Se dovessi girare...

Parole in libertà

di alberto - mercoledì 29 settembre 2004 - 4301 letture

se dovessi girare intorno per le terre di questa terra madre quasi immensa-mai come il cielo, se dovessi girare a piedi il globo intero sarebbe per sfuggire non dalle persone nè dalle cose nè dall’amore nè dai fallimenti

ma da quel dolore che s’insinua invisibile come una pulce sottopelle e ti rode, piano e in silenzio, da dentro poi un tuffo nel sangue per tutto il corpo mani piedi unghie peli fino al cuore e dal cuore a torturare uno spirito stremato da battaglie fuggite per non scoprire il volto-

chi è il nemico? ha pelle di serpente nera come le notti più buie e gli occhi-da-cieco-senza-pupilla, un elmo strano e armatura di cemento e titanica spada e pugnali e falce e sssibila. chi è il nemico?quale il suo volto nascosto?
 paura di guardare lo specchio, paura di guardare negli occhi lo sguardo riflesso -fuga.

fuggire senza più fiato per trovarsi -agghiacciante visione- una strada lunga circondata da deserti di nulla -praterie sciolte senza colori senza profondità e sentirsi una locomotiva arrugginita che cigola e rotola che il carbone è quasi finito che il fumo sbiadisce

preghiera-

 dove l’amore l’energia del desiderio ultimo le ali che portano gli uomini pellegrini e li sostengono nel loro viaggiare...? dove l’amore che è l’unica via che porti da qualche parte?... faticosa via, via bella, bella storia d’un uomo che segue una promessa una speranza più viva d’una rosa, una speranza graziosa come un bimbo nato appena che piange&sorride! dove l’amore?

urlo-preghiera-sussurrato appena che si perde nei pensieri di chi scrive e legge ma ritrova la meta in lui che sa la lingua dello spirito in lui che è spirito in lui che è amore...

Dove, dove sei amore?legge del mio cuore,luce? un vuoto che devi colmare con la tua eternità canta impaziente e sa che null’altro fuori di te è... dove, perchè tardi tanto amore?


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Se dovessi girare...
24 dicembre 2006, di : Antonio Carollo

Gentile Alberto, da oltre due anni non compaiono tuoi scritti su "Girodivite". Due anni sono un soffio, lo so, ma potrebbe essere un tempo sufficiente a racchiudere esperienze decisive. Personalmente sono curioso di conoscere gli sviluppi di quello stato d’animo che esplose nella coinvolgente lirica che, mi pare, è nata da una parola, ’girare’. Girare per te è uguale a fuggire? fuggire dal dolore, dal deserto, dallo squallore, dalla frusta quotidianità? Certo, desiderare l’amore è il dono grazioso della giovinezza, ma affrontare il dolore è il tratto distintivo dell’uomo. Forse quello che desiderei sapere da te è se sei riuscito ad abbassare lo sguardo da quella luce accecante verso i poveri viandanti con i quali si compie il tuo cammino sul selciato della tua esistenza. Mi risponderai? Auguri Antonio Carollo