vita.

Anche in merito alla proposta di modificare la direttiva "facilitazioni" e impedire che si possa essere incriminati per aver prestato aiuto umanitario a persone senza documenti, sono stati fatti dei progressi grazie all’attività dei promotori: il 5 luglio, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione relativa alla creazione di linee guida per gli Stati membri con lo scopo di prevenire la criminalizzazione dell’aiuto umanitario e nel settembre scorso Parlamento europeo e Commissione europea hanno raggiunto un accordo sull’istituzione di un Osservatorio europeo sulla criminalizzazione. Ormai da mesi, alcuni governi hanno adottato misure sempre più restrittive in questo senso, criminalizzando non solo i migranti, ma associazioni, persone singole e istituzioni impegnate nel prestare soccorso e qualsiasi tipo di aiuto umanitario.

Obiettivo dei promotori è ora proseguire nella campagna #WelcomingEurope offrendo al nuovo Parlamento europeo le analisi e le proposte su cui sono state raccolte le firme e rafforzando la rete di realtà coinvolte a livello europeo per un’azione coordinata e quindi più efficace per cambiare le politiche su questi temi cruciali. In Italia, un documento con le proposte e gli obiettivi di #WelcomingEurope sarà consegnato ai candidati alle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo.

A livello nazionale, allo stesso tempo, continueremo a chiedere la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare della campagna “Ero straniero”, che intende affrontare il fenomeno migratorio in tutta la sua complessità, innanzitutto introducendo la possibilità di regolarizzazione per i cittadini stranieri già radicati nel nostro paese e prevedendo canali diversificati di ingresso per lavoro, rivedendo gli attuali totalmente inefficaci. Nel rilanciare i contenuti della campagna, i promotori rivolgono ai parlamentari italiani un appello, affinché sia al più presto messa in calendario la discussione della proposta di legge.


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