BUDAPEST – Dagli Stati Uniti contro le banche ungheresi. Circa un centinaio di eredi di vittime dell’Olocausto hanno avviato una causa contro quattro banche ungheresi che non avrebbero restituito i beni confiscati agli ebrei deportati nei campi di concentramento nazisti nel 1944. Gli stessi eredi avevano fatto causa, lo scorso febbraio, alle ferrovie dello stato ungheresi per aver collaborato alla deportazione verso i campi di sterminio di migliaia di ebrei ungheresi. Secondo l’agenzia di stampa ungherese MTI, i 95 eredi hanno presentato la causa al tribunale di Chicago e intendono combattere per ottenere un risarcimento di due miliardi di dollari al valore del 1944, anno in cui circa 600mila ebrei ungheresi furono privati dei loro beni e uccisi nei lager nazisti. La maggior parte degli ebrei nazisti catturati furono deportati ad Auschwitz e Buchenwald. Le banche coinvolte sono le stesse del 1944, quelle in cui gli ebrei ungheresi avevano depositato titoli e gioiellli: Banca Nazionale Ungherese, Otp, Erste e Mkb. Finora, l’unico compenso ricevuto è stato quello pagato negli anni ’90, a titolo simbolico.
Per maggiori informazioni: www.economia.hu