Senza oneri



venerdì 5 dicembre 2008, di Alberto Giovanni Biuso - 572 letture

«La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istruire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato» (Costituzione della Repubblica italiana, articolo 33).

Massiccia adesione agli scioperi da parte dei docenti; manifestazioni in ogni città di milioni di persone tra studenti, famiglie, insegnanti; lezioni pubbliche nelle piazze; assemblee ovunque; mobilitazione della Rete. Ma il governo italiano va avanti con i suoi tagli indiscriminati e rivolti non a migliorare Scuole e Università ma a trasformare istruzione e formazione in senso privatistico. Si legga il Disegno di Legge proposto dal deputato di Forza Italia Valentina Aprea, Presidente della Commissione Cultura della Camera, che farà diventare anche le Scuole secondarie -dopo le Università- della Fondazioni gestite da Consigli di amministrazione.

E invece è stata sufficiente la voce di un prelato -Bruno Stenco, direttore dell’Ufficio nazionale della Conferenza Episcopale Italiana per l’educazione-, è bastata soltanto la minaccia di mobilitare genitori e insegnanti delle scuole cattoliche...e il Governo della Repubblica ha trovato subito i danari per istituti che non dovrebbero riceverne e che possono pretendere dei finanziamenti statali solo a causa dei vuoti creati apposta nella scuola pubblica.

Senza oneri per il «Patrimonio di S.Pietro», come si chiamava un tempo. Oggi ha nome “Città del Vaticano” ed è una delle grandi sciagure che infettano il tessuto culturale e civile dell’Italia.

www.biuso.eu

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Senza oneri
5 dicembre 2008, di : Fabio Fino

Ma perché, cosa si aspettava, che il governo (quale ne fosse il colore: le ricordo che la legge Berlinguer sul finanziamento [pubblico] delle scuole private è stato fatto dal centrosinistra, presidente del consiglio Massimo d’alema..) non avrebbe concesso i finanziamenti in mome di una (presunta) laicità dello stato? E il crocifisso in aula (anche di tribunale), che ci fa? Mi scusi se glielo dico, ma Lei sbaglia(va) nel supporre che chi governa (ieri, oggi o domani) si atterrà al dettato costituzionale. Con rabbia, La saluto Fabio Fino
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