Si, be’… ci manca solo la perizia… Ma non vedete che sono sciupato, deperito…

Silvio si recò in pellegrinaggio al monastero di montagna, l’Abbazia di San Colombano, a cercare una guarigione miracolosa...

di Deborah A. Simoncini - venerdì 17 settembre 2021 - 810 letture

Silvio si recò in pellegrinaggio al monastero di montagna, l’Abbazia di San Colombano, a cercare una guarigione miracolosa, per i suoi malanni. Vi passò un mese di solitudine e raccoglimento. Era un bellissimo posto, ma molto triste. A dargli forza era il contatto con la sua terra. “Io che sono stato rigidamente conservatore sono diventato un rivoluzionario, per tirare al risparmio. Da ragazzo andavo in giro con le giacche rivoltate che avevano il taschino a destra. Mi davo arie da avventuriero, ma da buon milanese sono sempre stato un accorto ragioniere”.

Quando gli diedero il foglio di via per le terribili cose che si mormoravano su di lui, una folla festosa l’attendeva ai margini della strada. La politica è debole: non detta regole chiare e si limita a dare indicazioni di massima, che risultano incerte e contraddittorie. “Io distribuisco salomonicamente consigli e cicchetti. Il numero dei miei processi che mi riguarda è già altissimo e voi volete farmi la perizia psichiatrica e darmi del matto? Prendo atto dell’attualità del problema che mi ponete, ma vi ricordo che mi sono conquistato la libertà pagando un carissimo prezzo. Voi continuate a mettere in discussione la mia linea di condotta politica, che dite porrebbe nuovamente in grave rischio la società e la democrazia stessa. Come spiegate l’insorgere di una vera e propria questione morale nei miei confronti? Ho riflettuto a sufficienza! La vostra è, a mio avviso, una parola d’ordine semplicistica, dal forte sapore propagandistico. Una polemica “riservata”. Le riforme devono essere incisive sul piano procedurale e ordinamentale, a parte la riforma del Consiglio superiore della magistratura. E’ possibile che commetta reato chi cucina un fritto misto di pesce il cui odore infastidisce i vicini? Lo sostiene la Corte di Cassazione che con la sentenza 14467/2017 ha condannato per la prima volta una coppia di coniugi di Monfalcone, in provincia di Gorizia, con l’accusa di molestie olfattive. Il reato è inquadrato nel “getto pericoloso di cose”, punito all’articolo 674 del codice penale. I settantottenni sono stati accusati per l’emissione di fumi, odori e rumori molesti. La causa dei disagi: una foratura nella canna fumaria che, insieme agli odori, trasmetteva anche i discorsi quotidiani. Una follia!!!, e volete dare del matto a me?”

Si versò un bicchiere, lo buttò giù e sentì espandersi una bella sensazione nelle viscere. Afferrò il martello e batté alcuni colpi. Matteo non si vedeva da nessuna parte. A lui lo legava una specie di solidarietà intestinale, aveva sentito che aveva la colite e gli avevano dato il bismuto.

Matteo e Giorgia si erano concessi l’uno all’altra sul selciato del cortile di Villa San Martino ad Arcore e solo dopo erano entrati all’interno della casa delle libertà, dove continuavano a farlo più volte, in diverse posizioni, in giaciture particolari, agili e felici, quasi divorandosi a vicenda.

Silvio ogni volta digrignava i denti per la rabbia, mentre Matteo tossicchiava a occhi bassi. “Giorgia, magari non è bellissima, ma che donna, che brava che è!” Lei sorrideva con aria innocente, stanca ma grata, e li fissava come se potesse leggere nella loro mente ed estrarne i pensieri. “Donne più carine di lei ci sono, ma più umili e devote sicuramente no. Non alza mai la voce e lavora con diligenza e modestia”.

Nella sala da pranzo i camerieri servivano i pasti con i guanti bianchi. Silvio le chiese di mettergli la sua piccola mano sulla fronte, in modo da alleggerirlo dal tormento di certi pensieri. Quando con un gesto leggero poi lei gli posò l’altra sua manina, dove lui voleva e lei sapeva, ebbe la sensazione di essere in paradiso e sospirò di piacere. Se lo sentì veramente, era l’uomo più felice del mondo. Fermo in piedi davanti allo specchio si spogliò completamente di ogni abito. Un atto di vanità e completamente indecente, ma perché mai non doveva concederselo? Sorrise a Giorgia che, la testa piegata di lato, si inginocchiò.

Silvio, si palpò e si premette le varie ferite, ne contò trentatre tra morsi, succhiotti e graffi sul proprio corpo. Tre in più della settimana precedente. Sospirò soddisfatto. Ah, quanto può essere piacevole il dolore!

Ruby, rubi, rubacuore, che bei tempi!, ma Giorgia è Boccadoro. Dopo, quando Giorgia entrò nel bagno, rimase sbalordita dal repertorio di prodotti estetici accumulati dappertutto. Polveri, unguenti, creme, reticelle …

Nei giorni successivi Silvio intese conoscere la PM e la ricevette nella stanza da letto: “Non mi dia la mano, perché mi fa male”. Paterno e severo trasmetteva un’idea di fragilità. “Nella vita non ci si deve fare prendere dalle passioni fatue. E si deve avere culo, nel senso di metterlo sulla sedia, studiare e applicarsi con costanza, come dice Sabino che ha orari da metalmeccanico e lavora otto ore al giorno, incluse le domeniche”.


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