Shakespeare in siciliano

Sonetti di William Shakespeare / tradotti in siciliano da Prospero Trigona. - 170 p. - Testo inglese e siciliano a fronte. - ebook ISBN 978-88-6711-203-6, book ISBN 978-88-6711-204-3
di Redazione Zerobook - sabato 27 novembre 2021 - 1362 letture

Questa traduzione non è soltanto un capriccio intellettuale ma la testimonianza di una civiltà in parte scomparsa e in parte ancora viva che nella lingua aveva ed ha la propria consistenza. Ѐ, inoltre, la testimonianza che mondi lontani nella sostanza, nel tempo e nello spazio possono incontrarsi e convivere se rivissuti con umiltà e amore.


Dalla "Premessa" dell’opera

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Copertina del libro di traduzione in siciliano da parte di Prospero Trigona dei Sonetti di Shakespeare

Se per dialetto si intende una parlata diversa dalla lingua nazionale ma ad essa vicina, allora il siciliano è un dialetto. Ma questa è una convenzione, cioè una forzatura: milioni di persone si esprimono in siciliano in Sicilia e all’estero e, malgrado la distanza delle loro residenze d’origine da un capo all’altro dell’isola, riescono a capirsi tra di loro, anche se le varie aree geografico-linguistiche conservano peculiarità proprie all’interno di un mare magnum di variazioni espressive riguardanti sia l’intonation sia la ricchezza semantica. Nel passato lontano e recente nessuna area geografica è riuscita a imporre la propria variante linguistica sulle altre come nessun poeta o scrittore si è impegnato in un ambizioso sforzo linguistico unificante; né hanno prevalso altri strumenti artistici di diversa natura. Il risultato è stato l’esistenza di prodotti linguistici anche di notevole dignità espressiva e assoluto valore estetico nei quali si è manifestata la passione e, talvolta, la genialità creativa di un popolo attraverso la comunicazione quotidiana (spesso esilarante, sofisticata, carica di valenze ambigue, di espressioni icastiche, ma fondamentalmente tragica), o la produzione poetica (lirica, epica, comica, etc.) e teatrale (soprattutto farse).

Se per convenzione accettiamo di parlare del siciliano come di un dialetto, dobbiamo dire che, nei secoli, la presenza di invasori provenienti da ogni parte d’Europa e dal mondo arabo ha esercitato una tale pressione linguistica da tradursi in un arricchimento (talvolta rifondazione) delle parlate locali e da generare una tale sterminata quantità di varianti dialettali da rendere relativa qualsiasi generalizzazione o tentativo di inquadramento strutturale. Procederemo, dunque, a qualche chiarimento linguistico solo per sommi capi e molto brevemente, suggerendo ai lettori interessati che possono attingere notizie e conoscenze dettagliate e approfondite dagli studi dei linguisti. Abbiamo tradotto i sonetti di W. Shakespeare con alternanza in due varianti linguistiche, quella dell’area orientale dell’isola e quella dell’area centrale, che indicheremo come a. l. 1 (area linguistica 1) e a. l. 2 (area linguistica 2).

[...]

Però, non possiamo non concludere con una nota personale. In tempi in cui sentire conversazioni in dialetto è piuttosto raro, in cui si sente gente di ogni età iniziare una conversazione in dialetto ma (ormai per incapacità linguistica e per abitudine oltre che per oggettiva carenza di vocaboli che esprimano concetti moderni) terminarla in italiano e viceversa, in cui i genitori di ogni parte d’Italia ai propri figli parlano e insegnano a parlare in italiano, sappiamo che tradurre qualsiasi testo letterario in un dialetto è esercizio quasi inutile e di pura vanità intellettuale; è un’operazione che in se stessa ha l’unico referente ed esaurisce la sua funzione. Perciò si è trattato di una sfida piacevole e arricchente che il traduttore ha ingaggiato con se stesso: figure retoriche, concetti, metro, rime, sono le regole, interne alla sfida, che si è cercato di rispettare. Quasi sempre.

[...]

Per il testo si sono tenute presenti le pregevoli edizioni di un originale imperfetto approntate da studiosi inglesi (qualche rara volta si ha una lezione diversa di un termine: per es. nel sonetto 51, verso 10). Nella resa in siciliano non sempre è stata rispettata la punteggiatura originale perché, si sa, ogni lingua ha un proprio sistema di pause e di punteggiatura. Riandando a tempi in cui i dialetti erano lingue quotidiane e risorse per la lingua nazionale, abbiamo tradotto l’intero corpus del canzoniere shakespeariano durante tre periodi di otia estivi, anche se, come si vede dalle date, in stagioni diverse; periodi che coincidono con le tre sequenze del corpus. Soltanto i sonetti 55, 127 e 147 portano altre date: sono tre scampoli otiosi di lontane stagioni.

Prospero Trigona


L’autore

Prospero Trigona ha insegnato lingua e letteratura inglese presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino e lingua e traduzione inglese presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma “La Sapienza”. Ha scritto su W. Shakespeare, J. Milton, J. Swift, J. Conrad, T. S. Eliot; si è occupato di letteratura africana in lingua inglese, scrivendo su C. Achebe, Ngugi wa Thiong’o, J. Munonye, e di letteratura canadese in lingua inglese, scrivendo su M. Laurence. Ha scritto su Dante e Francisco de Quevedo, ha lavorato su testi storico-politico-diplomatici, e ha pubblicato una raccolta di riflessioni in De Veritate oltre a varie raccolte di versi e a tre raccolte di racconti brevi. In dialetto siciliano ha prodotto alcune composizioni (liriche, ballate) su vari temi contenute in sue raccolte di versi edite o ancora inedite.


Il libro in formato ebook è acquistabile presso tutti gli store ebook italiani. È possibile acquistare la versione cartacea con il sistema del print on demand.



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