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Se droghiamo anche i nostri bambini


"Ascoltando il telegiornale trasmesso su canale 5, ho avuto l’occasione di sentire la notizia di quel bimbo di 12 anni che è stato definito “iperattivo” e che è stato espulso dalla scuola...."
mercoledì 3 maggio 2006, di Annamaria Orlandi - 848 letture

Sono madre e nonna di una meravigliosa bimba di un anno e mezzo. Sono un Assistente Sociale e ho lavorato in passato per il Comune di Milano, Ripartizione Assistenza e Sicurezza Sociale. Durante il mio apprendistato ho avuto l’occasione di poter lavorare con i bambini e i ragazzi ospiti di un noto Istituto milanese.

Ascoltando il telegiornale trasmesso su canale 5, ho avuto l’occasione di sentire la notizia di quel bimbo di 12 anni che è stato definito “iperattivo” e che è stato espulso dalla scuola. Nella notizia ho sentito il giornalista affermare che questa “malattia” si può curare con uno psicofarmaco di nome “Ritalin”. Per mia conoscenza, questo non è un farmaco, ma una droga legalizzata che ha gli stessi effetti devastanti delle anfetamine.

Credo che questo bambino abbia bisogno di comprensione e amore da parte degli adulti che lo circondano e non di essere drogato, credo che abbia bisogno di strumenti per poter comprendere. Qualsiasi essere umano sano reagirebbe male di fronte a delle costrizioni, (impedirgli di andare in laboratorio con i suoi compagni e rinchiuderlo in una piccola aula) e perché lui non dovrebbe? E per questo lui diventa un malato di mente che deve essere curato con psicofarmaci, a 12 anni?

Ritengo che sia un crimine drogare i nostri ragazzi. I bambini sono il nostro futuro e quello che succederà se si continuasse a legalizzare e pubblicizzare il fatto che la soluzione per un bambino adolescente vivace e con difficoltà sia di essere “curato” con degli psicofarmaci che hanno effetti collaterali devastanti, sarà di avere una società ancora più drogata e malata tra non meno di 10 anni. Mi chiedo a chi farebbe comodo tutto questo? Spero tanto che anche gli altri genitori si informino esaurientemente che e non cadano nell’errore di pensare di “risolvere con pillole” eventuali problemi e difficoltà dei propri figli, con la speranza di aiutarli, non li aiuterebbero affatto!

Credo fermamente che amore, tolleranza, un metodo di studio efficace che permetta loro di comprendere, e ricerca di soluzioni alternative alle “pillole”, possano salvaguardare la salute e l’equilibrio mentale dei nostri ragazzi che, ripeto e concludo sono il nostro futuro e il futuro della nostra società.

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I VOSTRI BAMBINI TENETEVELI VOI
6 maggio 2006, di : Maria S.

UN BAMBINO DI TAL GENERE DOVREBBE STARSENE IN CASA DEI SUOI GENITORI. NON SI VEDE PER QUALE MOTIVO ALTRI ADULTI DOVREBBERO PRENDERSI IN CARICO LA SUA EDUCAZIONE. CHI HA CREATO IL PROBLEMA SE LO RISOLVA!
    7 maggio 2006, di : Carmelo

    Non per polemizzare, ma questa tua risposta all’articolo mi sembra a dir poco vomitevole. Non aggiungo altro.
    VERGOGNA
    7 maggio 2006

    Sei davvero così frustrato da sparare a zero su un BAMBINO di 12 anni con evidenti problemi?

    Ti ricordo che la SUA EDUCAZIONE, oltre a essere un diritto, è un DOVERE dello Stato, che è tenuto a garantirla e tutelarla. Se, come dici, la famiglia non è stata in grado di educarlo, dovremmo a maggior ragione sentirci in dovere di soperire con comprensione,interesse e disciplina, che non si identifica certo con le reclusioni.

    VERGOGNA. probabilmente è solo un bambino terrorizzato dalla realtà che lo aspetta, e non lo biasimo visti l’intolleranza e l’egoismo spregiudicati della gente come te.

    I VOSTRI BAMBINI TENETEVELI VOI
    14 maggio 2006, di : siciliano

    1-Nessuno può scegliersi i bambini che vuole 2-Grazie alla complicità di questi modi di pensare, indotti anche da alcuni media, si diffondono dei farmaci inutili e dannosi, con la felicità delle case farmaceutiche. Vedi Usa
    I VOSTRI BAMBINI TENETEVELI VOI
    14 maggio 2006, di : pierocecio

    io invece penso che dovresti essere tu a startene a casa,visto che l’indifferenza verso il prossimo e comunque il tuo punto di vista riguardo i bambini non porterebbero certamente a un mondo migliore.
Se droghiamo anche i nostri bambini
29 maggio 2006

La causa che certi bambini sono iperattivi è quasi certamente imputabile ai genitori.

Lo Stato non può far nulla per risolvere la situazione, tranne che tenerli più a lungo possibile lontano dalle cause del disturbo.

Dare dei farmaci (o droghe) ai bambini, è certamente causa di ulteriore aggravamento del problema.

Attenzione che tanti bambini sono in border-line, teniamoli nel loro ruolo normale, lontano da fonti ansiogene, o iperstimolanti.

(non si deve far nulla! si deve solo farli crescere più lentamente!)

Se droghiamo anche i nostri bambini
31 gennaio 2007

Sono mamma di un bambino che, in seconda elementare, ha un compagno di scuola con le stesse caratteristiche del bambino in questione. Nel nostro caso la scuola, gli insegnanti, i genitori dei compagni di classe hanno tentato tutto il possibile per integrare un bambino che ha rotto un polso alla maestra, ha dato pugni ai compagni, ha picchiato una bimba sulla sedia a rotelle, ha minacciato con le forbici, porta cacciaviti per spaventere gli altri ecc...Nel nostro eccesso di zelo abbiamo anche tentato di invitarlo a casa e di mandare i nostri figli a giocare da lui, purtroppo senza risultati. La scuola deve tutelare il bambino, ma cosa dire degli altri 22 che sono in classe con lui? Non hanno forse il diritto di andare a scuola senza il terrore di essere picchiati? Per integrare il bambino disagiato dobbiamo forse renderne disagiati altri 22? Gentile signora, mi chiedo se sarebbe così tollerante se ogni giorno dovesse andare a prendere suo figlio a scuola con il terrore di non trovarlo intero!
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