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Si litiga sulla Salute in provincia di Siracusa


L’emergenza Sanità in provincia di Siracusa diventa motivo di scontro frontale fra il Centro-Destra e il Centro-Sinistra
venerdì 19 ottobre 2007, di Emanuele G. - 1672 letture

Come molti di voi sapranno il comparto Sanità in Sicilia sta vivendo un periodo di crisi drammatica. Pensate che dovranno essere licenziati entro due anni quasi 3.700 operatori del comparto e chiuse quasi 90 guardie mediche. Per non parlare di accorpamenti di ospedali, tagli di interi reparti ed altro ancora. Ma quando saranno eliminate le cosiddette "convenzioni esterne" che ammontano all’incredibile cifra di 1.700 provocando l’esborso di centinaia di milioni di euro a svantaggio del comparto pubblico della Sanità?

Roberto De Benedictis ci ha inviato due interessanti Documenti.

A) Lettera On.li Cappadonna e Confalone pubblicata sul quotidiano La Sicilia del 13.10.2007

SANITA’ VERSO IL DISSESTO

In occasione dell’ultima seduta della VI Commissione Regionale della Sanità è stata affrontata la problematica relativa alla costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. La discussione è stata incentrata sull’esame dell’excursus storico della tribolata vicenda e sulle modalità di superamento degli ostacoli ancora presenti. Già nel 2003, in assenza di fondi pubblici sufficienti alla realizzazione delle opere, si è stati obbligati alla scelta della via, più celere e sicura di improbabili accantonamenti, del project financing per la copertura della totalità della spesa. Il nuovo ospedale entrò nell’accordo straordinario fra Stato e Regione, con la disponibilità di spesa per quest’ultima di 41 milioni di euro, da versare nel suddetto project financing quale quota di partecipazione pubblica. Nel 2005, gli elaborati progettuali-contabili del manager dell’ospedale "Umberto I°", giunti all’Assessorato Regionale della Sanità, subirono la valutazione negativa.

Nessuna voce prevedeva la garanzia di pagamento delle quote mensili sui servizi accessori prestati dai privati, ritenuti onerosi. Nel 2006 la Regione ha incrementato la quota di partecipazione al progetto di finanziamento con altri 10 milioni di euro, raggiungendo i 51 milioni di euro totali. Il 10 ottobre il nuovo project financing è stato presentato alla Regione per una nuova valutazione. Nel frattempo tutti gli investimenti richiesti dalla Sicilia al Ministero della Salute per il potenziamento degli ospedali provinciali sono stati bloccati, compresi quelli già stanziati in favore del "Muscatello" di Augusta. Per superare l’empasse, il Governo Regionale ha presentato al Ministero della Salute l’"Accordo di Garanzia", impegnandosi alle anticipazioni economiche indispensabili all’avvio dei progetti di potenziamento, con la previsione di incamerare i rimborsi previsti per gli stati di avanzamento dei lavori.

L’accettazione del Ministro della Salute ha visto il diniego del Ministro dell’Economia che ha rigettato il piano d’integrazione del project financing proposto dalla nostra Regione. Il risultato sarà il dissesto aggiuntivo del sistema sanitario regionale, la difficoltà nel pagamento degli stati di avanzamento degli appalti già avviati e il conseguente aggravio economico che deriverà dagli oneri supplementari applicati dai fornitori di servizi e opere. Per tali fatti, continuiamo ad evidenziare l’applicazione delle consuete vessazioni che il Governo Nazionale elargisce alle Regioni che non gradiscono il sistema politico del centro-sinistra. La rimodulazione ministeriale prevede lo sblocco dei fondi necessari all’approvvigionamento di attrezzature ospedaliere e il nuovo ospedale di Lentini sarà finalmente completato, in quanto necessita esclusivamente di beni strumentali che rientrano fra quelli esclusi dai veti governativi.

NUNZIO CAPPADONA GIANCARLO CONFALONE

B) Risposta On.le De Benedictis indirizzata al quotidiano La Sicilia

CAPPADONA E CONFALONE SENZA VERGOGNA!

Gentile Direttore, ho letto esterrefatto la lettera degli onorevoli Cappadona e Confalone “a proposito del nuovo ospedale di Siracusa” pubblicata ieri dal suo giornale. Si comincia col dare la notizia di una seduta della Commissione Sanità dell’ARS “presieduta – cito testualmente – dall’on. Nunzio Cappadona e con la partecipazione dell’on. Giancarlo Confalone”. Poiché la lettera è firmata, non devo sospettare errori del cronista ed è quindi da addebitarsi agli stessi autori la patetica quanto fasulla attribuzione di ruoli, in quanto l’On. Cappadona non ha presieduto alcunché né avrebbe potuto farlo. Bugia da tre soldi, insomma, di quelle per darsi importanza. Lo dimostrano i verbali della seduta, pubblici ed ufficiali, dai quali può altresì evincersi che l’audizione sull’ospedale si è svolta perché è stata il sottoscritto a chiederla per avere chiarezza di un pasticcio misterioso su cui il centrodestra litiga da mesi.

Ma veniamo al merito. La sintesi dei fatti è lacunosa ed imprecisa: si omette di dire, ad esempio, che il primo finanziamento di 41 milioni di euro fu perduto per documentate inadempienze dell’Assessorato alla Sanità e che ancora una volta, fra le cause che soltanto tre giorni fa hanno portato ad avere il nuovo progetto a Palermo (quasi dieci mesi dopo l’impegno dei 51 milioni di euro!) lo stesso direttore dell’Umberto I ha denunciato la scarsa collaborazione dell’Ispettorato Regionale Sanitario. Si dice poi che il Ministero ha bloccato tutti gli investimenti “per il potenziamento degli ospedali provinciali, compreso quelli per il Muscatello” e che “per superare la micidiale empasse” la Regione avrebbe proposto un “Accordo di Garanzia” impegnandosi nelle anticipazioni di cassa. Il che è una sciocchezza per almeno tre motivi: primo, questa proposta non c’entra nulla con l’ospedale di Siracusa né con il Moscatello di Augusta, riguardando solamente le spese in corso; secondo, l’empasse del Muscatello è legata, e fareste bene a dire la verità ai cittadini che giustamente ne chiedono il completamento, ad una gestione quantomeno allegra dei precedenti finanziamenti da parte dell’ASL di Siracusa, quindi della stessa Regione; terzo, nessuno stop all’Ospedale di Lentini ma solo una richiesta di chiarimenti fatta dal Ministero il 3 agosto scorso ed a cui la Regione deve ancora rispondere!

Poco dopo i due affermano che “il Ministero dell’Economia ha rigettato il piano d’integrazione del project financing proposto dalla Regione”. Ma di quale proposta di project financing parlate se l’unica in campo è quello dell’ospedale di Siracusa e voi stessi avete appena scritto che esso era stato presentato alla Regione in data 10 ottobre, cioè l’altro ieri..?? Parole a casaccio, insomma.

Tralascio ovviamente ogni commento alle legittime valutazioni politiche ma fatte col solo scopo preconcetto e falso di dimostrare che lo Stato non ci vuole bene ma Cuffaro si. Certo, se è vero che in questi anni la sanità privata a Siracusa, fra cui le cliniche degli on. Cappadona e Confalone, ha raggiunto la percentuale in Sicilia di posti letto rispetto a quelli pubblici (non vi tedio con i numeri ma parlo con carte alla mano) non ho dubbi che Cuffaro a qualcuno vuole bene, molto bene.

ROBERTO DE BENEDICTIS

C) Articolo pubblicato dal Quotidiano La Sicilia del 12.10.2007 in riferimento a dichiarazioni rilasciate dall’On.le De Benedictis

ROBERTO DE BENEDICTIS. Duro attacco del deputato diessino che trova scandaloso il criterio di scelta dei manager

"Ospedali, grave il silenzio dell’Asl"

«Non passa giorno che dagli ospedali della Provincia non provenga un grido d’allarme per reparti che agonizzano e servizi che muoiono. Da Lentini ad Augusta, dove dismette la chirurgia, da Noto ad Avola, dove si è persino sparsa la voce che chiuderà il pronto soccorso, l’impressione che se ne ha è quella di una società in liquidazione o, peggio, in svendita». Quello del deputato regionale Roberto De Benedictis è un duro attacco all’Asl 8.

«E’ inconcepibile che la dirigenza dell’Asl continui a tacere. Il piano di rientro non sia un alibi, perché nessuno ha sottratto ai dirigenti dell’Azienda la responsabilità di curare i malati e di garantire in ogni caso l’assistenza a tutta la popolazione». Proprio in questo momento, anzi più di prima, chi dirige ha il dovere di spiegare che cosa sta succedendo e come intende assolvere ai suoi doveri.

In un momento in cui la sanità è una delle maggiori preoccupazioni e fonte di insicurezza per qualunque cittadino, c’è una grave sottovalutazione del ruolo sociale che le Asl e le Aziende ospedaliere assumono nel territorio.

«Non si può rimanere chiusi a fare i conti del bilancio senza sapere le ripercussioni che questo ha sulla domanda di sicurezza dei cittadini. La cosa – commenta Roberto De Benedictis – è ancora più grave se si pensa che l’attuale commissario dell’Asl è diretta emanazione dell’assessore regionale alla Sanità. Quindi non soltanto c’è una sovrapposizione manageriale col ruolo politico, ma dal silenzio che si ode emerge un’assenza di responsabilità sia nella gestione sanitaria sia nel governo politico dell’Asl stessa».

Va sottolineato tuttavia che un commissario deve avere tempo perché possa entrare nel merito dei complessi meccanismi di un’Azienda così importante come l’Asl.

«E’ responsabilità del governo regionale scegliere e dare una guida a questa Azienda. Se questo non sta accadendo, ma nel frattempo chiudono i reparti e non si sa come far fronte all’emergenza – aggiunge il deputato siracusano – le colpe non possono essere che del governo e sono gravissime. Peggio ancora se tutto questo serve a temporeggiare e rinviare per meri equilibri di spartizione politica la nomina del futuro manager».

Nomina che naturalmente è stata decisa già a tavolino perchè ha trovato il consenso della parte politica, centrodestra, che governa l’Asl. «Devo dire che trovo scandaloso che il principale se non l’unico criterio di scelta dei manager, come mi viene confermato anche in questo caso da Palermo, sia quello della compiacenza politica. Questo – conclude De Benedictis – non significa governare la sanità ma occuparla e usarla per i propri equilibri e non solo: l’enorme spesa della sanità siciliana raffrontata alla modesta qualità dei servizi dimostra che si gestiscono anche interessi economici sulla pelle dei cittadini».

ROBERTO DE BENEDICTIS

A voi Lettori/Lettrici il giudizio...

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Si litiga sulla Salute in provincia di Siracusa
26 dicembre 2007, di : cleopatra

Onorevole De Benedictis 10 e lode, non si puo’ dire altro mi meraviglio che la sx non abbia preso posizione in merito alle vicende giudiziarie in cui è coinvolto il presidente della regione (speriamo ormai per poco presidente), le Dimissioni subito questo il volere dei siciliani, l’arroganza, la prepotenza, la mancanza di dignità che sta mostrando Cuffaro non ha limiti. Basta navigare un po su internet per rendersi conto di chi è quest’uomo, di quello che ha fatto, i commenti su di lui sono da brivido, in caso di condanna lieve NON MI DIMETTO! ma che cosa mi rappresenti? cerca di volerti bene, oltre a volere bene i tuoi amici, impara a volere bene a te stesso ma ti rendi conto o no Cuffaro che sei la VERGOGNA della Sicilia??????????????
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